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Mangiare bio e veg a Milano: Uscio e Bottega

2 minuti di lettura
Mangiare a Milano piatti vegetariani, preparati con prodotti biologici. Siamo da Uscio & Bottega e la pausa pranzo qui è davvero sana.

Ho una doverosa premessa da fare prima di introdurvi un posto scoperto, per caso, durante una pausa pranzo milanese: io non sono vegetariana. Detto questo, la mia voce parla standosene ovviamente fuori dal coro, ma positivamente sorpresa dall’esperienza di gusto fatta.

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Ero in zona Milano, Lambrate-Udine, lungo la M2 verde e ci sono capitata per caso, mentre camminavo alla ricerca di un posticino carino dove mangiare un boccone e raccontarmi un po’, un locale che non fosse un fast food e nemmeno un serioso ristorante, che consentisse di rimanere leggeri ma offrisse un pasto equilibrato.

Dopo aver scartato bar pasticcerie dalle vetrine accattivanti, gelaterie con certificato di qualità all’esterno e street food, i miei occhi sono stati letteralmente attratti da un paio di vetrine allestite nei toni dei marroni, dalle sedie in legno poste vicino all’ingresso e dalle lavagne su cui era riportato il menu scritto coi gessetti. Ho messo a fuoco sulla vetrina principale: scaffali in legno grezzo del color del miele presentavano in modo molto ordinato e pulito vasi contenenti ciascuno un cereale o un legume diverso, rigorosamente etichettato. Miglio, orzo, riso basmati, avena, lenticchie, ceci si susseguivano e si ripetevano alternandosi a innumerevoli tipi di caffè. Ormai mi aveva catturata, dovevo entrare, senza leggere nemmeno il menu esposto!

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Un lungo bancone vetrato presenta le prelibatezze già pronte, dalle quiche al riso con verdure alle insalate, sono tutte rigorosamente bio e vegetariane.
Chiediamo un tavolo per due che ci viene apparecchiato con tovagliette di bambù intrecciato che risaltano per contrasto cromatico sul piano in legno tinto di nero, posate avvolte in tovaglioli in carta riciclata, così come quella usata per la copertina del menù. La coerenza di colori, stile e definizione del locale è tangibile e la distanza tra un onnivoro e un vegetariano (o vegano – perché qui si fa attenzione anche chi è più radicale) si fa molto più sottile.

L’elenco dei piatti è minimale e, ad un primo impatto, si rimane sorpresi e indecisi: tutto troppo differente da un ristorantino “normale”. Passato, però, lo scetticismo iniziale ho scelto un tortino di patate, coste e brie che è arrivato in cinque minuti, giusto il tempo di acclimatarmi e iniziare la chiacchierata. L’aspetto ordinato del piatto mi ha di nuovo sorpreso, il tortino sviluppato su più livelli distinti che iniziavano dalle patate, passavano al verde delle coste e poi a una micro fetta di brie centrata sopra.
L’amico che era con me, invece, aveva optato per delle polpettine di miglio con zucchine trifolate che si mangiavano con gli occhi e, a detta sua, anche al palato erano ottime.

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Il posto mi ha incuriosito e così mi sono guardata in torno e ho raccolto informazioni: non è solo un bar-ristorante bio, ma offre anche take away e consegna a domicilio; è anche negozio di cibi e materie prime bio che, consapevole di non poter essere lowcost, dà la possibilità ai clienti di avere degli sconti grazie a una card fedeltà, presentata sul loro sito.

Mi rendo conto di non avervi ancora detto il nome, ma anche io l’ho scoperto solo alla fine della mia esperienza vegetariana: Uscio & Bottega.

Visti i tempi gestiti perfettamente, la qualità di cibo e presentazione devo dire che la mia sensazione di pancia, davanti a quella vetrina, aveva avuto ragione.

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Informazioni sull'autore
31 anni, radici lombarde e una goccia di sangue austriaco nelle vene. Coordina la corporate communication delle filiali estere dell'azienda per cui lavora ed è in viaggio una decine di giorni al mese. Sa che la sua vita non potrebbe essere altrimenti. Ha una passione spiccata per i viaggi vissuti come apertura verso luoghi e culture che vanno a comporre inevitabilmente anche la sua. Ha un sogno nel cassetto: scrivere e raccontare di viaggi come opportunità per i più, a testimonianza che il viaggio e le sue emozioni possano davvero essere per tutti.
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