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Starbucks sempre in viaggio

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Starbucks, gioia e dolori degli italiani all’estero. Chi non ha mai bevuto una tazza di frappuccino alzi la mano. Chi non ha mai desiderato una catena di Starbucks anche in Italia? Tutti almeno una volta nella vita siamo stati negli Starbucks, sprofondati in qualche divano o seduti di fronte a un ragazzo che scrive su un portatile o navigava nella rete.

Starbucks è una catena di caffetterie, pasticcini e non solo, nata in America, precisamente a Seattle nel 1971. Da qui in poco più di 30 anni i locali sono diventati più di 10 mila.

In America chiaramente ad ogni angolo c’è una caffetteria dove prendere il caffè e portarselo in giro per la città, in ufficio o agli appuntamenti di lavoro. In Europa tante capitali hanno i loro Starbucks, tra queste sicuramente la fanno da padrone Parigi, Londra, Berlino, Dublino e tante altre. Personalmente non ho notato uno Starbucks in Belgio, sembra che lì come in Italia la grande catena di caffè non sia mai sbarcata.

Tanti sono i fan club che dall’Italia chiedono a gran voce la catena Starbucks anche nella nostra penisola, ma non sembrano esserci buone speranze. Gioie e dolori dicevo all’inizio del post perchè chiunque vada all’estero sa che la colazione o la merenda, o lo spuntino sarà sempre un diversivo allo Starbucks.

Quando sei a Parigi sugli Champes Elysee sai che puoi contare su un posto caldo dove fermarti, se sei a Londra sai che tra uno shopping e l’altro avrai sicuramente un po’ di tempo per una cioccolata calda. Lo Starbucks si insinua in te lentamente e finisce con il prendere il sopravvento, tanto che poi ogni giorno decidi di buttarti sempre più in là e provi un frappuccino caramel, oppure un caffè macchiato ma con una spolveratina di cacao, insomma le varianti sono infinite.

La catena Starbucks, e qui arrivano i dolori, è definita da molti come il Mc Donald’s dei caffè, dice di aiutare i lavoratori del terzo mondo ma la cosa puzza un po’, come quando Mc Donald’s costruisce case famiglia per i bambini bisognosi e intanto fa traffici loschi alle spalle, come tutte le grandi multinazionali.

Insomma, in definitiva un caffè Starbucks in viaggio lo puoi prendere quando vuoi, al costo più o meno abbordabile, ovviamente dipende da cosa prendi e da cosa vuoi metterci dentro, ma se vi fate prendere la mano poi quando tornate a casa avrete la crisi da assenza di Starbucks.

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Informazioni sull'autore
Federica è autrice e fondatrice del magazine Viaggi low Cost. Viaggiatrice incallita ha iniziato il suo diario di viaggio nel 2008. Per Viaggi Low Cost scrive ogni giorno tutto quello che trova di economico nei suoi numerosi viaggi.
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