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Tre chicche della Val d’Orcia: Montepulciano, Pienza e Montalcino

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La Toscana è la regione dalle mille scoperte: leggi il post e prenota un soggiorno all'insegna di bellezza, vino e ottimo cibo in Val d'Orcia: Montepulciano, Pienza e Montalcino ti aspettano!

Questo articolo è stato aggiornato il Febbraio 19, 2018

La Val d’Orcia è una grande valle che si trova in Toscana: tutta da scoprire.

Partenza ore 14 alla scoperta di Montepulciano, paesino di origine etrusca che si affaccia sulla Val d’Orcia: paradiso delle cantine vinicole.

1. La magia di Montepulciano

Devo ammettere che la Toscana per me è sempre la terra delle meravigliose scoperte, ma la magia che trasmette Montepulciano ritengo sia ineguagliabile.

Raggiungiamo Montepulciano verso le ore 16, appena fuori le mura è possibile parcheggiare l’auto con qualche euro al giorno.
Liberi da ogni intralcio, ci dirigiamo alla scoperta del centro del paese, che, come spesso capita per le cittadine racchiuse da cinte murarie, risulta molto tranquillo con le classiche caratteristiche del borgo medievale.

Le cantine di Montepulciano

Famose risultano essere ovviamente le cantine vinicole di questa località, che si susseguono lungo tutto il corso principale del paese, come la cantina Gattavecchi – attiva dal 1940 – e la cantina Contucci – padri putativi del Vino Nobile di Montepulciano – .

In ogni cantina è possibile, oltre che visitare gli ampissimi spazi di immagazzinamento mediante botte, acquistare un badge magnetico ricaricabile e degustare in autonomia le varie proposte.
In alcune è inoltre possibile acquistare taglieri di salumi e affettati per accompagnare i caratteristici vini rossi della zona.

Le cantine si alternano a negozietti di antichi mestieri, rimasti incontaminati nel corso del tempo: dal signore che lavora il rame a quello che lavora il vetro.
Consiglio di entrare e dialogare insieme a questi artisti e artigiani sul significato del loro mestiere perché è davvero affascinante.

Il pomeriggio scorre molto velocemente e, arrivata l’ora della cena, Montepulciano offre moltissime osterie piccole e tipiche, dove poter gustare un’ottima proposta di carne a prezzi molto bilanciati rispetto alla qualità del prodotto incantevole.

Consigliato l’acquisto di alcune bottiglie di vino locali – nei negozietti fidelizzati a specifiche cantine – da portare a casa. Sono davvero notevoli e soprattutto si è certi della loro provenienza.

2. Pienza: Patrimonio dell’Unesco

Soggiorniamo in uno degli alberghi poco fuori le mura e la mattina successiva ci dirigiamo verso un altro borgo che pone le sue radici sempre nella Val d’Orcia: Pienza.

Pienza è famosissima per la produzione del formaggio e… caspita che profumo!

Parcheggiata l’auto si viene inebriati dal profumo, magari in certi orari della giornata eccessivamente presente, che non abbandona mai la zona. Parte del rilevante patrimonio storico-artistico di Pienza si concentra nella suggestiva piazza dedicata al pontefice Pio II. Patrimonio dell’Unesco.

All’interno delle mura di questo paesino si alternano meravigliosi palazzi rinascimentali, negozi specializzati nella vendita del formaggio locale, nella versione più o meno stagionata, più o meno saporita.

3. Mangiare a Montalcino

La nostra gita nella Val d’Orcia si conclude con un pranzo divino in una piccola osteria a Montalcino: Re di Macchia. La fame ci faceva affrettare il passo perché ad attenderci ci sarebbero stati crostini tipici, pinci al ragù di cinghiale e cantucci come dolce, il tutto accompagnato meravigliosamente e rigorosamente da vino locale.

La Val d’Orcia ti rimane nel cuore.

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Informazioni sull'autore
Silvia programmatrice web, da sempre convinta che il miglior modo per impiegare i soldi sia spenderli per viaggiare. Ama i viaggi all’insegna dell’avventura, senza piani giornalieri prestabiliti. Nel organizzazione dei viaggi si occupa sempre di trovare strutture e/o voli low cost, il suo motto è “se spendo il giusto prezzo senza eccedere allora posso permettermi più viaggi”. Il suo sogno è riuscire a visitare ogni parte del mondo e avere la possibilità di vivere come le popolazioni dei luoghi in cui si reca.
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