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Parco nazionale Karijini, Australia

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Parco nazionale Karijini, nell'Australia Occidentale, un luogo incredibile nell'Outback australiano. Ecco cosa non mancare di vedere, dove dormire e i consigli per vivere questo luogo nel migliore dei modi.

Australia, land down under – uno dei paesi più visitati al mondo, rinomata per le sue città piene di vita, per una grande quantità di animali che, quando non sono in grado di ucciderti, ti fanno comunque prendere un bello spavento, ma soprattutto conosciuta da tutti per i suoi bellissimi paesaggi. Dal turchese dell’oceano, al rosso del deserto e al verde delle foreste tropicali, sono davvero tanti i luoghi in Australia capaci di lasciarti a bocca aperta.

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Tra le tante destinazioni consigliate, il parco nazionale di Karijini è sicuramente una delle mete più sorprendenti. Situato nello stato dell’Australia Occidentale, è ubicato letteralmente “nel mezzo del nulla”, a 140km dal centro abitato più vicino, Tom Price, e a più di 1000 km da Perth (circa 15 ore di viaggio in auto a detta di Google Maps). Io consiglio di andare seguendo la costa, facendo tappa a Kalbarri e Coral Bay, e, se avete tempo, anche a Monkey Mia e shell beach. Pur spezzando il viaggio, raggiungere Karijini rimane davvero “scomodo” e la domanda sorge spontanea:  vale davvero la pena andare?

Sì, sì, sì, e mille altre volte sì. Per me Karijini è stato davvero una piacevole sorpresa. Quando pensi che l’Australia davvero non possa stupirti più di quanto non abbia già fatto – ecco che scopri che ti stavi sbagliando. È il luogo perfetto per andare un po’ all’avventura e riscoprirsi bambini. Ci sono tantissimi percorsi di varia difficoltà, dove si può correre, saltare, arrampicarsi e nuotare tra rocce e cascate, oppure guidare fino alla cima delle gole e godersi il tramonto con famiglie di canguri che saltano all’orizzonte.

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Tra i vari percorsi proposti, questi sono i miei preferiti.

Dales Gorge è una gola alla base della quale si trova una piscina naturale di forma rotonda. Le rocce hanno mille sfumature di colori diversi, e la vegetazione verde incornicia i raggi di sole che si riflettono sull’acqua – un posto davvero da film fantasy. Da qui si può camminare fino ad arrivare ad un’altra piscina naturale bagnata da una bellissima cascata. L’acqua è abbastanza fredda, ma un tuffo ve lo dovete proprio fare – davvero piacevole e rinfrescante nelle giornate più calde. Il percorso, bagno escluso, impegna circa 2 ore e non è particolarmente difficile. Tenete però a mente che bisogna “scendere” e poi “risalire” la gola.

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Weana Gorge è già più difficoltosa perché inizia con una piccola piscina d’acqua abbastanza profonda. Se non vi va di arrotolare i pantaloni e di bagnarvi fino a quasi le mutante, l’unica alternativa è quella di arrampicarsi sulle rocce ai lati. Superato questo primo ostacolo, la passeggiata procede abbastanza easy fin verso la fine, dove si raggiunge una gola molto stretta solcata da un fiumiciattolo che rende la superficie molto scivolosa. Da qui si scende di qualche metro con l’aiuto di un palo e gradini scavati nella roccia per arrivare infine ad ancora un’altra piscina naturale da cui si prosegue a nuoto. I raggi di sole non arrivano dentro la gola e l’acqua è davvero fredda, ma il percorso, che segue il corso di un ruscello tra cascate e rocce per circa 150m, è davvero suggestivo.

Hancock Gorge è una delle passeggiate più brevi, ma anche una delle più divertenti perché ci si arrampica per quasi tutto il tragitto, che segue il letto di un piccolo corso d’acqua tra pareti che si fanno sempre più strette e alte ai lati. L’ultima parte del percorso è stata battezzata col nome di “spider”, proprio perché bisogna stare appesi con braccia e gambe alle pareti camminando a mo’ di ragno sopra l’acqua che scorre.
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Dove dormire

Ci sono due aree in cui è possibile passare la notte: ad ovest, un eco-resort “stile glamping” per gli amanti del comfort in mezzo alla natura, con tanto di stanze/tende, ristorante e bagni con acqua corrente – non vi sto nemmeno a dire i prezzi perché gli zeri sono troppi da ricordare, ma è sicuramente un bel posto per fermarsi qualche giorno. All’’estremità est del parco, invece, c’è una grande area per gli amanti del campeggio, provvista unicamente di piazzole per montare la tenda, un bagno senza acqua corrente (immagino sia un buco per terra, ma non ho avuto il coraggio di usarlo e non sono sicura al 100%), e ovviamente barbecue a gas ad ogni angolo. I prezzi sono molto più ragionevoli, AUD10 a notte a persona (da pagare in contanti).

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Consigli utili

Portatevi tanta acqua potabile. Il parco mette a disposizione acqua piovana che può essere utilizzata per lavare le stoviglie e per cucinare (dopo averla fatta bollire per qualche minuto), ma vi conviene arrivare preparati perché il supermercato più vicino è a più di 100km. Per fare la doccia, oltre che alle piscine naturali per una pulizia “più spartana”, potete recarvi nei bagni pubblici del centro turistico del parco.

Proprio per la grande distanza da centri abitati, ricordatevi di fare il pieno alla macchina e, se ne avete la possibilità, portatevi del carburante per non rischiare di rimanere a piedi tra una gola e l’altra. Un 4×4 è consigliabile, ma anche una macchina normale, se non ha piovuto molto, va più che bene. Io me la sono cavata alla grande a bordo della mia Nimbus 2000 (nome d’arte di una vecchissima Mitsubishi Nimbus). Ovviamente, è bene avere sempre una ruota di scorta, perché le strade non sono asfaltate ed è facile bucare.

Ed infine la sera, prima di addormentarvi, soffermatevi a guardare il cielo stellato e ascoltate il silenzio dell’outback australiano, interrotto solo da qualche dingo che ulula in lontananza.

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Informazioni sull'autore
24 anni, marchigiana ma con tanta voglia di conoscere il mondo! Viaggia fin da bambina, dai weekend in campeggio con i genitori, ai soggiorni parte di progetti europei in Spagna e Danimarca, ai viaggi studio in estate in Regno Unito e Irlanda. Caterina ha vissuto in Austria e Germania durante il periodo universitario, che ha completato con un master in Scozia. Alla fine del percorso accademico si è trasferita in Australia per un anno, dove ha viaggiato con un materasso nel retro della macchina lungo tutta la costa occidentale. E ora, dopo un mese di viaggio con lo zaino in spalla in India, Caterina è pronta a tornare in Europa e intraprendere una nuova avventura.
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