Museo dei Chini: sulle tracce dello stile Liberty in Mugello

Borgo San Lorenzo in Mugello: nel segno del Liberty e dei Chini

Borgo San Lorenzo in Mugello: nel segno del Liberty e dei Chini

Un viaggio culturale in Toscana: sulle tracce dello stile déco in Mugello, dove fiorì il Liberty soprattutto per opera della famiglia Chini

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Questo suggerimento è pensato per chi si trovi in Toscana, nei pressi di Firenze, e voglia dedicarsi alla scoperta del Liberty; se vi riconoscete in questo breve ritratto andate in Mugello.
Mugello infatti non è solo sinonimo di autodromo, di verde vallata o di tappa della Via degli Dei. In Mugello fiorì il Liberty, lo stile déco di inizio Novecento che grazie alla famiglia Chini ha lasciato prestigiose tracce in questa zona.

I Chini, itinerario Liberty

Borgo San Lorenzo – che è il centro più importante di questo territorio a nord di Firenze – è dove si trova la Villa di Rimorelli, precedentemente della famiglia Pecori Giraldi e oggi sede del Chini Museo.

Infatti nel 1906 Galileo e Chino Chini fondarono a Borgo San Lorenzo la Manifattura Fornaci di San Lorenzo specializzata in ceramiche, vetrate, ferri battuti e mobili, una produzione a 360 gradi, come è tipico di uno stile che è decorativo e non solo figurativo.

Questo interessante museo è un po’ la punta di diamante di un itinerario Liberty che vi suggerisco. Da segnalare che a Firenze le testimonianze di quel periodo artistico sono scarse.
La villa Pecori Giraldi ospita il Chini Museo ma non come un contenitore vuoto: è a sua volta tutta da vedere per le strutture e le decorazioni che ne fanno parte, perché i Chini già intorno al 1850 iniziarono a decorare la villa.

Il Museo Chini

Perdetevi fra le sale di questo museo che non è grandissimo ma è unico: racconta la storia di una famiglia di artisti che seppe interpretare al meglio il gusto del tempo. Senz’altro l’apporto più importante arrivò con Galileo, nato nel 1873 a Firenze, che con la sua Manifattura inizia a portare i prodotti in giro per l’Italia e alle Esposizioni Universali. Lui stesso, nel 1911, partì alla volta della Thailandia per andare ad affrescare la Sala del Trono nel palazzo del sovrano a Bangkok.

Foto credits #mugellogram

Dal 6 aprile 2018, il percorso espositivo è stato ripensato: il piano terra dedicato alla contemporaneità, il piano superiore dedicato alla collezione permanente; in più un Museo dei Bambini, dedicato a far galoppare l’immaginazione dei piccoli.
Maioliche, affreschi, vetrate, immagini sacre, decorative, oggetti per la casa, dove si vedono temi floreali, volti umani, animali, disegni geometrici. La gamma di quello che esce dalla Manifattura è infinita; sognanti e variopinti, gli oggetti riempiono le sale di Villa Pecori Giraldi.

L’itinerario continua a Borgo San Lorenzo

Una volta terminata la visita del Museo si può continuare a seguire le tracce di Chini a Borgo San Lorenzo, tutti luoghi che si possono vedere senza spendere un euro. Importante il lavoro che svolsero presso l’Arciconfraternita della Misericordia, soprattutto nella Cappella.

Una vera e propria galleria di architettura Liberty è quella di viale della Repubblica, dove diversi villini mostrano gli elementi tipici nella decorazione in maiolica o ferro battuto: balconi e numero civico, decorazioni floreali e perfino il campanello!
Particolarmente interessante è il villino Chini, ancora oggi abitato da un discendente della famiglia, che porta in facciata un vero e proprio campionario di decorazioni e alcune vetrate policrome originali.

Una curiosità: i Chini costruirono la casa con i soldi ricavati dalla decorazione delle Terme Berzieri a Salsomaggiore.

Opere dei Chini sono anche nella Chiesa di San Lorenzo, la principale del Borgo e nel Municipio. Ci auguriamo che abbiate voglia di andare a scoprirle tutte!

Foto credits #mugellogram

Il Chini Museo è aperto dal giovedì alla domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00; il biglietto d’ingresso costa 8 euro (due sezioni) oppure 10 euro per tutte e tre le sezioni.
Il Museo si trova in piazzale Lavacchini 1 a Borgo San Lorenzo. www.chinimuseo.it

 

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