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Visitare Gradara, la Capitale del Medioevo

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Gradara

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense.”
[Dante, Inferno, Canto V, 103 -107]

Tornare a Gradara dopo anni è stato emozionante: l’ultima volta ero una bambina, ma il ricordo di questo luogo è sempre stato piacevole e pieno di magia. Il paese si trova nell’entroterra marchigiano, al confine con la Romagna, a pochi chilometri da Cattolica e Gabicce.

L’immagine da cui si è accolti all’arrivo è di una grande e ripida salita che porta su fino al cuore del Castello: la Rocca. Superata la torre posta all’ingresso, dove un tempo doveva esserci il ponte levatoio, ci si trova immersi nel piccolo borgo che si sviluppa tra due cinte murarie perfettamente conservate. E’ qui che il “balivo” ogni sera al tramonto urlava “Chi è dentro è dentro… che è fora è fora!”, da quel momento nessuno poteva più entrare o uscire dalle mura.

Lungo la cinta muraria si sviluppa un cammino di ronda che è possibile tutt’oggi percorrere a piedi e che è interrotto da 22 torri d’avvistamento: queste erano fondamentali per la protezione del Mastio, la più alta ed antica costruzione della fortezza dove vivevano il principe e la sua corte.

Dopo aver percorso la strada in salita si arriva alla cinta muraria che divide il borgo dalla Rocca. Ci si trova a questo punto al ponte levatoio che permette di attraversare un fossato un tempo pieno di cocci, sassi e pezzi di vetro (niente acqua e coccodrilli nelle rocche marchigiane!) e che porta dritti al Cortile d’Onore.

Il percorso attraverso le stanze della Rocca permette una sorta di viaggio nel tempo che tocca i luoghi in cui hanno vissuto alcuni personaggi storici di grande importanza come Giovanni Sforza e Lucrezia Borgia,  Sigismondo Malatesta e Isotta. Sono però altri due i nomi a cui si pensa quando si parla di Gradara: gli sfortunati amanti danteschi Paolo e Francesca, che consumano tra queste mura la passione che li condurrà poi alla morte.

La storia della Rocca e del Borgo può essere ripercorsa anche nel museo storico dove vengono conservati documenti e oggetti che raccontano la vita quotidiana del nel Medioevo e le storie dei più importanti personaggi che hanno vissuto tra queste mura.

Ecco di seguito i prezzi dei biglietti d’ingresso

Biglietto Rocca: 4€
(ridotto 2€ per ragazzi tra i 18 e i 25 anni, insegnanti; gratuito per minorenni, gruppi, studenti di università ad indirizzo artstico)
Biglietto camminamenti: 2€
(ridotto 1€ per gruppi, studenti, minori di 65 anni, ecc e gratuito per i bambini fino ai 10 anni)
Biglietto rocca + camminamenti: 5€
(ridotto per ragazzi dai 18 ai 24 anni a 3€)
Museo storico: 4€
(Gratis i bambini e gruppi e scuole 1,50€)

Durante la mia visita sono stata anche al Teatro dell’Aria, una sorta di zoo in cui sono ospitati esclusivamente rapaci, utilizzati per gli spettacoli di falconeria. Ammetto che questa parte non mi ha entusiasmato, non sono una grande amante del genere e vedere questi animali così “sacrificati” e non liberi di volare… mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Diciamo che non ritengo sia una parte fondamentale nella visita di Gradara, dove ci sono tante altre cose decisamente più interessanti!

Purtroppo non ho potuto partecipare a nessun evento ma ho letto tante date in programma anche per fine agosto e inizio settembre: Giovedì al castello, Solstizio al castello, Medioevo a Tavola, Nel castello di Paolo e Francesca e Tra Rocca e Stelle si ripetono con cadenza settimanale fino a settembre (vi consiglio di controllare i dettagli delle date sul sito web!); tra gli altri il 15 settembre quello che più mi incuriosisce è “…uscimmo a riveder le stelle” una serata dedicata all’osservazione del cielo guidata e commentata.

Un piccolo consiglio finale a chi visita Gradara con i più piccoli: cercate al punto IAT la guida “GRADARA, mini guida per mini turisti“: è stata fatta dagli alunni della scuola primaria del paese, è bilingue ed sarà di sicuro utile anche ai genitori perché piena di informazioni utili ed interessanti!

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Informazioni sull'autore
Cremonese d’origine ma col cuore tra l’Emilia e Venezia. Dopo due anni in Laguna e una laurea in Turismo ora è alla ricerca della sua strada per il prossimo futuro. Sempre in moto per cercare nuovi stimoli, occasioni e novità, incapace di rimanere ferma e inattiva. Pendolare da una vita ama i viaggi in treno “nonostante tutto”, ha una strana fissazione per i Balcani ed è affascinata dal web e dalle sue potenzialità ma anche da tematiche come il turismo rurale, le tradizioni e l’enogastronomia.
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