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Trincee e Gallerie del Lagazuoi

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Consigli utili per un'escursione che vi farà rivivere eventi importanti della Grande Guerra: come attrezzarsi e come raggiungere il Lagazuoi.

Italia e Austria vicinissime, ma mai così lontane: escursione all’interno delle Gallerie del Lagazuoi risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Se siete amanti delle camminate in montagna, le Alpi sono una tappa quasi obbligata; se in più vi piace andare alla scoperta dei posti sedi degli eventi più importanti della Grande Guerra, le Dolomiti sono il luogo perfetto dove passare una piacevole vacanza.

Origini delle Gallerie del Lagazuoi

Ora conosciute soprattutto per lo spettacolo delle loro vette e valli, per i verdi boschi in forte contrasto con le bianche rocce, non bisogna dimenticare che proprio tra le aspre cime trentine e venete si è consumata una delle guerre più sanguinarie e logoranti della storia, appena un centinaio di anni fa.

Infatti, proprio tra le rocce o all’interno di esse, si trovavano lunghissimi complessi di trincee e gallerie costruite da italiani e austriaci per combattersi e respingersi a vicenda.

Il gruppo montuoso di Fanis

I luoghi che portano i segni di questo passato sono numerosissimi, alcuni per lo più dimenticati, altri invece veri e propri musei all’aria aperta. Uno dei più famosi e più suggestivi è quello delle Gallerie dei Lagazuoi all’interno del gruppo montuoso di Fanis.

Queste gallerie vi permetteranno di raggiungere la cima e il vicino Rifugio Lagazuoi partendo dal Passo Falzarego (o viceversa) percorrendo le strade scavate nella roccia dai soldati italiani.

Tengo a sottolineare che questo percorso, non lunghissimo e non particolarmente impegnativo a livello tecnico per gli amanti della montagna, non è comunque per tutti.

Vi troverete infatti a camminare all’interno della roccia per molto tempo con luce praticamente assente e umidità quasi al 100% (le pareti gocciolano letteralmente), dunque se soffrite di claustrofobia vi sconsiglio di compiere il percorso all’interno delle gallerie, ma di affrontare la variante che sale per le piste da sci.

Il percorso presenta alcuni tratti un po’ esposti; è presente comunque in questi, come per tutta la lunghezza della galleria, il cordino in acciaio a cui fissarsi, nel caso abbiate l’imbrago da ferrata, oppure da utilizzare per aiutarsi.

Cosa occorre per il percorso

Materiale indispensabile o altamente consigliato per la visita alle gallerie: scarpe da trekking impermeabili e con una buona suola, k-way, caschetto da roccia, torcia frontalino.
Alla base dell’impianto di risalita è possibile noleggiare il caschetto, la torcia e l’imbrago da ferrata (quest’ultimo consigliato soprattutto per i bambini e per chi in montagna si sente più insicuro).

Come arrivare

Raggiungere i sentieri è semplicissimo, infatti alla base del gruppo montuoso si trova il Passo Falzarego e un ampio parcheggio gratuito attaccato all’impianto di risalita.
Vi consiglio di arrivare al passo non troppo tardi la mattina o il rischio è di trovare il parcheggio pieno. I sentieri partono proprio in fondo al parcheggio.

L’escursione delle gallerie può essere affrontata sia in salita (a mio avviso consigliata vista la scivolosità del suolo) che in discesa; molta gente con bambini decide di farla in discesa salendo con la funivia.

Partiti dal parcheggio, noi abbiamo iniziato l’ascesa percorrendo il sentiero ben segnato che porta alla Galleria Lagazuoi. Dopo un tratto di avvicinamento alla roccia all’aria aperta finalmente ci si trova davanti l’imbocco delle gallerie.
Da qui è possibile scegliere se prendere direttamente il sentiero della galleria principale o fare una breve tappa alla Cengia Martini: luogo molto suggestivo e di grande interesse storico, ma consigliato solo a chi ha un passo fermo e non soffre di vertigini in quanto un po’ esposto.

La galleria principale, o Galleria del Lagazuoi, ha una lunghezza di oltre un chilometro e al suo interno regnano il buio e l’umidità. Infatti, fatta eccezione per qualche feritoia qua e là nella roccia, non esistono aperture verso l’esterno né interruzioni.
Attraverso questa galleria raggiungerete direttamente la sommità della montagna.

Un percorso interessante e impegnativo

Personalmente ho trovato questo sentiero psicologicamente molto stancante ma estremamente interessante, in quanto rende chiare le condizioni in cui erano costretti a vivere i soldati durante la guerra e permette di viverle in prima persona.

Arrivati in cima vi consiglio di godervi la vista mozzafiato delle cime circostanti e, dopo esservi rifocillati (magari al rifugio), di prendere il sentiero che costeggia le piste da sci per scendere. Anche questo sentiero permette di passare per trincee e baracche risalenti alla guerra, ma senza attraversare gallerie.

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Informazioni sull'autore
Laureata in lingue e letterature straniere, in Inglese Giapponese e Cinese, e da sempre appassionata di carte e mappe, Silvia ama partire alla scoperta di posti nuovi. In ogni suo viaggio cerca di entrare in punta di piedi nella cultura del luogo in cui si trova, di comprenderla il più possibile senza creare disturbo, ricavandone esperienze e ricordi unici. Appassionata di Oriente, ma non solo, visita ogni luogo preferendo come mezzo di trasporto le proprie gambe per non perdersi il pulsare della vita quotidiana locale. Suoi compagni inseparabili: una cartina del luogo, scarpe da ginnastica e il marito Manuel che l’accompagna ovunque.
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