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Pechino da non perdere: la Città Proibita

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La Città Proibita, la dimora impenetrabile degli imperatori delle dinastie Ming e Qing. La città nella città, così affascinante per il turista quanto triste per i suoi abitanti, quasi “imprigionati” in questa fortezza dorata.

La Città Proibita a Pechino è un enorme insieme di templi, abitazioni, giardini, ponti, corridoi, sculture ed esposizioni che ci parlano della vita degli imperatori, completamente circondata da mura che la fanno apparire ancora più inespugnabile ed austera.

La fila per entrare è immancabile, in quanto è consigliabile iniziare la visita dall’ingresso sud, ovvero dalla Porta della Pace Celeste, dove il ritratto di Mao accoglie i visitatori che arrivano da Piazza Tienanmen.  Bisogna quindi varcare i controlli di sicurezza della piazza, poi prendere il sottopassaggio ed attraversare l’enorme porta che già ci preannuncia le proporzioni della città.

Ancor prima dell’ingresso infatti ci aspetta un altro spazio molto ampio, dove fare i biglietti e prendere, se si vuole, l’audio guida nella propria lingua. L’ingresso alla Città Proibita costa 60 yuen (circa 6 euro), con riduzioni per studenti ed ultrasessantenni, che pagano la metà. E’ chiusa il lunedì.

L’interno delle mura  è di un rosso purpureo, intenso, da sempre associato alla regalità, inframmezzato solo da stupendi disegni ed artistiche ceramiche sulle tonalità del giallo e del verde. Provate a non pensare alla folla -più numerosa nei fine settimana, ma sempre presente in quanto proveniente da tutto il mondo e dall’intera Cina- e godetevi la passeggiata prendendovi tutto il tempo necessario per visitare questa enorme meraviglia.

Il percorso può essere fatto andando sempre dritti, per incontrare, dopo aver attraversato uno dei Cinque ponti di marmo, la Porta dell’Armonia Suprema e le tre sale: dell’Armonia Suprema, dell’Armonia Perfetta e dell’Armonia Protetta.  Non si tratta di stanze di palazzi, bensì di un palazzo a se ognuna…Decidete poi se inoltrarvi nelle vie laterali, dove troverete le stanze delle concubine dell’imperatore e molte esposizioni sulla dinastia Ming e Qing con le loro creazioni artistiche in ceramica e non solo.  Forse è impossibile riuscire ad esplorarne ogni angolo, ma non potete perdere il giardino dell’imperatore, dove tra fiori, vasche con pesci ed una casa costruita su un cumulo di pietre provenienti da altre regioni della Cina, sentirete il profumo avvolgente delle peonie ed il sapore affascinante di questa terra.

Curiosa la riproduzione del primo centralino utilizzato dagli imperatori per comunicare con le altre regioni della Cina. Sembra davvero strano trovare qualcosa appartenente al secolo scorso in un luogo che sembra senza tempo, vedere un telefono seppur datato e delle fotografie raffiguranti centraliniste all’opera, sembra anacronistico all’interno di una piazza costruita come il cortile di un antico tempio. Ma anche questo contribuisce al fascino della Città Proibita, che non dimentichiamo, rimase abitata fino al 1924.

Per fare una sosta durante il percorso troverete molte file di sedie in legno, da dove è piacevole rimirare gli ornamenti dei tetti o le mura dipinte mentre ci si riposa prima di riprendere il cammino. All’interno della Città Proibita ci sono anche dei punti ristoro dove mangiare seduti a dei tavoli all’aperto o, se volete optare per la soluzione più economica, dei chioschi dove comprare un panino confezionato, con hamburger o pollo e salse a soli 10 yuen (1 euro circa), da mangiare camminando o seduti ad un muretto o su una delle sedie a disposizione lungo il percorso.

Alla fine della vostra visita, raggiungete la porta settentrionale, la Porta del Valore Divino ed una volta usciti dalla Città Proibita, andate nel parco Jingshan, appena attraversata la strada. Verrete chiamati da numerosi venditori, proprietari di risciò che vi proporranno il loro tour, ed istintivamente, tra le mille voci e le parole in lingua sconosciuta, vi volterete per guardare la Città Proibita alle vostre spalle. Se già in questo modo ne sentirete la grandezza e l’immensità dopo averla percorsa per ore, non potrete non ammirarla dall’alto.

Entrate allora nel parco Jingshan (l’ingresso costa 10 yuen, 1 euro circa) ed iniziate a salire i gradini che portano verso la parte più alta. Le pagode si susseguono una dopo l’altra, la cima sembra non arrivare mai, gli scalini di pietra si mischiano con il verde e le rocce creano un paesaggio sempre nuovo, ma poi, una volta arrivati, è impossibile non sgranare gli occhi di fronte a quella che si rivela essere la visuale più stupefacente. La Città Proibita con i suoi tetti e le sue strade, si allunga sotto gli occhi del viaggiatore e solo allora ci si rende conto di quanto possa essere grande, di quanto il nome città sia appropriato. Scendendo, percorrete il fossato ai lati della Città Proibita, per incontrare negozi, ristoranti e per costeggiare un’ultima volta le sue lunghissime mura.

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Informazioni sull'autore
Scrittrice compulsiva, musicista da strapazzo, viaggiatrice instancabile. Laureata in Musica e Spettacolo adora i gatti, il suo compagno di viaggio e di vita ed il suo pianoforte. Dalla provincia di Roma, dove vive, ama scoprire il mondo a partire dai tesori nascosti a pochi chilometri da lei, fino alle latitudini più estreme del Pacifico, passando per la sua adorata Inghilterra con sosta obbligata a Londra, che torna a trovare almeno una volta l’anno. Da sempre orientata verso la filosofia low-cost, per necessità ma anche perché pensa che viaggiare di più e meglio spendendo di meno sia una scelta stimolante e responsabile.
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