Amman, cosa vedere in Giordania

Amman in Giordania: perché vale una visita

Amman in Giordania: perché vale una visita

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amman

La maggior parte dei turisti che atterrano all’aeroporto Queen Alia di Amman abbandonano la capitale al più presto per altre destinazioni. Io ho utilizzato la Royal Jordanian da Roma, ma anche Alitalia percorre la stessa tratta (solo a partire da marzo, però). Per entrare in Giordania è necessario il visto che si acquista in aeroporto e costa 40 dinari (JD).

I recenti fatti politici di questa parte del mondo fanno pensare a molti che la Giordania non sia un paese sicuro; in realtà non è così, non è in guerra con nessuno e i frequenti controlli di polizia servono a rassicurare, piuttosto che il contrario!

Amman è una città molto grande e caotica, che si estende su sette colli e si allarga verso gli ampi e ancora vuoti dintorni. Le auto sembrano avere la meglio sui pedoni, il trasporto pubblico è scarso, ci sono taxi ovunque e tassisti non particolarmente friendly. Però vi consiglio di visitarla, perché è una città di lunga storia e grandi contrasti dove vi capiterà di vedere un gregge di pecore pascolare su un prato fra due ambasciate, in un quartiere abbastanza chic.  La storia di questa città si ripercorre nei suoi monumenti più famosi. Per prima cosa ho visitato la Cittadella, che si trova sul colle Jabal al-Qala’a; prima acropoli Ammonita, poi romana, poi bizantina, la cittadella per un biglietto da 1 JD (la moneta locale, pari praticamente a poco più di 1 euro) vi permetterà di godervi l’area archeologica e una vista stupenda sulla metropoli.

I monumenti più belli sono il tempio di Ercole (costruito all’epoca di Marco Aurelio) dalle maestose colonne, il Palazzo del trono, la basilica bizantina.  C’è anche un museo che mostra reperti delle varie civiltà, dal neolitico agli Ottomani.

anfiteatro
Dalla Cittadella una ripida discesa a piedi porta ai resti del grandioso anfiteatro romano, che Antonino Pio fece edificare a ridosso della collina. E’ enorme – 6000 spettatori – dalle scalinate ripidissime e l’ingresso costa 1 JD. Da quei gradoni il rumore delle auto in circolazione sembra del tutto innaturale.  Dall’anfiteatro a piedi si può raggiungere il suk, l’anima di downtown. Questo è un grande bazar dove si può acquistare tutto. Le stradine che conducono all’interno sono monotematiche, con negozi che vendono gli stessi articoli, dall’oro alle spezie, dalla biancheria intima ai mobili. C’è anche un grande mercato alimentare, con la bella frutta e verdura giordana – il clima mite permette una produzione ininterrotta di pomodori, cetrioli, peperoni, melanzane che sono onnipresenti nella cucina locale. Da non perdere anche i negozi di spezie e piante aromatiche o erbe, con sacconi giganti che vendono cannella, pepe, origano, curcuma, peperoncino e altre mille varietà sconosciute ma tutte da provare. Le spezie sono anche un regalo ideale per l’amica o la nonna: pesano pochissimo, non ingombrano e sono certamente tipiche al 100% !

suk di Amman

suk di Amman

A proposito di mangiare: downtown ci sono diverse botteghe o locali che fanno falafel deliziosi, serviti nel pane di qui, “Falafel” è la parola magica per avere un rotolino di pane arabo farcito della polpettina di ceci appena fatta, con salsa tahina e qualche pomodoro; da Hashem con 1 JD si mangia e si beve. Ho sperimentato anche il delizioso knafah, un dolce di formaggio fresco, pasta, miele e pistacchi tritati che viene servito caldo: esiste in due versioni, più croccante o più  morbido ma vi posso assicurare che è irresistibile (oltre che una bomba calorica assoluta).
Se invece è la sete che dovete sconfiggere, dimenticate la birra: gli alcolici sono off limits in ogni locale pubblico. Ci sono invece succhi di frutta fresca – provare la melagrana – a ogni angolo e una deliziosa bevanda Lemun ma nana (limonata con menta e ghiaccio) assolutamente dissetante.

Il suk è un gran calderone di profumi – a volte odori – colori, urla e confusione, è l’anima della città più popolare e probabilmente simile ai suk di altre città nordafricane o mediorientali.

Ma Amman ha molte facce e basta salire su uno dei suoi colli per scoprire strade, e negozi, completamente diversi.

rainbow street

Proprio sopra l’anfiteatro si trova al-Rainbow street, una strada che vi consiglio di non perdervi per la bella atmosfera internazionale che vi si respira. Qui il traffico caotico di downtown non c’è e le opportunità di shopping non mancano.Alcune delle più interessanti Fondazioni private della Giordania hanno la loro boutique da queste parti. Per es. la Jordan River Foundation che promuove l’artigianato di qualità e garantisce un salario alle donne che lavorano e dove si possono trovare oggetti bellissimi per la casa (ceramiche, cuscini, arazzi, ma anche bamboline, T-shirts e piccola gioielleria).  Quello della foto è il giardinetto antistante il negozio.

Jordan River Foundation

Un’altra bellissima istituzione giordana è la Royal Society, che gestisce percorsi di turismo alternativo, promuovendo trekking e tradizioni beduine; qui in al Rainbow-street hanno il Wild Jordan Cafè, un locale superpanoramico su Amman dove mangiare cibo biologico oppure bere un tè o un caffè prodotto dai loro associati. Accanto al locale si trova il negozio, con molto artigianato per tutte le tasche e prodotti per l’igiene personale fatti con materie prime naturali (saponi, essenze, tisane).

Camminando per al-Rainbow street potrete fare una piccola digressione e cercare il vicoletto della Soap House, una ditta che produce sapone, creme per il corpo, prodotti per l’igiene personale dai mille profumi e in confezioni molto eleganti. Anche se la boutique è molto elegante i prezzi sono arrivabili, soprattutto se paragonati ai cosmetici delle grandi aziende.

Se cercate libri, autori mediorientali o arabi oppure semplicemente un libro in inglese, non dovrete mancare Books@Café: una deliziosa libreria ricchissima di titoli. Al piano superiore si trova un caffè ristorante un po’ rumoroso.

Un altro posticino che mi sento di consigliare a pochi metri dalla libreria è la Galleria d’arte Jacaranda: non esattamente low cost. Anche se si tratta di una galleria d’arte ci potrete trovare oggetti da cartoleria – agende, cartoline, quaderni – molto particolari e a prezzi accettabili, utili per fare un regalo. Le incisioni e stampe sono molto interessanti, ma non il massimo della comodità per essere trasportate in aereo.

Abbandonando al-Rainbow street e dintorni, ma rimanendo nella Amman più elegante la visita al centro Darat al Funun www.daratalfunun.org vi stupirà. Si tratta di un centro dedicato all’arte costituito da alcune case nell’architettura locale, circondate da uno splendido giardino, che ospitano ciclicamente mostre di arte contemporanea. Nel giardino c’è anche un piacevole caffè all’aperto, dove attardarsi sorseggiando caffè alla turca o l’immancabile, delizioso tè alla menta.

Cercate un hotel? Amman ha tanti quartieri moderni, con tutte le principali catene alberghiere – di lusso – dell’Occidente; ma una sistemazione carina e non costosa è il Bonita Inn, al terzo cerchio. Le 6 camere sono pulite e confortevoli, il ristorante fa cucina spagnola (e beh!). Downtown invece si trova l’Art Hotel, gestito – fra gli altri – da un italiano: camere ben arredate, con colazione. Si consiglia di chiedere una camera che non dia sulla strada principale, molto trafficata.

Bene, manca il consiglio per la cena. Cosa si mangia qui? Tanti antipasti, caldi e freddi, terrine, piatti di carne, verdure preparate in mille modi, il paradiso dei vegetariani come me. Amman non è cara, proprio perché poco turistica.

I ristoranti non mancano: i locali un pochino più cosmopoliti li riconoscete per gli avventori non-arabi. Si può scegliere l’italiano Lorca (beh, qualcuno dovrà dire loro che Federico Garcia non era italiano) dalla bella atmosfera e dai prezzi contenuti, in Albaouneya Street; oppure andare sul sicuro con   Sufra, guarda caso in al-Rainbow street. Il pubblico è non solo cosmopolita ma anche locale; ambiente molto curato, terrazza panoramica, ampia carta di cibo giordano e libanese, aperto tutto il giorno ache solo per un tè o una torta. Se volete vi portano anche la shisha per fumare. Un addetto produce incessantemente il pane arabo, lo introduce in una forno che si trova in un angolo del locale con abili manovre e lo sforna dopo pochi minuti: ve lo porteranno, caldo e irresistibile, in un cestino. Sufra

Per una cena abbondante il conto è stato di 15JD, ci si può stare no?

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commenti

Sicuramente per gli appassionati di archeoturismo come me è una meta fantastica…Alcuni dettagli della foto mi ricordano un po’ Pompei o Paestum

Roberto Bruno

aprile 8, 2014 | | report

    Sì, ci sono belle cose da vedere! Per non parlare della vicinissima Jerash, città intatta.

    Francesca Galluzzi

    marzo 19, 2015 | | report

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