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Armenia senza più il visto d’ingresso da gennaio 2013

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A partire da gennaio 2013 verrà abolito il visto di ingresso per entrare in Armenia. In effetti, i visti possono davvero essere, spesso, delle formalità burocratiche noiose e, diciamocelo, anche dispendiose. Talvolta è necessario attivarsi molto tempo prima del viaggio per riuscire ad ottenere il visto, oppure, se possibile farlo in loco, diventa una gran perdita di tempo e denaro.

L’Armenia, dal prossimo gennaio, non lo richiederà più e credo che questo potrà diventare un buon trampolino di lancio per aumentare il turismo in un paese che a me, personalmente, è piaciuto moltissimo. Prima di andare ricordo ancora i commenti di amici e parenti dov’è che andrai? In Armenia? E a fare che? E’ vero, non è un paese turisticamente “pubblicizzato” ma, credetemi, è di una ricchezza incredibile: non mi riferisco solo al patrimonio culturale e naturalistico insito nel luogo, forse ciò che più mi ha colpita è stata la genuinità della gente, il desiderio di interagire, di aiutare e di curiosare di fronte alla presenza di un turista che, ancora, sembra abbastanza rara.

Essere fermati lungo la strada, comunicare spesso a gesti o con disegni, essere invitati a casa delle persone a mangiare e a dormire, il calore umano e l’umiltà sono parte integrante del viaggio in questo splendido paese, dove la semplicità e l’ospitalità fanno ancora da padrone in un mondo costituito invece da apparenza e difficoltà relazionale.

La storia del paese mi ha affascinata da sempre, ma anche senza grandi approfondimenti credo che già la sola lettura di romanzi quali “La bastarda di Istanbul” di Elif Shafak o “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan siano un ottimo punto di partenza per far decollare la vostra curiosità e interesse rispetto alle sorti del popolo armeno.

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Informazioni sull'autore
Uno zaino o un aeroporto la emozionano da sempre. Dopo la laurea ha iniziato a insegnare alle elementari, dove cerca di trasmettere ai bambini che le barriere fisiche e culturali possono essere superate. Sempre in movimento, adora intrufolarsi tra la gente emozionandosi di fronte ad ogni piccola scoperta. Si definisce viaggiatrice e non turista. Ha una grande passione per i mercatini, dove spesso ama assaggiare il cibo di strada. Da 10 anni viaggia col suo infaticabile compagno, vagabondo come lei.
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