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I misteri della laguna: l’isola di Poveglia

3 minuti di lettura
Venezia è considerata una delle città più belle del mondo, ma anche la bellezza ha i suoi lati più nascosti e misteriosi. Uno di questi è certamente un piccolo isolotto situato al largo della laguna veneziana, oggi inaccessibile al pubblico: Poveglia o, a detta di molti, "l'isola infestata".

Venezia è una delle città più famose, si sa. Il suo Carnevale è meta per i turisti di tutto il mondo sin dal 1094 . Ma si conosce veramente ogni angolo di questa laguna? Può una persona affermare di aver visto ogni suo lato nascosto?
Intorno a Venezia ci sono una miriade di piccoli isolotti, come Murano, Burano, Torcello, conosciuti dai più. Ma non molti sanno che, poco lontano dal Lido di Venezia, si trova la misteriosa isola di Poveglia.

Isola di San Giorgio

Le funzioni dell’isola nel corso dei secoli:

La misteriosa isola di Poveglia è del tutto abbandonata, si trova di fronte a Malamocco, quartiere del Lido di Venezia. La leggenda narra che quest’isola sia stata formata nel corso dei secoli dalla quantità di ceneri di coloro che sono morti a causa della peste. Le sue funzioni erano soprattutto sanitarie: dal 1782 le sue strutture servirono da lazzaretto, ovvero da ospedale per l’isolamento degli ammalati incurabili o affetti da malattie contagiose. Infatti, in due occasioni, nel 1793 e nel 1798, l’isolotto ospitò gli equipaggi di due imbarcazioni ammalati di peste. Mantenne le funzioni di stazione per la quarantena marittima per tutto l’Ottocento e fino al secondo dopoguerra. Ma non è finita qua, purtroppo.

Nel 1922 venne costruito un altro edificio, questa volta adibito per ospitare i malati di mente. Diventerà la sede di un grande manicomio, forse uno dei più spaventosi al mondo, perché chiunque metteva piede nell’isola sapeva che non ne sarebbe mai più uscito. Qui si narra che uno dei medici era solito fare esperimenti molto pericolosi e a tratti raccapriccianti: la leggenda poi racconta che un suo paziente, o il fantasma di un suo paziente, lo portò alla follia e alla morte. I veneziani stessi credono che il suo fantasma vaghi ancora nell’isola in un eterno tormento. Probabilmente fu proprio questo il motivo per cui, nel 1968, l’isola venne chiusa definitivamente.

Manicomio di Poiìveglia

L’isola oggi e il lavoro dei ghosthunters:

Poveglia è ed era una “città dei morti“, un’ultima spiaggia per i malati di peste che invasero l’Europa nei secoli bui. L’isola oggigiorno non è accessibile al pubblico, ma la si può raggiungere solo con imbarcazioni private. Questo perché viene definita “isola maledetta”. Infatti, non è facile trovare un abitante veneziano o qualche barcaiolo propensi ad accompagnare gli ipotetici turisti in visita all’isola di Poveglia. L’unica categoria di persone che ha il coraggio di dirigersi in un luogo così macabro sono i ghosthunters, o cacciatori di fantasmi. Si stima che possa accogliere i resti di circa 200.000 persone, ed è per questo che molti ghosthunters, anche internazionali, dicono che Poveglia sia il luogo più infestato del mondo. Attraverso l’uso di strumenti quali K2 (un rilevatore di campi elettromagnetici) e registratori di EVP (voci elettroniche), i ghosthunters che si recano all’isola tentano di trovare delle prove schiaccianti della presenza del paranormale all’interno, soprattutto, del manicomio, con particolare riferimento alla leggenda del medico sopra citata.

Poveglia al largo del Lido

“Poveglia per tutti”:

Nonostante sia chiusa e quasi dimenticata, molti nominano spesso l’isola: infatti esiste un’associazione chiamata “Poveglia per tutti” che annualmente si occupa della vita stessa dell’isola, grazie alla pulizia dei suoi ambienti:

La storia di questa piccola associazione, nata un giorno al bar per difendere un’isola pubblica e pensarne una gestione diversa. Una associazione partecipativa.

Migliaia di veneziani del mondo hanno sottoscritto questo appello di cittadini. Perchè? Perchè le altre isole della laguna sono state privatizzate, vendute, svendute, assediate. L’abbandono come premessa per la speculazione.

Il loro obiettivo è molto semplice e chiaro: rendere l’isola popolata dai veneziani, che sono i suoi abitanti, e di farla conoscere al mondo. Perché questo? Nel 2014, il demanio (il complesso dei beni appartenenti allo stato) ha messo all’asta l’isola, dandola in concessione per 99 anni. Ed è questo un altro obiettivo di “Poveglia per tutti”: rendere più complicato tentare di svenderla. Poveglia è un’isola veneziana e deve essere abitata dai veneziani.

Venezia nella nebbia

Monumenti ed edifici presenti sull’isola:

Dalle innumerevoli immagini che si trovano via Internet, la cosa che salta più all’occhio della misteriosa isola di Poveglia è la struttura oramai decadente della pieve di San Vitale ed il suo campanile. Diverse fonti dicono anche che lì vi risieda il luogo di sepoltura del pittore Giorgione. Purtroppo la vegetazione oggigiorno ha preso il sopravvento e in certi punti l’isola risulta inaccessibile. Tutt’ora rimane la scritta “reparto psichiatria” fuori da una palazzina, dentro la quale si trovano delle stanze che quasi sembrano essere celle. Dalla parte opposta dell’edificio (come si può vedere dalla mappa sottostante), vi è un ponte in legno che collega la le due parti dell’isola. Quest’ultima è interamente occupata dalla vegetazione ormai prevalente.

La nostra laguna è un invidiata da tutto il mondo per la sua unicità di luoghi, edifici e modi di vivere. Venezia è la città del Carnevale, la città senza auto e senza tempo; Burano è l’isola delle case dipinte con i colori più sgargianti; Murano è la dimora dei merletti più famosi del mondo; Torcello ospita le architetture e i mosaici più antichi di tutta la laguna; il Lido è famoso per la celebre Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Poi arriva Poveglia, non più piccola delle altre o più distante, ma più macabra e misteriosa. Molti abitanti della zona probabilmente non consiglieranno mai di recarsi in un tale ambiente, per superstizione o paura, ma è giusto ricordare che la maggior parte delle cose belle ha dell’enigmatico e del nascosto.

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Informazioni sull'autore
Asia è una viaggiatrice classe '96. Amante di scrittura e di lingue, non ama stare ferma. Romagnola d'origine e veneziana di formazione, ha vissuto anche in Irlanda, paese che lei considera Seconda Casa. Le piacciono i viaggi di ogni tipo e ama definirsi "cittadina del mondo”.
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