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Gita in epoca longobarda: Castelseprio e il Monastero di Torba

2 minuti di lettura
Scopri nel post la storia del popolo longobardo e le origini della regione Lombardia: una gita culturale che non potrà far altro che sorprendervi.

Se l’epoca longobarda vi affascina e vorreste saperne di più sul popolo che diede il nome alla regione Lombardia, questo post fa per voi.

“Vi è un’isola a nord, che è detta Scadanan, vocabolo che significa “nuocere”, dove vivono molte genti, tra queste era un piccolo popolo detto dei Winnili” (Origo gentis Langobardorum, 1): con queste parole la più antica fonte sulle origini del popolo Longobardo ci dice che coloro che entrarono nel territorio italico, coniugarono la loro cultura a quella tardo romana e cristiana e diedero il nome alla regione Lombardia, per poi scendere fino a Benevento, fu un popolo di grandi viaggiatori. Di guerrieri, di saccheggiatori, di conquistatori.

Da sempre chi ama viaggiare è affascinato da coloro che prima di lui hanno viaggiato e spesso riscoprirne la storia e ripercorrerne i passi accresce la curiosità, la consapevolezza e il valore del viaggio stesso.

Quando vi ritroverete a viaggiare per il Nord Italia, ricordate che in provincia di Varese, in una valle fluviale verdissima, quella dell’Olona, tra piccoli borghi, vie strette, castagni e boschi potrete visitare due tappe di questo lungo viaggio di tanti secoli fa.

Il parco archeologico di Castelseprio e il sito FAI del Monastero di Torba, più a valle, sono una interessantissima meta per chi sta seguendo un itinerario tematico ma anche per chi volesse trascorrere una piacevole giornata di escursione, tra natura e storia antica.

Cosa vedere

Il sito archeologico di Castelseprio e il Monastero di Torba sono complessi monumentali longobardi inseriti nella lista dell’Unesco. Presso il Parco Archeologico si apprezza ciò che resta di un sistema fortificato d’altura di epoca tardo antica, riutilizzato e rinnovato dai Longobardi e sopravvissuto fino alla distruzione da parte dei Visconti nel tardo Duecento.

Si conservano le mura, tracce dell’abitato e il complesso cultuale di san Giovanni Evagelista.

All’interno del parco, presso il duecentesco conventino di San Giovanni è allestito un Antiquarium, utilissimo percorso per il visitatore autonomo che volesse capire e approfondire la conoscenza del tema.

Risalendo lungo il sentiero che si trova alle spalle del centro di accoglienza e informazioni si giunge a Santa Maria foris Portas: eretto tra VII e IX sec., conserva una straordinaria decorazione ad affresco che narra le vicende di Maria e dell’infanzia di Cristo secondo la tradizione dei vangeli apocrifi.

A valle, presso Torba, Gornate Olona, le mura si estendevano fino a giungere nei pressi del fiume: una torre di guardia è ancora oggi un esempio significativo di architettura militare dell’epoca. Nella tarda epoca longobarda questi luoghi divennero sede di un monastero femminile. Oggi sito FAI, il monastero è fruibile e oggetto di nuove ricerche archeologiche, visite al pubblico e attività di didattica museale per studenti e più piccoli.

Come arrivare

Castelseprio
In automobile da Milano: Autostrada A8 in direzione Varese, uscita Solbiate Arno, seguire le indicazioni per Carnago e poi per Castelseprio.
Da Varese: seguire la provinciale per Gazzada, Schianno, Morazzone, Carnago, Castelseprio.

Gornate Olona (VA)
In automobile da Milano: Autostrada A8 in direzione Varese, uscita Solbiate Arno, seguire le indicazioni per Carnago, per Castelseprio e poi per Gornate Olona.
Da Varese: seguire la provinciale per Gazzada, Schianno, Morazzone, Carnago, Castelseprio e poi prendere per Gornate Olona.

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Informazioni sull'autore
Sostenitrice del “bagaglio a mano sempre e comunque”, adora viaggiare leggera. Ha un debole per i paesaggi mediterranei, per la birra austriaca e per gli itinerari culturali. Archeologa di formazione, lavora oggi a Milano come guida turistica ed educatrice museale, ma ama uscire spesso dal traffico cittadino per lunghi percorsi in moto con Simone. Amante della natura, dell’arte e della buona cucina definisce il Viaggio “il suo unico vizio”.
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