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Gastropub a Londra Queen’s head and artichoke, dove non andare

2 minuti di lettura

Speravo tantissimo che il Queen’s head and artichoke seguisse la scia del The Anchor & Hope, un altro gastropub che ho visitato qualche settimana fa e del quale ero rimasta molto soddisfatta, ma purtroppo non è stato così.

Sarà stata la giornata sbagliata, il numero di persone limitato che non hanno creato l’atmosfera nel locale, o semplicemente che davvero il servizio e la qualità sono stati inferiori alle mie aspettative, rimane il fatto che la mia cena in questo gastropub è stata abbastanza deludente. Il locale si trova nei pressi della tube di Great Portland Street, facilissimo da trovare, quindi almeno sotto quel punto di vista non abbiamo avuto problemi, ma l’atmosfera all’interno era abbastanza scialba e fredda, al di là del fatto che ci saranno state a dir tanto dieci persone.

Il personale era con la testa fra le nuvole e il cameriere che ci ha servito ha passato 3/4 del suo tempo dietro il bancone a bere succo di mela e ignorando ciò che stava succedendo in sala. Il pub è composto da un’unica sala, interamente in legno, che richiama lo stile tipico dei pub tradizionali inglesi, con tanto di camino e divani in pelle per potersi godere il calore sorseggiando una pinta; forse l’illuminazione non rendeva al 100% l’atmosfera ma direi che è un dettaglio sul quale si può sorvolare. O meglio, avrei sorvolato se tutto il resto fosse stato positivo.

Servizio lento, mezz’ora per preparare i piatti mi è sembrato un po’ eccessivo dato che eravamo gli unici clienti che avevano ordinato del cibo, ma almeno il pane era incluso nel coperto e abbiamo avuto modo di spizzicare qualcosa durante l’attesa.
Il menù, come sempre, offre piatti della tradizione inglese riadattati per soddisfare i palati più esigenti e desiderosi di sapori più completi, ma purtroppo la qualità non è stata all’altezza delle 4 stelle che TimeOut ha dedicato a questo pub, dato che sia io che i ragazzi che cenavano con me ci siamo sentiti parecchio appesantiti, nonostante non avessimo preso niente di particolarmente elaborato.

Per un qualche motivo che mi sfugge la temperatura nelle toilette si aggirava intorno ai -2 gradi, come se si fossero dimenticati di accendere il riscaldamento o volessero risparmiare sul gas, e la scelta musicale non era stata delle migliori, dato che cenare con la colonna sonora di  Shindler’s list non è esattamente il massimo dell’allegria. La ciliegina sulla torta è stato quando ho trovato dei residui neri nella caraffa dell’acqua, e quando l’ho fatto notare al cameriere (sempre quello del succo alla mela dietro al bancone) non ha minimamente accennato a presentarci delle scuse, che mi sembravano più che dovute.

Insomma, se venite a Londra direi che questo pub è proprio da evitare.

[vlcmap]

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Informazioni sull'autore
Federica, vive nella capitale britannica da tre anni ed è laureanda in Management turistico internazionale, ama l’arte in tutte le sue forme e viaggiare. Spende il suo tempo libero fra blog, tazze di thé, libri, lezioni di danza e camminate infinite per le strade di questa città che ama profondamente, Ipod sempre in tasca e volume al massimo. Nei suoi post racconta l’avventura che sta vivendo, la sua Londra. Mind the gap!
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