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Oasi Cocchiola a Badia Tedalda, Alta Valmarecchia toscana

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cocchiola

Il 15 agosto scorso, come tanti riminesi, ho scelto l’entroterra per trascorrere il ‘Ferragosto’.

Ci siamo spinti fino a Badia Tedalda, comune montano in provincia di Arezzo in quella che è l’Alta Valmarecchia toscana.

La meta del viaggio era l’Oasi della Cocchiola, una struttura ricettiva polivalente a pochi chilometri dal centro di Badia, B&B, ristorante, pizzeria, camping e bungalow. Non eravamo i soli a Ferragosto, infatti la Cocchiola è una meta molto ambita soprattutto nei fine settimana estivi. Per sfuggire al caldo delle città si preferisce sempre soggiornare dove l’aria si fa più fresca e dove il caldo è secco e più sopportabile, in più se c’è una piscina tanto meglio.

Badia Tedalda e la Cocchiola si trovano lungo l’asse viario della Marecchiese, SS258, e collega i due capoluoghi di provincia di San Sepolcro e Rimini. L’Oasi della Cocchiola ha un grande parco dove i bambini possono giocare e correre in libertà, una piscina come dicevamo, un grande bar dove mangiare cose meno elaborate ed una struttura ricettiva in pietra dove si trovano le stanze ed il ristorante.

Il nostro tavolo era riservato proprio nella sala del ristorante, un ambiente lungo da grandi cerimonie ma in uno stile che poco c’entrava con le pietre ed il legno della struttura. Eravamo arrivati con un leggero anticipo ma non ci han fatto accomodare. Si entra tassativamente alle 13! Obbediamo senza replicare.

Il menù era fisso, e non erano ammesse variazioni o scelte alternative alla carta. Non lo sapevo e mi sono adeguato come presumo non lo sapessero anche altre persone.

Ci portano subito del vino toscano da tutto pasto e degli antipasti ben ‘ordinati’ e colorati che mi han fatto ben sperare. Il menù poi prevedeva una lasagnetta e dei strozzapreti, una tagliata e del coniglio in porchetta, ed il dolce. A leggerlo l’impressione era di dover mangiare fino a scoppiare invece non è andata così.

Eccezion fatta per l’antipasto abbondante, i primi erano scarsi, la carne poca, il dolce microscopico. Il servizio lento e il personale non proprio accomodante, tanto per non farci mancar nulla. Sicuramente non è facile gestire situazioni del genere a Ferragosto e con una sala piena, ma è un ristorante o no? Quasi sembrava che le pietanze fossero scarse apposta proprio per evitare che qualcuno non avesse la sua porzione. Alcuni cibi sembravano addirittura appena scongelati e male riscaldati.

Al momento del conto i bambini han pagato 10 euro, gli adulti 35 euro (esagerato). Diciamo così, il posto è eccezionale visivamente, il paesaggio è entusiasmante grazie alla natura rigogliosa, e lo sconto per i bambini mi ha fatto alleviare il disappunto.  Meglio però non aggiungere altro.

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Informazioni sull'autore
Nelle sue vene scorre anche sangue finlandese, pertanto quando si muove all’estero é come se fosse a casa sua. Riminese, ama profondamente il suo territorio e specialmente il suo entroterra. Appassionato di enogastronomia, é sempre alla ricerca di un evento, una sagra, un ristorante, un vino da poter raccontare. Dopo la laurea Inizia a scrivere come collaboratore di redazione per alcune testate giornalistiche. Oggi é un freelance.
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