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Pingyao in Cina, cosa vedere e perché visitarla

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Passeggiare per Pingyao è un'esperienza unica: con le sue mura e le vie tradizionali si respira ancora un'atmosfera antica. Leggete l'articolo per saperne di più su questa contea, patrimonio dell'Unesco.

Benvenuti a Pingyao, patrimonio dell’UNESCO, una delle migliori città antiche e meglio conservate della Cina.

Pingyao è una contea che si trova nella provincia dello Shanxi, a circa 700 chilometri da Pechino. Durante la dinastia Qing la città vecchia di Pingyao fu il centro finanziario della Cina. È famosa per le mura ottimamente conservate; inoltre è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Come arrivare a Pingyao

Il modo migliore per arrivare a Pingyao è col treno superveloce: costa poco (19€) si compra direttamente online (http://english.ctrip.com) è comodo e in tre ore da Xi’an ci si arriva. Arriviamo verso le 19 di sera, il tempo di andare in hotel tramite un taxi preso all’uscita della stazione, rinfrescarci e uscire a perlustrare la zona.
Il nostro hotel si trova all’inizio della via principale: The Kylin Grand Hotel Pingyao, il nome fa pensare a qualcosa di lussuoso o occidentale, in realtà è un tipico albergo cinese: legno e lanterne rosse fanno da padrone, non male, soprattutto per la posizione, è dislocato all’inizio della via pedonale, il prezzo per la doppia è di 60€.

Cosa fare nel centro di Pingyao

Notiamo subito che il centro di Pingyao è formato da due strade che vanno da est a ovest e da nord a sud, incrociandosi nel mezzo. All’imbrunire queste strade si illuminano di lanterne rosse, di negozietti che vendono le cose più disparate, di ristorantini tipici che apparecchiano mettendo tavolini in mezzo alla strada.
Le persone sono meno abituate agli occidentali rispetto alle grandi metropoli e quindi è divertente fermarsi ogni metro quando ci chiedono di fare le fotografie insieme.
La zona è famosa per l’aceto balsamico, l’odore è intenso ovunque, spiccano dai negozi anfore e ampolle che lo contengono, ovviamente per curiosità lo abbiamo assaggiato; certo quello di Modena è una altra cosa…

Cosa mangiare

Ci fermiamo a mangiare in un uno dei tanti ristoranti lungo la via principale, ordinare è sempre divertente: a gesti e indicando le fotografie, ma con buona volontà e massima disponibilità locale, ci intendiamo sempre. Abbiamo preso dell’ottimo maiale in agrodolce, noodle della zona fatti con le patate, arachidi marinate nell’aceto e broccoli, immancabile birra Tsingtao, tutto squisito. Costo della cena 12€ in 4.

Torniamo in hotel e andiamo a nanna presto perché il giorno dopo ci aspetta un’intensa giornata.

La visita alle mura antiche

La mattina inizia con la visita alle mura antiche e splendidamente conservate: le porte sono una sui lati settentrionale e meridionale, due sui lati orientale e occidentale. Queste porte richiamano la testa, la coda e le quattro zampe di una tartaruga, cosa che diede alla città il soprannome di “città tartaruga”. Le mura sono alte 12 metri ed hanno un perimetro di circa 6 chilometri. Peccato non avere il tempo, perché all’imbrunire sarebbe stato emozionante correrci sopra.

Dopo una bella passeggiata sulle mura entriamo nella città vecchia e andiamo a visitare la Rishengchang Former Bank, prima banca cinese che mostra il sistema originale della banca in passato.

Pranziamo velocemente in uno dei tanti ristoranti delle vie laterali, melanzane e broccoli, riso con pollo e verdure, solito prezzo: 3€ a testa.

Le vie tradizionali e il Tempio Chenghuangmiao

Ritorniamo a passeggiare sulla tradizionale Ming e Qing Street, una strada acciottolata con vecchi edifici su entrambi i lati. Si riesce fortemente a immaginare il trambusto che deve esserci stato ai tempi dei vecchi bazar.
Più tardi, andiamo a visitare il Tempio taoista del Dio della città, anche chiamato Chenghuangmiao in cinese. La cosa che ci affascina maggiormente sono le meravigliose sculture in legno e i dipinti.

Il tempo è volato, ed è già arrivato il momento di rimettere lo zaino in spalla e andare alla stazione dove prenderemo il treno per Datong.

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Informazioni sull'autore
Altoatesino doc adottato dalla splendida Verona, con i suoi 39 anni ama cucinare e sopratutto mangiare bene. Retail’s Store manager, eclettico e trasparente. Sfrutta i viaggi per saziarsi del suo hobby preferito: scoprire e conoscere culture, tradizioni e cucine differenti.
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