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Etichette prodotti gluten free, come riconoscerle in viaggio nel mondo

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Organizzare un viaggio con un compagno di viaggio celiaco non è sempre facile, ma non impossibile. Viaggiare e trovare come e dove mangiare senza glutine non è facilissimo ma alcuni accorgimenti che posso suggerire anche io, che non sono celiaca, ma che ho trovato nelle mie ricerche su internet ci sono. In Italia ovviamente è sempre bene confrontarsi con l’Associazione Italiana Celiachia mentre all’estero ci sono altri siti in cui è possibile trovare informazioni su ristoranti riconosciuti o catene alimentari di supermercati.

Le etichette dei prodotti senza glutine differiscono enormemente da paese a paese, quindi è importante sapere con che cosa si ha a che fare prima di andare in viaggio. Quando si è celiaci non si può semplicemente fare affidamento su prodotti etichettati ‘senza glutine’, ma è necessario sapere anche cosa significa quella etichetta dove ci si trova. In alcuni paesi esiste una legislazione per impedire alle compagnie etichettare i loro prodotti senza glutine tranne quelli che soddisfino elevati standard di sicurezza. Altri paesi invece sono liberi di etichettare i prodotti con il ‘senza glutine’ senza rispettare alcune norme base. Ecco perché è importante capire le etichette.

L’Unione Europea utilizza Codex Alimentarius come standard per l’etichettatura senza glutine. All’inizio di gennaio 2012 è entrata in vigore la nuova normativa. Nei supermercati si trovano ora due categorie di etichettatura senza glutine, ‘senza glutine’ e ‘presenza di glutine bassa’. Solo i prodotti che contengono meno di 20 ppm possono essere etichettati con ‘senza glutine’. I prodotti che contengono tra 21 e 100 ppm sono etichettati come ‘presenza di glutine bassa’.

Gli Stati Uniti sono, almeno per una volta, molto in ritardo sulle etichettature del senza glutine. Ci sono alcune aziende utilizzano per la produzione di prodotti che sono realmente sicuri per celiaci. Alcune aziende hanno fabbriche senza glutine al 100% e alcune aziende hanno prodotti sotto 20 ppm e altri certificati dal GFO. Una legge unanime però qui è ancora lontana da garantire prodotti celiaci assolutamente sicuri per tutti.

In Canada hanno recentemente migliorato la legislazione con una nuova etichettatura. Molti alimenti sono stati messi in discussione già nel 2008, poi nel 2011 è stata annunciata la legge e resa obbligatoria all’inizio dell’agosto 2012. Tutti i prodotti venduti in Canada devono da agosto 2012 rispettare la nuova normativa che dice che nulla può essere più etichettato senza glutine se presenta un contenuto di glutine superiore a 20 ppm.

Australia e Nuova Zelanda hanno la più rigorosa legislazione sull’etichettatura gluten free in tutto il mondo. I prodotti qui non possono essere etichettati come senza glutine a meno che non ci sia glutine rilevabile. Ciò significa che un prodotto può essere etichettato come senza glutine, anche se contiene un ingrediente da una fonte contenente glutine, come sciroppo di glucosio. Quindi, se un prodotto è etichettato come ‘senza glutine’ in questi paesi, significa che sostituisce qualsiasi riferimento al glutine possibile.

In Argentina una legge è stata approvata nel 2009 per garantire che i celiaci potessero tranquillamente acquistare prodotti privi di glutine anche qui. I prodotti etichettati come senza glutine deve contenere meno di 10 ppm di glutine per legge.

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Informazioni sull'autore
Federica è autrice e fondatrice del magazine Viaggi low Cost. Viaggiatrice incallita ha iniziato il suo diario di viaggio nel 2008. Per Viaggi Low Cost scrive ogni giorno tutto quello che trova di economico nei suoi numerosi viaggi.
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