Food Valley in Emilia Romagna: tour gastronomico da non perdere

La Food Valley in Emilia Romagna

La Food Valley in Emilia Romagna

Se siete amanti del cibo e del vino, non potrete fare a meno di questo post: una guida dettagliata alla scoperta di tutti i prodotti tipici e imperdibili dell'Emilia Romagna.

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Sono consapevole che qualsiasi articolo uno possa scrivere sul tema cibo, gastronomia e vini, non potrà mai essere definitivo né esaustivo. Specie se la regione di cui si parla è quella in cui risiedo, l’Emilia Romagna.

Il cibo in Emilia Romagna

Il cibo e il mangiare, come il bere, sono quasi considerati una religione in Emilia Romagna. Da qualche anno è cresciuta sempre più la consapevolezza che questo patrimonio gastronomico debba essere valorizzato non solo a livello regionale, ma soprattutto internazionale.
Sono nati consorzi e associazioni su tutto il territorio regionale dedicati alla valorizzazione di un formaggio o di un vino, ad esempio, fino a riconoscerne l’importanza creando addirittura l’immagine onirica di una valle dedicata al cibo: la Food Valley.

Food Valley è un nome azzeccatissimo, soprattutto se uno pensa al turismo straniero che noi Italiani sappiamo catturare non solo grazie alle bellezze artistiche ma anche grazie a percorsi gastronomici studiati ad hoc. Non vi nascondo che sempre più turisti oltre oceano associano ad esempio Firenze all’arte e Bologna, capoluogo emiliano romagnolo, al buon cibo.

La Food Valley in Emilia Romagna, come percorrerla

Proviamo ora a riassumere quelle che sono le eccellenze dei diversi territori o almeno proviamo a indicare quei prodotti eno-gastronomici che identificano un territorio. Non seguiremo solo i principali prodotti DOP (Denominazione Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta), aggiungeremo anche qualcosa di diverso.

Prima cosa: l’Emilia non è la Romagna, e vale chiaramente anche il contrario ed un turista straniero può scoprire le varie eccellenze della regione attraverso questo sito web dedicato proprio alla Food Valley.

Cosa non perdere a Rimini

La Food Valley corre lungo l’asse viario della via Emilia che collega Rimini a Piacenza ed iniziamo quindi proprio dalla città di Federico Fellini, il celebre regista di film come Amarcord.
La provincia di Rimini si annovera per la piadina riminese, più sottile rispetto a quella di Cesena e Ravenna, per il buon Olio extra vergine di oliva e per i formaggi stagionati come il Formaggio di Fossa di Mondaino o Talamello. Il vino è forse meno importante? Assolutamente no, e non è un caso che la Dop Colli di Rimini stia crescendo sempre più in qualità.

Le specialità di Forlì-Cesena

La provincia di Forlì-Cesena la annoveriamo sempre per la piada, un pelo più alta di quella riminese, e lo squacquerone di Romagna, un formaggio molle molto buono. Eppure muovendosi nell’entroterra come non citare i vini prodotti nel territorio di Bertinoro o Predappio? Vogliamo invece dimenticarci del formaggio di fossa di Sogliano? Assolutamente no.

Cosa gustare a Ravenna

La provincia di Ravenna si distingue per una piada più alta e consistente e per un celebre olio, quello di Brisighella. Un borgo medievale molto grazioso che nasconde un’altra chicca gastronomica: la Spoja lorda! Una pasta ripiena simile agli anolini. Non dimentichiamo poi il Sale di Cervia.

Le eccellenze di Bologna e dintorni

Bologna e la sua provincia non sono da meno. L’Emilia è la patria dei salumi, e non è un caso che proprio un insaccato venga solitamente associato a Bologna: la mortadella. Eppure il bolognese è tanto altro come il tortellino o la lasagna, la patata, oppure il Pignoletto, un vino ‘giallo’ leggermente frizzante che sta scoprendo un vero e proprio boom!

Piatti tipici di Ferrara

Il Ferrarese invece è la Coppia ferrarese, un pane con delle estremità che ricordano le corna. Poi c’è la pasta fresca come i Cappellacci alla zucca, i dolci come il Pampapato o Pampepato, il riso del Delta del Po’. Vogliamo forse dimenticarci dell’anguilla di Comacchio?

Prodotti da non perdere a Modena e dintorni

Il Modenese invece lo associamo all’Aceto Balsamico. Qui c’è una fortissima tradizione legata a questo prodotto, così pure per il Prosciutto di Modena. Non vorrei dimenticare lo Zampone modenese, l’ottimo Parmigiano reggiano, le squisite Ciliegie di Vignola ed il vino Lambrusco.

Il parmigiano di Reggio Emilia

Il territorio di Reggio Emilia è caratterizzato sempre dall’Aceto Balsamico, ma qui il vero re è proprio il Parmigiano Reggiano in tutte le sue diverse stagionature, dai 24 ai 30 mesi, 36 mesi o 60 addirittura.

La zona di Parma: le specialità

Il Parmense è soprattutto Prosciutto di Parma, salame felino e tante paste fresche, ripiene oppure no, come nel Modenese o Bolognese. Avete mai assaggiato il gnocco fritto? Farcito con salumi? Ecco una delizia che trova diverse scuole di pensiero tra i territori di Parma e Piacenza.

Cosa mangiare a Piacenza

Proprio il Piacentino lo annoveriamo non solo per il gnocco fritto (che puoi mangiare in tutta l’Emilia), ma soprattutto per i diversi salumi e insaccati che si producono: la Coppa e la Pancetta piacentina, il salame piacentino, il Culatello di Zibello, poi formaggi come il Grana padano. Tra i vini non posso non citare il Gutturnio, anch’esso leggermente frizzante.

Vi sentite ubriachi dall’elenco? Ecco sappiate che è solo una parte. Buon appetito!

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