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Tortolì, Sardegna: 3 cose da fare

2 minuti di lettura
Rocce rosse che affiorano dalle acque del Tirreno, sabbie bianche e scogli granitici: alla scoperta di un meraviglioso angolo di mondo.

Questo articolo è stato aggiornato il Aprile 26, 2019

Tortolì è un capoluogo che con Lanusei, rientra nella provincia dell’Ogliastra.
Se siete alla ricerca di una nuova meta nella ridente Sardegna, questa cittadina che ultimamente sta spiccando tra le ricerche online, potrebbe fare al caso vostro.
Entriamo più nel dettaglio.

Origini del nome

Partiamo dalle origini del nome che ancora fanno discutere esperti di toponimia e di storia. Diverse infatti sono le teorie alla base del nome, ancora non del tutto confutate. Ricerche di storia dimostrano che la zona dette rifugio ai Troiani in fuga da Troia dopo la presa dei Greci e che il nome altro non sia che l’unione di due parole: Troia più Ilio.

Un’altra teoria sostiene che il nome derivi da Elia, il santo patrono precedente all’odierno Sant’Andrea, anche qui tratto dall’unione di due parole, Portu più Elia, Portuelie, ossia Porto di Sant’Elia.

Le teorie che invece si basano sulla toponimia, vedono le origini del nome da quello di un antico porto, da cui Tortohelie.

L’ultima teoria riconduce il nome Tortolì a paese delle tortore, che forse non tutti sanno nidificano su tutto il territorio della Sardegna, prima di migrare a sud verso l’Africa.
Il territorio infatti ne ospita diverse specie, come la tortora dal collare, identificabile da un colore grigio rosso o caffè latte sul dorso, specie protetta, che nidifica anche in Sicilia. O la tortora selvatica, riconoscibile per il petto rosato, striature bianche e nere sul collo, dorso di color rosso con striature marroni.

Venendo al vostro soggiorno a Tortolì, ecco tre consigli di visita:

1. Le spiagge di Tortolì

Tortolì è un piccolo paradiso terrestre nascosto in Sardegna. Dalle sue acque spiccano rocce rosse, su cui si affacciano spiaggette da sogno, come Cala Moresca, caratterizzata da scogli e sabbia dorata.

Da non perdere neanche la spiaggia di Porto Frailis, con la sua sabbia bianca e le acque azzurre.
Per chi invece è alla ricerca di qualcosa di più particolare, ecco Lido di Orrì, che permettetemi di dirlo, sembra una spiaggetta hawaiana, con la sabbia bianca, le acque trasparenti, dove gli scogli, levigati dalle acque del mare, fanno capolino, offrendo punti di appoggio per chi volesse anche solo immergere le gambe nelle acque di questo piccolo paradiso.

Poi ancora Cala Ginepro, che deve il nome al boschetto di ginepri alle spalle della spiaggia della caletta dalla sabbia finissima.

A queste si aggiungono la baia di San Gemiliano ed il Lido di Cea.

2. Il Parco della Sughereta

Nel territorio comunale di Tortolì e la vicina frazione di Arbatax, sorge il Parco della Sughereta, che prende il nome dagli alberi di sughero presenti al suo interno, alcuni anche secolari.

Nel 2010, il parco è diventato Parco Urbano Regionale, per salvaguardare gli alberi al suo interno che sono stati tutti schedati.

È presente anche un anfiteatro ed un laghetto, casa di tartarughe marine, pesci ed anatre. A fare da contorno una splendida vista sulla baia.

3. Visite culturali

Per una parentesi culturale, e per conoscere più a fondo le origini del luogo, visitate la Torre di San Miguel, sita in prossimità del porto, sede di mostre fotografiche.

Lungo la strada che conduce al Lido di Orrì, troverete il sito archeologico di S’Ortali ‘E Su Monte, vicino alla Chiesa di San Salvatore. Ancora conservati bene troverete reperti appartenenti al passaggio dell’uomo del neolitico, che qui si insediò. All’interno troverete la domus de janas ed i menhir, un grande nuraghe, la tomba dei giganti, la cui costruzione risale alle prime lavorazioni del bronzo.

Da ultimo, la Cattedrale del Santo patrono, Sant’Andrea.

Infine, per quanto riguarda la cucina locale, sono assolutamente da provare i culurgiones, ravioli chiusi a spighe.

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Informazioni sull'autore
La mia passione per i viaggi è iniziata da adolescente quando a 15 anni sono stata a Londra per una vacanza studio. Una volta maggiorenne e con qualche soldo in più nelle tasche, ho iniziato a porre le mie bandierine sui luoghi visitati e sui prossimamente. A ciò si aggiunge una passione per la fotografia.
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