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Torino esoterica, tour nella Torino magica

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“Torino è una città di Santi e Luce, e dove c’è la luce occhieggia anche il demonio”, così disse Papa Giovanni Paolo II a proposito di questa città intersezione di due triangoli, quello della magia bianca comprendente Praga e Lione e quello della magia nera con Londra e San Francisco.

Atlante alla mano, individuiamone i vertici. Credete sia un caso che il triangolo bianco si allunghi verso Est, mentre quello nero Ovest? Ad oriente sorge il Sole, luce.  Ad Occidente il sole tramonta, buio. Il bene e il male, dunque.

Altri dettagli geografici rafforzano la tesi.  Due fiumi, la Dora e il Po’, abbracciano Torino in una stretta morsa. La Moldava e L’Elba perimetrano Praga. La Saona e il Rodano, sono binari per Lione.

Due fiumi, come  Yin e Yang,  come la donna e l’uomo, la luna ed il sole, il tramonto e l’alba, il buio e la luce, il male e il bene.

Torino, intersezione di bianco e nero, è il pentolone delle streghe, l’ampolla  in cui forze benigne e maligne confluiscono e reagiscono. Torino è la città dai due cuori, il cuore buono e il cuore duro. Piazza dello Statuto, epicentro del cuore nero: l’Inferno.  Piazza Castello, fulcro del cuore bianco: il Paradiso.

I monumenti, l’orientamento  dei palazzi, la dislocazione delle residenze reali, le piazze sono frutto del certosino lavoro di architetti appartenenti alla Massoneria, che della conoscenza purificatrice se ne tramandavano i segreti con simbolismi esoterici.

La fondazione di Torino viene attribuita agli Egizi (sarà per questo che il secondo più grande museo egizio, dopo quello di El Cairo, si trova proprio qui?). La leggenda vuole che la città si fosse sviluppata intorno al tempio dedicato alla dea Iside, eretto nel punto d’incontro dei fiumi Po’ e Dora. Sui resti di questo luogo di culto è stata poi costruita la Chiesa della Gran Madre di Dio, protetta e sorvegliata dalle statue della Religione e della Fede a cui sono stati attribuiti significati occulti. Si narra che la Fede, raffigurata come una donna florida che sorregge un calice, rivolga il suo sguardo verso il luogo ove è custodito il Sacro Graal. E, Udite, udite: gli studiosi del Politecnico di Torino hanno dimostrato che i suoi occhi si dirigono sul Palazzo di Città, la cui facciata, curiosamente, è scolpita con dei calici.

L’architetto austriaco Muller, inoltre,  è convinto che le cinque residenze sabaude siano collocate sui vertici di una stella a cinque punte, anch’essa simbolo esoterico. E c’è chi crede che non sia un caso se proprio all’altezza di Superga, ove sono sepolti i Savoia, precipitò l’aereo su cui volavano e persero la vita i calciatori del Torino Calcio nel 1949, né sia una caso che i cavalieri Templari, custodi del Sacro Graal, risiedessero a Moncalieri.

Soffermiamoci adesso su Piazza Dello Statuto. Questa si trova esattamente sul quarantacinquesimo parallelo, all’intersezione delle linee sincroniche,  correnti energetiche terrestri  che gli appassionati di esoterismo ben conoscono. Si ritiene che la fontana del Frejus  sia la  “Porta dell’Inferno”.  Prove  ne sarebbero il fatto che essa è sovrastata  da un bellissimo angelo (Chi è il più bello degli angeli nella tradizione cristiana? Lucifero, dio degli inferi, appunto), e che al di sotto di essa  si estende  la “città dei morti”, una vastissima necropoli romana. Pare inoltre che, a pochi passi da Piazza dello Statuto ,abbia alloggiato Nostradamus il quale, tra l’altro, aveva predetto il trasferimento nel capoluogo piemontese della Sacra Sindone, la quale, oggi, effettivamente, è custodita nel Duomo.

In antitesi alla fontana del Frejus di piazza dello Statuto ci sarebbe la Fontana dell’Angelica in piazza Solforino,  la “Porta verso l’infinito”.

Ma non finisce qui. La leggenda narra che nei sotterranei di Torino si trovino tre  Grotte Alchemiche capaci di materializzare i pensieri più inconsci, paure soprattutto.  Le grotte sarebbero accessibili da sei punti diversi, ma solo tre di questi condurrebbero a destinazione mentre gli altri servirebbero solo a scoraggiare i curiosi che, sciagurati, volessero entrarvi.  Si tramanda che il principe Umberto fosse riuscito casualmente ad intrufolarsi in una di queste e si sospetta che il suo assassinio, avvenuto solo pochi giorni dopo, sia frutto della materializzazione delle sue paure. Utilizzate in epoche remote per misteriosi rituali e, al tempo dei Savoia, per la ricerca della pietra filosofale capace di trasformare il metallo in oro, pare che le Grotte Alchemiche siano tutt’oggi accessibili sia da Palazzo Madama che dalla Cripta della SS Annunziata.

Dall’Inferno al Paradiso passando per il Purgatorio. Non una montagna ma la Mole Antonelliana che dall’alto dei suoi 167,5 metri cosa può essere se non una congiunzione tra cielo e terra?

Dulcis in fundo:  Piazza del Castello. Cuore del cuore buono. La Sacra Sindone, simbolo del bene assoluto, non è qui l’unico elemento “bianco”. L’ingresso del cortile del palazzo è il “punto di potere” principale. Orientato verso est, esso è sorvegliato dai Dioscuri Castore e Polluce, i figli di Zeus che  “fan sì che ci sia la vita perché c’è la morte”. Essi sono i poli opposti, il bene e il male, dividono il cuore buono dal cuore duro. Al di là dei Dioscuri e in aggiunta ad essi, pare che l’ingresso della cancellata sia anche il punto di partenza di dodici linee immaginarie che dividono la città in altrettanti settori , corrispondenti ai segni zodiacali.

Torino, quante facce? Esoterica, Massonica. Torino, “Città del Santissimo Sacramento”.  Vi lascio con un miracolo, avvenuto il 6 giugno 1453 quando, dopo il saccheggio di una chiesa di Exilles alcuni ladri tentarono di portare la refurtiva a Torino in groppa ad un mulo. Se non ché il mulo inciampò e dal sacco lasciò cadere l’ostia consacrata, la quale però non toccò mai terrà bensì si librò in aria fino a che l’Arcivescovo, accorso, non tirò fuori un calice in cui essa discese dolcemente. Il miracolo era avvenuto e, in sua memoria, fu prima innalzata una colonna e poi eretta la Basilica del Corpus Domini, in cui, nel punto esatto in cui il mulo cadde, una iscrizione ne ricorda il prodigio.

Torino: misteriosa, potente, ammaliatrice. A cavallo tra il sacro e il profano, tra storia e leggenda, tra causalità e casualità. Una città consueta e inconsueta al tempo stesso, che val la pena di scoprire in ogni sua forma.

Un tour bellissimo a Torino è fatto da Somewhere, leggi la nostra esperienza nel post.

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Informazioni sull'autore
28 anni, studentessa di Medicina e Chirurgia, vive in provincia di Caserta. Approfitta di ogni momento libero per correre alla scoperta di profumi, colori e abitudini di ogni luogo in cui, per piacere o per dovere, le capita di passare. Ha deciso quasi subito che i viaggi organizzati non fanno per lei; così, pc alla mano, da qualche anno a questa parte, progetta da sé i propri spostamenti con gran soddisfazione personale, ottimizzazione dei tempi e notevole risparmio economico. Turista frenetica, della serie “non voglio perdermi niente”, intende la vacanza come un momento di conoscenza piuttosto che di relax.
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