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Bistrot centrale, fare colazione in stazione a Milano

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Questo articolo è stato aggiornato il Maggio 31, 2013

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Se sei un comune mortale, e non sei quindi dotato di una di quelle carta freccia che magicamente apre le porte delle omonime lounge che hanno preso il posto delle vecchie e spartane sale d’aspetto, fino a qualche tempo fa non era facile, in stazione centrale a Milano, trovare un posto dove aspettare il treno. Le alternative si riducevano allo stare in piedi davanti al tabellone delle partenze o sul binario o, in caso di fortuna sfacciata, si poteva sperare di trovare un posto in quell’unica fila di sedie che corre parallela ai futuristici tappeti mobili che salgono dal piano stradale a quello dei binari.

Per fortuna ora, alla libreria Feltrinelli – il cui ‘salottino’, con tanto di possibilità di leggere, rimane sempre una valida opzione! – ad affiancarsi in quest’opera di salvataggio di noi poveri avventori, c’è il Bistrot centrale.

Un occhio al design e uno all’ecologia – laboratori a vista, sedute ricavate dai pallet -, elegante, senza mettere soggezione, aperto dalle 6 alle 22, personale multietnico: questo è Bistrot centrale.

All’entrata un cartello che ti spiega come funziona:

1.scegli con gli occhi e decidi con il cuore

2.ordina alla cassa

3.ritira il tuo vassoio o scegli l’asporto

4.buon appetito

Per scegliere basta aggirarsi fra gli scaffali e i carrelli – che fanno tanto industria – su cui sono ben allineati biscotti e torte preconfezionati, barattoli di marmellata e di cioccolatose creme spalmabili, ma anche bottiglie d’olio, aceto balsamico e pasta artigianale; o indicare attraverso il vetro del bancone i prodotti da forno: brioches dolci e salate, crostatine di frutta fresca, pizze e panini.

Da tenere presente il caffè alla napoletana, fatto con la cuccuma dove l’acqua non sale ma scende, che cosa 80 centesimi.

Da provare, al prossimo viaggio, l’area ristorante o il wine bar.

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Informazioni sull'autore
Francesca decide di nascere in Emilia una 'manciata' di anni fa per trasferirsi immediatamente in Romagna dove vive tutt'ora con una gatta tigrata, una grigia e un compagno biondo. Iniziata agli studi scientifici e matematici li mette naturalmente da parte per dottorarsi in storia contemporanea e intraprendere parallelamente una carriera di barman, una di storica della Shoah e una di piccolo editore. Le piace mangiare e sperimentare e andarmangiando gira e conosce il mondo.
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