Battambang cosa vedere in Cambogia oltre il bamboo train

Battambang cosa vedere in Cambogia oltre il bamboo train

Battambang cosa vedere in Cambogia oltre il bamboo train

Cosa vedere in Cambogia a Battambang oltre il bamboo train, ecco la recensione del viaggio in Asia, le cose da fare e da vedere in Cambogia, leggi qui.

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Battambang mi ha accolta con le luci spente e un gran silenzio. Erano solo le otto di sera quando sono finalmente arrivata ma la prima sensazione è stata quella di essere finita in una città fantasma e dimenticata da tutti.

Essendo quella sera però molto stanca perché per raggiungerla ho impiegato un giorno intero di viaggio in bus, non ho badato troppo alle prime impressioni e ho fatto bene.
Personalmente mi è piaciuta moltissimo e mi dispiace non averci trascorso una giornata in più.

Pedestrian bridge, Battambang.

Qui tutto è molto lento e tranquillo, la città ha un lungo fiume rilassante e piacevole per passeggiare nelle ore più fresche della giornata oppure la sera dopo aver cenato al mercato notturno.
Se state immaginando i mercati notturni di Bangkok, dimenticateli! Allestito sul lungo fiume, con una zona per lo street food e una per lo shopping, il mercato notturno di Battambang è minuscolo e per girarlo tutto senza soste vi ci vorrà mezz’ora.
A me è piaciuto proprio per questo; qui c’è un po’ di pace, cosa che non troverete a Siem Reap e, se come me non amate il caos, godetevi questi momenti, ma non comprate nulla.Il regno incontrastato dello shopping a basso costo è Siem Reap. Questo vale per ogni città che visiterete. Se vedete qualsiasi cosa che vi sembra unica e originale non date ascolto a voi stessi, il vostro istinto vi sta ingannando: ritroverete tutto e anche di più nel night market di Siem Reap.Battambang-cambogia

Di Battambang ho amato: il silenzio delle sue strade la sera quando tornavo a piedi in hotel e mi sembrava di essere in un paesotto tranquillo; la campagna circostante color ocra e secca, a tratti verde;  il mango milk shake “più buono di sempre” del mercato notturno che sognavo per tutto il giorno; le botteghe equo-solidali con gli animali di pezza colorata, gli incensi e le saponette di frangipane; i fogli di riso stesi ad asciugare sul bordo della strada; i bambini che ti dicono “Hello!”; le case tradizionali fuori dalla città; il lungofiume di giorno con le giostre di latta per i bambini e gli edifici francesi di inizio Novecento; le panchine vista fiume che quando le ho viste ho pensato: “Se abitassi qui, sarebbe il mio posto preferito per leggere“;  le mamme cambogiane che cullano i loro figli dentro un’amaca all’ombra e intanto fanno altro; i monaci che passano da una sponda all’altra del fiume utilizzando le barche e per i miei occhi europei diventavano un’incantevole macchia color zafferano; il mango milk shake, l’ho già detto?

Cosa si fa a Battambang? Molti vengono qui per fare un giro sul bamboo train ma io ho scelto di non farlo; troverete molte informazioni in rete su questa attrazione turistica.
In questa cittadina ho concluso le mie visite ai luoghi del genocidio andando a visitare le “Killing Caves“, le grotte in cui venivano lanciati i corpi delle vittime durante il regime di Pol Pot.Siamo a circa 12 chilometri da Battambang, a Phnom Sampeau e oggi questo posto è un luogo che si visita in silenzio, divenuto meta di pellegrinaggio.Battambang-cambogia-asia

Il tuc tuc vi lascerà in una via piena di bancarelle e ristorantini per turisti, dovete pagare un biglietto (3 dollari) e poi scegliere se arrivare in cima in moto (pagando ulteriormente) o a piedi.
Se non è un problema camminare, consiglio di andare a piedi, 20/30 minuti di salita non impegnativa per poi scendere utilizzando invece la scalinata in pietra.

Una volta arrivati in cima vi troverete davanti a un tempio da cui, seguendo un percorso molto semplice, scenderete giù fino alla caverna in cui si trova la statua di un Buddha disteso con accanto un piccolo stupa commemorativo contenente le ossa di alcune delle vittime.
Alzando gli occhi al soffitto vedrete chiaramente l’apertura da cui venivano lanciati i corpi.
Di questo momento ricordo nitidamente: il silenzio, l’umidità della grotta, le luci soffuse e i brividi.
Se organizzate la vostra visita in questo luogo poco prima del tramonto, sappiate che a quell’ora da una grotta poco distante dalla biglietteria, fuoriescono per venti o trenta minuti, ininterrottamente, dei pipistrelli.

Un vero e proprio spettacolo della natura: se siete amanti del genere, portatevi un binocolo. Aspettare che i pipistrelli si sveglino per uscire verso l’ora del crepuscolo si è rivelata una piacevole sorpresa.
Il mio approccio iniziale è stato “tanto ormai sono qui” invece mi sono dovuta ricredere… perché sono tanti, tantissimi e creano delle lunghe e armoniche scie in cielo.
A quel punto sono diventata una bambina sgambettante per lo stupore.

Battambang-asia

Due righe a parte merita il mercato centrale diurno di Battambang: è autentico. E’ asiatico, è tutto ciò che per me è essenza di Asia: l’orgia di colori sgargianti, le puzze immonde, i locali che cercano di venderti un pezzo di carne anche se tu hai in mano una macchina fotografica, la frutta strana, le donne che tritano lo zenzero fresco davanti a te e, soprattutto, un intera zona dedicata alle sarte con tanto di macchine Singer, come quelle che vedo ogni tanto nei nostri mercatini dell’usato.

Volete un vestito? Detto. Fatto. Scegliete la stoffa che più vi piace, fatevi prendere le misure e dopo poche ore passate a ritirare il vostro abito. Io l’ho fatto in Myanmar.

Volete farvi una maschera per il viso o una piega veloce: magari il frisè anni ’80 che qui vi farà sentire molto trendy? Benissimo. Tra frutta e verdura spuntano le parrucchiere e mentre una vi piastra una ciocca, l’altra vi mette lo smalto.

Non è forse questo il paradiso di ogni viaggiatore alla ricerca di autenticità?

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