Trekking a Réunion: 5 escursioni - Viaggi Low Cost

5 trekking a Réunion: alla scoperta della natura selvaggia

5 trekking a Réunion: alla scoperta della natura selvaggia

Alla scoperta dei sentieri escursionistici di questa isola meravigliosa: 5 consigli per esperienze di vario genere, lunghezza e difficoltà. Sempre nel rispetto della natura selvaggia: questa località tropicale è il paradiso per gli amanti della natura e del trekking in particolare!

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Se avete seguito i precedenti post sull’Isola di Réunion avrete capito che questa meravigliosa località tropicale è il paradiso per gli amanti della natura e del trekking. Fare trekking a Réunion è un’esperienza unica: l’isola ha montagne altissime, crateri formati dal vulcano (i Cirque), gole scavate dai fiumi… tutto quello che si può desiderare per fare una vacanza attiva.

Gli abitanti sostengono che a Réunion ci siano più sentieri escursionistici che strade asfaltate: è possibile. Sicuramente la scelta è vasta e nella mia esperienza di due settimane ho potuto sperimentare 5 trekking a Réunion che vi racconto nel post.

Consigli per cominciare

Quando preparate la valigia per Réunion considerate di portare quello che serve per camminare e cioè scarponi (veri, da montagna), una felpa e una giacca a vento per le cime più alte, i bastoncini da trekking.
Per il mio modo di viaggiare tutti questi percorsi sono stati organizzati in autonomia, con l’aiuto di una guida cartacea comprata in Italia e il dettaglio che solo opuscoli e consigli presi nei locali Office de Tourisme possono fornire, ma sull’isola ci sono agenzie che organizzano qualunque tipo di tour ed escursione.
La maggior parte dei percorsi escursionistici si svolge in zone di parco naturale: la natura qui è protetta e va rispettata, sono sicura che lo farete.

5 trekking a Réunion da non perdere

1. Langevin

Questo è un percorso alla portata di tutti, giusto per sgranchirsi le gambe. Si parte da una piccola località sulla costa sud chiamata Langevin, raggiungibile in auto e si comincia a costeggiare il fiume, il Langevin, che nasce alle pendici del vulcano attivo: il Piton de la Fournaise.
Il letto del fiume è un canyon affiancato da una bellissima vegetazione tropicale, si tratta di rocce nere (vulcaniche) e andando verso la montagna diventa sempre più spettacolare.
La strada che lo costeggia, che effettivamente si può percorrere anche in auto, è molto scenografica, con curve a gomito, dossi, ponti strettissimi e tornanti.

La strada si snoda nel Parco naturale del Langevin, letteralmente punteggiata di tavoli da picnic (sull’isola il pic nic con la famiglia e gli amici è un must del fine settimana).
Il punto più mozzafiato si raggiunge dopo un paio d’ore di cammino: le Grand Galet. Si tratta di un bacino dove affluiscono alcune spettacolari cascate d’acqua, una pozza scura e profonda e… gelida. Non ho fatto il bagno né qui, né in altri vari punti dove fare una bella sosta anche per un tuffo, ma qualcuno lo faceva. Se siete molto coraggiosi sappiate che qui varie agenzie vendono La Tyrolaise, ovvero la possibilità di fare canyoning nelle acque del fiume. Portarsi da bere e da mangiare, non ci sono punti di approvvigionamento.

2. Trou de fer

Questo trekking è meraviglioso perché si snoda interamente in una foresta tropicale intatta. Il sentiero parte dal Plateau de Belouve, un piccolo altipiano dove ci sono varie gites per dormire se si prende in considerazione un percorso in più tappe.
Infatti a Belouve si arriva sia da La Plaine des Palmistes, località nella parte centro-orientale dell’isola, che da Hell-Bourg, la graziosa cittadina nel Cirque de Salazie.
Io mi trovavo a Hell-Bourg e ho fatto questa passeggiata in un giorno, camminando dal centro fino al Plateau de Belouve in circa 2 ore, sono 720 mt. di salita su un sentiero ben segnato e tranquillo.

La vista è stupenda sulla cittadina di Hell-Bourg. Quando si arriva al Plateau si comincia ad attraversare la Foret de Belouve, dove la vegetazione è fittissima: quasi tutto il sentiero è su una passerella di legno, un po’ per proteggere dal fango, un po’ per proteggere la natura.
L’arrivo al Trou de Fer è spettacolare: una depressione dentro la quale si gettano tre o quattro cascate, circondate da una vegetazione tropicale. Spesso delle basse nuvole nascondono lo spettacolo, ma vale la pena di aspettare perché come sono arrivate se ne vanno. Si torna indietro dallo stesso sentiero o dalle varianti indicate, con gli occhi pieni della natura rigogliosa incontrata.

3. Piton de la Fournaise

Ne ho già parlato, è il vulcano attivo. Si trova sul lato est dell’isola e si raggiunge da una strada interna, oltre la cittadina di Le Tampon. Una strada apposita, la Route du Volcan, porta, salendo rapidamente, verso la zona interessata dal vulcano.

Il paesaggio, ovviamente, è stato completamente plasmato dall’attività eruttiva: la Plaine de Sables, un deserto rosso, è già un luogo dove si può camminare.

Ci sono anche diverse gites per l’ospitalità. Il punto decisivo per arrivare sul vulcano è però il Pas de Bellecombe, un passo da dove attaccare il sentiero che porta alla bocca. Attenzione: il vulcano è attivo e quest’anno ha eruttato 4 volte.
È assolutamente necessario accertarsi che l’attività sia dormiente, e questo si può fare anche al rifugio al Pas de Bellecombe. Non è obbligatorio invece andare con la guida, come specificano erroneamente alcune guide cartacee.
Il sentiero per il vulcano è dato per 4 ore: conviene arrivare la mattina presto. Ovviamente non c’è vegetazione, tutto è rossiccio e bruciato; questo fa sì che la suggestione di questo luogo sia unica.
Fino a Bellecombe si arriva anche con l’auto; il parcheggio è gratuito (come tutti i parcheggi qui a Réunion).

4. Piton des Neiges

Se tutti i monti qui sono Piton, il Piton des Neiges, con i suoi 3070 metri, è il campione. Questa cima di tutto rispetto divide il Cirque de Salazie dal Cirque de Cilaos, quindi la camminata può essere fatta da entrambi i versanti.

Siamo in montagna per davvero, non sottovalutate questa vetta solo perché si trova ai Tropici! Il percorso fatto da me ha visto la partenza a qualche chilometro da Cilaos, a Le Bloc. Il percorso è durissimo fino ai piedi del Piton, perché si fanno 1200 metri di dislivello salendo dei gradini scavati nella roccia, i tratti dove si può camminare normalmente  sono pochi. Dopo questo strappo, che comunque si fa in due ore, si può salire fino al Piton, oppure più saggiamente fermarsi per la notte al rifugio Caverne Dufour (a 2478 mt, prenotazione consigliata) e poi proseguire per la vetta considerando altre due ore.

Sul Piton des Neiges (non c’è neve!) siamo veramente sul tetto dell’isola: la vista, se non ci sono nubi, spazia a 360 gradi fino all’Oceano Indiano.
Così come è stato impegnativo salire, è altrettanto, se non di più, impegnativo scendere! Le gambe vengono messe a dura prova.

5. Cirque de Mafate

Questo trekking avrebbe bisogno di una vacanza dedicata e io non l’ho fatto onestamente. Il Cirque de Mafate, a differenza degli altri due cirque, non è accessibile con l’auto ma solo a piedi (o con l’elicottero). Attraversarlo camminando è quindi un’esperienza che si può fare solo qui. Ci si può entrare da varie parti, anche dal passo del Piton Maido (raggiungibile in auto); vanno calcolati alcuni giorni di cammino, facendosi ospitare nei piccoli villaggi (circa 12) che si trovano, isolati da tutto, in questo mondo ” a parte”. I sentieri qui, anche se ben tenuti, possono essere di varia difficoltà proprio per l’asperità della conformazione geologica del Cirque.

Sono solo alcuni spunti per andare alla scoperta di questa incredibile isola…. dove camminare è bellissimo!

foto credits: Adrenal’Ile; Luigi Ferrari

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