Lago Maggiore dove mangiare, La Lombarda

Mangiare al ristorante La Lombarda a Stresa

Mangiare al ristorante La Lombarda a Stresa

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Trovandomi a Stresa per un weekend di cultura architettonica ‘Liberty’ ero alla ricerca anche di un ristorante che fosse alla medesima altezza. Non il solito ristorantino da turisti improvvisati, ma un qualcosa di più interessante e che parlasse di cultura gastronomica. Non cercavo un locale impegnativo, ma un ristorante che unisse originalità nella cucina, costi accessibili ed un ambiente fine. Ho chiesto poco, vero?

Abbiamo così visionato i principali ristoranti di Stresa presenti nelle guide web, abbiamo letto i commenti degli utenti e poi ci siamo messi alla ricerca di questi nella città. Dopo aver guardato a che fossero ragionevoli i costi, che fossero mediamente positivi anche i commenti, dopo una decina di telefonate prenotiamo al ristorante la Lombarda. Incamminandoci verso il locale attraversiamo i vicoli e la stradine del centro di Stresa e come accade spesso ci ritroviamo di fronte a vetrine di ristoranti visionati online che mostravano tavoli pieni, altri ristoranti che non erano presenti in alcuna guida visionata, altri che al telefono ci avevano comunicato di essere già pieni, alcuni veramente carini per posizione. Il dubbio ci assale. Avremo scelto bene?

La Lombarda non è distante dal centro, appena cinque minuti dalla sua piazzetta principale. Il locale ha un design interno ricercato e moderno ed è già un punto a suo favore. Effettivamente cercavamo qualcosa di originale. I tavoli erano praticamente tutti occupati, sia la parte interna che quella esterna. I piatti proposti nel menù non rispecchiavano alcuna tradizione gastronomica locale, ma non mancavano prodotti lombardi come la Bresaola della Valtellina o il Salva Cremasco. Non si usano ingredienti precotti, quindi ci scusiamo per l’attesa che ci auguriamo sia ricompensata dal sapore e dalla freschezza delle nostre pietanze. Questo è il messaggio in apertura di menù e dopo aver ordinato ci mettiamo in paziente attesa. Trascorrono venti minuti prima che inizi la nostra cena con una selezione di formaggi di montagna con confetture, poi pasta lunga fatta in casa con pesto di rucola e stracciatella fresca, filetto d’oca marinato al pepe verde e scottato in padella. In abbinamento due calici di vino Docg Erbaluce di Caluso, vitigno coltivato sulle colline del Canavese. Ammetto che l’attesa è stata lunga, ma quello che abbiamo degustato era assolutamente un qualcosa di delizioso e dai costi assolutamente abbordabili per chiunque. Lo consiglio.

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