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Un giorno a Genova: cosa fare

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Non appena si arriva Genova, la sensazione che si ha nell’immediato è un po’ quella dello smarrimento, per chi non l’ha mai visitata almeno una volta, non è facile trovare subito un itinerario giusto da seguire. Genova è come un labirinto di piccoli vicoli che a primo impatto possono apparire fatiscenti e degradati, ma che in realtà nascondono una poesia e un fascino, difficilmente riscontrabile in qualsiasi altra città italiana. Data la difficoltà nel trovare parcheggi comodi ed economici, è consigliabile arrivare a Genova in treno: la stazione di piazza Principe è centralissima, poco distante dal Porto Antico e dai vicoli del centro, facilmente raggiungibili anche a piedi.

Partendo proprio dal centro storico che, si ricorda, è anche in parte patrimonio dell’umanità UNESCO, sono i carruggi  e le creuze la vera attrazione: i primi, antichi vicoli medievali, mentre le seconde, strette stradine racchiuse tra palazzi. Perdersi lungo questi intricati labirinti di vita e umanità di ogni genere è un’esperienza difficilmente replicabile in qualsiasi altra città italiana. Accostati a questi vicoli, dove regna l’eleganza del degrado, ci sono i palazzi nobiliari, le piazzette eleganti e armoniose, l’ordine, la ricchezza del complesso dei Rolli, un tempo antiche dimore delle nobili famiglie genovesi. Poi ancora Palazzo Spinola e Palazzo Ducale, senza dimenticare ovviamente la cattedrale di San Lorenzo che, nella sua esplosione di arte, s’innalza su Piazza San Lorenzo altissima, dominando l’interno panorama del centro.

Nascoste nei vicoli intricati del centro, ci sono numerose osterie, dove poter gustare la tipica cucina genovese. Anche in questo caso orientarsi tra le diverse scelte non è così facile, molte infatti offrono menù turistici di scarsa qualità a prezzi comunque piuttosto elevati. Per chi è alla ricerca invece, di un posto dove poter gustare materie prime semplici, ma buone, con i sapori tradizionali della cucina ligure, è consigliabile la bruschetteria Ai Troeggi in via Chiabrera 61.
Vino, birra e bruschette, così si presenta questa osteria gestita da giovani del luogo, ricavata da un’antica cantina di cui si possono ancora vedere le pareti in sasso, i soffitti bassi e l’atmosfera illuminata solo con luci delicate. Dai taglieri di salumi, a piatti più sfiziosi a base di carne e pesce, per arrivare al loro prodotto forte: le bruschette. Da non perdere è ovviamente la bruschetta con il pesto genovese, accompagnata da ottima birra artigianale (il locale offre una scelta davvero vasta di birre esclusivamente artigianali), oppure dai vini di ogni parte d’Italia.

Spostandosi dal centro, si può vivere l’atmosfera delle Cinque Terre, nell’antico quartieri dei pescatori di Boccadasse, dove si può trovare anche la più antica gelateria di Genova “da Amedeo” (rimarrete stupiti dalla fila che c’è per prendere il gelato) e diverse trattorie che offrono piatti di pesce. Si tratta di un quartiere piuttosto frequentato da turisti, essendo anche una delle spiagge più belle della città. Boccadasse riesce comunque a mantenere il suo carattere tradizionale, tipico del borgo di mare, oggi così come un tempo frequentato da pescatori.

Al di là delle apparenze da classica “attrazione turistica” Boccadasse racchiude il suo vero carattere genovese nelle barchette arenate sulla spiaggia, nelle corde usurate dal sale, dai catenacci arrugginiti, dai cancelli semi aperti, dai balconcini che si affacciano su di un panorama tipicamente mediterraneo, dal silenzio che si può ancora trovare in alcuni vicoli in salita, allontanandosi appena dalle affollate strade principali. Un piccolo borgo all’interno della città, Boccadasse è parte dello spirito di Genova, così piena di contrasti, così affascinante nel suo declino pittoresco. Forse alla fine, un giorno a Genova non vi basterà, perché dopo il primo impatto duro, è una città che difficilmente si fa dimenticare.

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Informazioni sull'autore
Viaggia on the road da quando è nata, grazie alla grande passione trasmessa dai genitori. Laureata in turismo, culture e territorio a Milano, dal 2010 ha deciso di dare vita al blog dove raccoglie tutti i diari di viaggio e da spazio a luoghi fortunatamente ancora poco conosciuti dal turismo di massa. Emiliana doc, non viaggia per fuggire, ma per guardare con occhi nuovi, scoprire con interesse e alla fine, tornare. Esiste solo una regola: viaggia con l'anima, viaggia con il cuore, fatti guidare dalla curiosità.
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