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Belgrado, un viaggio nel tempo

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Un viaggio nel tempo quello a Belgrado, due giorni pieni per visitare la città vecchia, il mercato, il Museo di Tito e tanto altro.

Se amate viaggiare nel tempo senza andare troppo lontano Belgrado è la città che fa per voi. Plasmata dall’incrocio del Danubio (che basta di per sé ad evocare tutto il romanticismo epico e musicale) e dal Sava, Belgrado è un brulichio di monumenti da vedere, cibi da assaggiare, personaggi da ascoltare. Non solo: Belgrado è giovane, moderna e alternativa. Per viversela a pieno sono necessarie almeno 2 giornate piene. Io ci sono capitata sotto Natale, e nonostante le temperature rigide (in inverno nevica spesso), le luci e i mercatini hanno reso le mie passeggiate perfette. Se poi si ha la fortuna di incappare in una classica “slava”, festa tradizionale serba per la celebrazione del protettore della famiglia, si può finire la serata a casa di locali, gustando sottaceti e rakja rigorosamente fatti in casa.

Se si ha tempo è possibile visitare la città tranquillamente a piedi. Attenzione ai nomi delle vie: generalmente in centro riportano la doppia dicitura, in alfabeto cirillico e latino, ma è possibile che molti cartelli siano solo in cirillico, quindi procuratevi una cartina aggiornata!

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Cosa fare in due giorni?

Suggestivo è il Kalemegdan Park, il parco più grande della città, da cui si può godere di una splendida panoramica sui due fiumi e su tutta Belgrado. Andateci di mattina, dopo un ottimo caffè turco (turska kafa) e patissérie locale al Mali Princ Café (in 27 Palmotićeva) a 5 minuti dalla centralissima Trg Republike. Al suo interno si trovano vari monumenti tra cui i resti dell’antica Cittadella, le Porta delle Mura e la scandalosa Statua del Vincitore (è nuda, motivo per cui fu spostata negli anni Venti dal centro a qui). Se siete appassionati di storia militare vale la pena dare un’occhiata all’esposizione di armi del Museo militare, altrimenti potete accontentarvi degli esemplari di carri armati al di là della Porta dell’Orologio.

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Tardo pomeriggio da dedicare allo Zepter Museum sulla pedonalissima Knez Mihailova, famosa collezione privata del signor Zepter. Al di là del museo, la via è un’interessante fotografia di architettura liberty e stile austro-ungarico: infilatevi nei cortili per ammirare i lampioni anni Venti e perdetevi nelle traverse. Così, forse, per caso (come è successo a me), poco prima del parco, sulla sinistra, verso la sponda del Sava, arriverete alla Stari Grad (Città Vecchia), un vero mix di decadence, austerità sovietica ed eleganza francese. I gatti, che a Belgrado si trovano ovunque, vi accompagneranno sui ciottoli della Kosančićev Venac.

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La cosa più divertente a Belgrado è scovare i murales disseminati in giro per la città, e nella Stari Grad se ne vedono parecchi. Addirittura Blu ha deciso di lasciare il segno in una traversa della via Brankova, verso l’omonimo ponte (Brankov Most).

Non dimenticatevi il simbolo della città: il Tempio di San Sava, una chiesa imponente ortodossa in perenne costruzione al suo interno. La visita può lasciare un po’ delusi dati i lavori di costruzione, ma rimarrete assorti nell’enorme spazio e dalle centinaia di candele accese dai fedeli. Per arrivarci dal centro, da Terazije lungo Kneza Miloša, appaiono come un pugno i segni della guerra degli anni Novanta: alcuni edifici, ex sedi di Governo squarciate dai bombardamenti del 99. Proprio lì, in mezzo al centro commerciale della città, con i suoi caffè, ristoranti e architettura elegante, come a ricordare l’orrore di un conflitto su cui tuttora gli storici si interrogano. Nello stesso quartiere, provate ad entrare nel piccolo Koki Prodavnica Kafe in Makenzijeva 66 : impossibile uscire senza almeno 3 scatole di cioccolatini fatti a mano a prezzi ridicoli, in onore della tradizione austroungarica nota per le sua pasticceria.

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Belgrado è anche questo. Come tutti i paesi balcanici trasuda storie di popoli erranti, di ideologie radicate, di religioni e lingue. Se volete immergervi nella Serbia comunista ad esempio visitate il Mausoleo di Tito e il vicino Museo del 25 Maggio (in onore della data di nascita del Maresciallo). Ne rimarrete affascinati dall’atmosfera e all’uscita vi sembrerà di aver viaggiato nel tempo. Se poi ci abbinate il mercato di Kalenic pijaca o quello di Bajloni pijaca rischierete di tornare a casa con set di bicchierini per la grappa, sveglie Made in Yugoslavia ancora funzionanti e spilline comuniste.

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Non perdetevi infine la Montmartre di Belgrado, la bellissima e centrale Skadarlija, ottima zona per aperitivo, pranzo, cena, dopocena. Qui consiglio due ristoranti: il Kafana “Dva jelena” e l’Imadana. Provate tutto senza timore: una calda chorba (zuppa di pollo e verdure), kajmak (formaggio spalmabile), ajvar (salsa di peperoni e aglio), proja (focaccia irresistibile), gibanica (millesfoglie al formaggio), prebranac (contorno di fagioli), cevapcici (salsicciotti con aglio), pecene paprike (peperoni al forno). Non dimenticate: se riuscite ancora ad alzarvi dalla sedia la night life belgradese è fuori che vi aspetta! Segnalo questo interessante e nuovo club pieno di giovani alternativi e musica all’avanguardia: Dot club, nella parallela della Skardalija.

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Informazioni sull'autore
Zaino in spalla e scarpe waterproof sono i suoi compagni di viaggio preferiti. Ama girovagare e assaggiare cibi di cui ignora la composizione e ha una particolare predilezione per l’Europa orientale, ma ogni occasione è buona per partire. Laureata in Scienze Politiche, Project Manager per passione, viaggia per scoprire persone e nuove storie. Da Friulana doc ama il buon vino, ma da Bolognese di adozione ama la buona cucina. Sogni nel cassetto: il Carnevale di Rio, il Dia de los Muertos e il Cile di Isabelle Allende.
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