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Rimini: il bimillenario del ponte di Tiberio

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Rimini è molto spesso, e purtroppo, sinonimo di mare e divertimento, ma in realtà è anche una città con alle spalle un passato storico e culturale degno di nota. Il ponte di Tiberio infatti, uno dei principali simboli della città, quest’anno compie la bellezza di 2000 anni.

La storia

Voluto e iniziato dall’Imperatore Augusto nel 14 secolo d.C. e ultimato dall’Imperatore Tiberio nel 21 secolo d.C. , il ponte di Tiberio, costruito in pietra d’Istria,  rappresenta oggi uno dei monumenti d’epoca romana meglio conservati al mondo.
Un tempo era il ponte che collegava Ariminum (Rimini, in latino), tramite le consolari Emilia e Popilia, alle città del Nord tra cui Piacenza a Ravenna, e ancora oggi, è rimasto  uno dei punti di passaggio principali a Rimini, che collega il centro storico della città al borgo di San Giuliano, un affascinante e antico borgo legato alla vita marinaia di Rimini e ai ricordi d”infanzia, e non solo, di Federico Fellini.

E’ stato costruito con tecniche d’avanguardia tanto da resistere a numerose guerre. Nonostante in duemila anni abbia rischiato di cedere a causa di vicessitudini umane, oggi è lì, a testimonianza del suo glorioso passato.
Nel Medioevo infatti, gli venne distrutta un’arcata, ma riuscì a resistere, anche persino durante  la Seconda Guerra Mondiale, quando fu vittima dei bombardamenti tedeschi, che cercarono di minarlo per farlo saltare in aria, durante la ritirata.

Il ponte di Tiberio tra passato e leggende

Ne bombardamenti ne guerre sono riuscite a buttarlo giù, tanto che, sul ponte di Tiberio, si è venuta a creare e a narrare una leggenda e una nomea: il “Ponte del Diavolo”.

La leggenda narra infatti che l’Imperatore Tiberio ci mise sette anni per riuscire ad ultimare la costruzione del ponte, voluta dal padre Augusto; sette anni caratterizzati da numerosi intoppi tanto che i lavori dovettero essere interrotti in diversi momenti, in cui addirittura ci fu bisogno di distruggere alcune parti del ponte, già ultimate, per problemi tecnici.

Afflitto dall’impossibilità di portare a termine la costruzione, l’Imperatore Tiberio, si rivolse al Diavolo con la quale stipulò un patto.  L’accordo prevedeva che, una volta terminati i lavori del ponte, lo stesso Imperatore Tiberio avrebbe dovuto effettuare la prima attraversata del ponte e proprio lì, avrebbe dovuto donare la propria anima al Diavolo. Terminati i lavori dell’opera però, Tiberio si rifiutò  di cedere la sua anima e la prima attraversata del ponte la fece effettuare da un cane. Lucifero, accortosi dell’inganno, cercò di distruggere il ponte ma non ci riuscì, il ponte era indistruttibile.

Dal passato ad oggi

Il ponte di Tiberio, insieme all’Arco d’Augusto, è il simbolo di Rimini tanto che sin dal Medioevo, fino ad oggi, viene rappresentato nello stemma della città.
Per festeggiare il suo bimillenario (14-2014),  il Ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha deciso di dedicargli un francobollo celebrativo e in questa primavera 2014 inoltre, inizieranno e si svilupperanno in un arco di sette anni alcune ristrutturazioni (tra cui la volontà di renderlo pedonale), manifestazioni ed eventi culturali.

Il ponte di Tiberio, un tempo esaltava i valori civici e religiosi dell’Impero, oggi invece rappresenta un pezzo di storia importante per la città di Rimini e per il patrimonio artistico e culturale italiano.
Oltre ad essere un reperto storico apprezzato dai turisti,  il ponte di Tiberio è un monumento importante e amato da tutti i Riminesi.

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Informazioni sull'autore
Genovese di sangue ma Riminese di adozione. Sin da piccola, viaggiare è una necessità che la fa sentire realizzata. Dopo essersi diplomata come Tecnico dei Servizi Turistici è ora Laureanda in Scienze della Comunicazione ma non hai mai smesso di coltivare la sua passione continuando ad organizzare i suoi viaggi con le migliori offerte qualità/prezzo... dopotutto è Genovese!
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