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5 ristoranti romantici a Venezia per San Valentino

4 minuti di lettura
Dove mangiare a Venezia, ecco i 5 ristoranti più romantici della città del Veneto dove fare un'ottima figura in un'occasione speciale, come San Valentino, senza spendere una fortuna.

La città più romantica per antonomasia, Venezia, la festa degli innamorati, San Valentino, e voi.
Pronti per festeggiare l’amore a Venezia?

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Innegabilmente Venezia è tra le città più costose d’Italia e a San Valentino negozi di fiori, di cioccolatini e ristoranti vedono l’occasione di incrementare i propri guadagni, ma con un pizzico di attenzione e senza dover rinunciare a troppo, ecco i 5 ristoranti più romantici per far innamorare ancora di più la vostra lei o il vostro lui e senza uscirne al verde, ché il colore dell’amore è il rosso.

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Osteria San Barnaba

In calle Lunga San Barnaba trovate questa deliziosa osteria tipica veneziana in cui poter gustare ottimo pesce con due calici di ottimo cabernet.
Non perdete l’antipasto misto di pesce crudo dell’Adriatico con canocchie, delizioso baccalà mantecato (può mancare?), freschissimo polpo al vapore e le sardine più deliziose.
Ma anche le tagliatelle con gli scampi sono davvero buone e afrodisiache, dicono.

Due piatti, due calici di vino e un dolce (da dividere in due, romantico no?) vi costerà attorno ai €60 in due. La sala sul retro è piccola, raramente affollata se andate prima delle 20.30, e le luci anni ’30 regalano un’atmosfera calda e morbida e sono luci perfette per addolcire i lineamenti del viso, tra l’altro. Tocco romantico per San Valentino: chiedete il tavolo d’angolo, molto intimo.

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Trattoria Antiche Carampane

Nel nascosto Rio Terà delle Carampane, sotto il portico c’è l’ingresso della trattoria Antiche Carampane. Non fatevi impressionare dal nome che ha origine da Ca’ Rampani, un palazzo che sorgeva proprio qui. Questa era, tra l’altro, l’area in cui la Serenissima aveva dislocato tutte le cortigiane. Le signore usavano esporsi alle finestre con addosso pochi abiti per invogliare i possibili clienti e proprio a poca distanza da qui c’è il Ponte alle Tette che non necessita di spiegazioni circa l’origine della tipologia, vero?

Tornando ad aspetti più rosa, prenotate con molto anticipo perché questa osteria è uno dei segreti meno segreti di Venezia. Chiedete di poter avere il tavolo a due sotto gli specchi per poter avere un angolo tutto vostro e poter avere un’ottima visuale sulla sala.

Per il resto, il 14 febbraio potrete ordinare le moeche più buone di Venezia, ovvero i deliziosi granchietti che ancora non hanno un guscio tale da richiedere acrobazie per gustarli. Le moeche, che si trovano soprattutto da febbraio per un paio di mesi, sono perfette per stupirla e per sorprenderla: dirà di no inorridita all’inizio e poi impazzirà perché sono davvero buonissime.

Se non siete pronti per le moeche, anche l’antipasto di pesce è strabiliante (e meno costoso!). Considerate una spesa non inferiore a €100 in due, senza dolce.

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Ristorante Peoceto Risorto

Un po’ scostato dagli itinerari turistici ma a due passi dal mercato del pesce di Rialto, ecco il Ristorante Osteria Peoceto Risorto che è qui dal 1740 addirittura.

Ai tempi divenne noto per gli ottimi peoceti (cozze), ma bastò una burla di uno dei clienti al doge in carica per designarne la chiusura. Alla morte del doge, la vecchia osteria riaprì tra le urla di “Viva il Peoceto risorto!” e il plauso dei clienti. Ecco la storia del suo nome.

Tutto in legno, luci calde, poca brigata (vita beata) e in sala un oste pronto alla battuta ma mai, proprio mai, invadente. Se scegliete dalla carte, non dovete perdere l’antipasto di pesce che potrete senza dubbio dividere in due con canocchie polpose, cozze (i famosi peoceti del nome) saporite, polentina bianca con baccalà mantecato e con sarde in saor da leccarsi le dita.

Continuate poi con un primo: consigliati i piatti di spaghetti sia alle vongole che al nero di seppia (poi però avrete lingua e denti sul grigio nero, avvisati!). Se prenderete un antipasto, due primi e due calici di vino ve la caverete con un budget di circa €60/65 per due persone.

Attenzione ai fuori carta: ottimi, ma ovviamente più costosi (comunque i ravioli di branzino valgono la spesa).

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Osteria La Bifora

In Campo Santa Margherita ecco quella che è un po’ un’istituzione con i suoi piatti a base di pesce come il Tris di baccalà, le seppie con la polenta, ma anche taglieri di formaggi e salumi. Ottimi i vini che offrono.

L’ambiente è molto caratteristico con una grande bifora sul fondo, patere (sorta di medaglioni ornamentali tipici dell’area veneta) e qualche volta succede che alla luce delle lampadine si sostituisca quella delle candele, se l’oste Franco è di umore romantico. L’ideale, no?

Prenotazione necessaria per la sera di San Valentino. Prezzo attorno ai €50 a persona, vino al calice.

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Osteria da Maria Albanova

Qua dovete proprio andare per lei, perché si trova in una zona davvero poco turistica di Venezia, Lista dei Bari che è tra il Ponte Ai Scalzi e San Giacomo da L’Orio in una calle, o meglio lista, lunga lunga e stretta.

La signora Maria è qui da anni e il suo locale è una garanzia: trovate il baccalà mantecato che si scioglie in bocca, le alici fresche dell’Adriatico, le mazzancolle più cicciose, i polipetti nei suoi antipasti di mare.

Qui si mangia solo cucina veneziana quindi via di seppie in nero, di baccalà in tutti i modi, di faraona allo zafferano, perché, come avvisa Maria, qui un tempo le spezie la facevano da padrone e se siete fortunati e è stagione tagliatelle al cacao e frutti di mare (ricetta del ‘700) e riso alle fragole (magari non a San Valentino, eh). L’ambiente è tipico veneziano, in legno e intimo.

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Il tavolo a due migliore è quello nella seconda sala verso la lista de Bari.
Spesa attorno ai €65/70 per persona, ma attenzione ai fuori carta.

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Informazioni sull'autore
Io viaggio, sempre. Qualche volta prendo un aereo (e prego ogni volta di scenderne), spesso salgo su un treno, più frequentemente cammino, ma sempre, proprio sempre, viaggio con la testa. Vivo nella vibrante Milano dal 2010, ma sogno una casetta con balcone in ferro battuto in Cambogia o un cottage tra l’erica spazzata dal vento nella brughiera irlandese. E per restare coerente, scappo spesso tra le calli veneziane. Ho lavorato nel turismo (ma guarda un po’) e ora lavoro nel turismo online (ma proprio, quando si dice coerenza) e racconto di viaggi e altro su vari blog. Scrivo molto, parlo poco e bevo tantissimo tè.
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