Visitare i Balcani, cosa vedere tra Bosnia e Sarajevo

Visitare i Balcani senza paura, Sarajevo e Bosnia

Visitare i Balcani senza paura, Sarajevo e Bosnia

Alcuni consigli di viaggio per visitare i Balcani senza paura, dalla Bosnia fino a Sarajevo, leggi il post per suggerimenti di viaggio anche low cost.

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A coloro che guardano verso i Balcani con un certo timore nonché sospetto, consiglio di prendere il coraggio a due mani e di avventurarsi – per modo di dire – in questa direzione, ricordando che questa terra conserva, oltre al triste ricordo della guerra, una stratificazione culturale affascinante e unica nel suo genere. Accantonati i pregiudizi, il viaggiatore curioso e alla ricerca di un “esotico” che sia a portata di mano e di portafoglio, scoprirà, ad esempio, che città come Mostar e Sarajevo (a 3 ore di auto l’una dall’altra) meritano di essere visitate e riconsiderate, soprattutto alla luce delle ricostruzioni e restauri degli ultimi anni.

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Raggiungibile in aereo o in auto (comodi i traghetti Italia-Croazia), Mostar è immersa in un paesaggio naturale di grande fascino, circondata dalle montagne dell’Erzegovina e attraversata dalle acque turchesi del fiume Neretva. E’ una città multietnica, dove convergono cristiani, ortodossi, ebrei e musulmani. Passeggiando per il vecchio centro ora riportato all’antico splendore, oltre alla suggestione del Ponte Vecchio (triste icona della guerra), ci si ritroverà catapultati nelle atmosfere ottomane della Turchia, con il suo artigiantato locale, le sue caratteristiche case in legno, le sue moschee e i suoi minareti. Non a caso, si segnala, per la sua posizione davvero stupefacente, il monastero derviscio Tekija, che sorge vicino alla cittadina di Blagaj (a 12 chilometri da Mostar), presso le sorgenti del fiume Buna.

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Percorrendo in auto la statale in direzione Bosnia, attraverserete montagne, fiumi, laghi e frutteti. Paesaggi spettacolari  e, allo stesso tempo, familiari, sfileranno davanti ai vostri occhi e vi accompagneranno fino alla periferia di Sarajevo. Non lasciatevi spaventare da quello che vedrete, una volta arrivati qui: i palazzi ancora crivellati dai colpi, come se la guerra fosse appena finita, lasceranno progressivamente spazio agli edifici tardo-ottocenteschi, ai giardini, alle fontane. Fino all’eterogeneità culturale della città vecchia: dal vecchio quartiere islamico, con le sue moschee e le strade lastricate di ciottoli, a quello cristiano-ortodosso, con i suoi odori di incenso e le sue iconostasi annerite. Sarajevo vi lascerà a bocca aperta. E ancora più a bocca aperta resterete nel vedere, a poche decine di metri dalla città vecchia, gli universitari sparpagliati nei parchi con i loro computer wi-fi, o l’avveniristica fontana realizzata per commemorare i bambini che furono vittime della guerra.

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Consiglio di visitare la Bosnia Erzegovina in Primavera. Visitare Sarajevo a Primavera è una gioia per i sensi ed ossigeno per la speranza. Camminando per le sue strade, dove profumi e suoni tra loro contraddittori si rincorrono, dove al profumo di incenso si mescola quello delle magnolie fiorite, dove al risuonare della voce del muezzin si alterna e sovrappone quello dei clacson delle auto, ti accorgi di essere nella polvere della storia e nell’ingranaggio di una macchina appena ripartita, allo stesso tempo. Sarajevo va vista davvero a Primavera, perché qui tutto è in-fieri, tutto sa di rinascita, di giovanile sperimentazione, di nuova gemmazione imperlata di rugiada dopo la coltre di neve invernale. Una città di contraddizioni, rinata dalle proprie ceneri e ora palpitante di vita, emblema di una terra-cuscinetto che è già Medio Oriente, o forse solo Estremo Occidente.

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