Carnevale a Perugia, storia del Bartoccio

Il Carnevale di Perugia e la Storia del Bartoccio

Il Carnevale di Perugia e la Storia del Bartoccio

La maschera più importante del Carnevale di Perugia è il Bartoccio e la sua storia interessante e controversa.

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Ve lo confesso, Perugia è una città che mi piace molto. La scoperta delle Giornate del Bartoccio, che dal 22 Gennaio al 14 Febbraio 2015 coloreranno ed animeranno le strade della città in occasione del Carnevale, me l’ha fatta amare ancora di più.

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Sì, perchè a Perugia il Carnevale è doppio e dura un mese. A quello classico che parte il 17 gennaio per terminare il 17 Febbraio, si affianca il Carnevale del Bartoccio che va dal 22 Gennaio al 14 Febbraio. Se il Carnevale classico ha radici storico-religiose, quello del Bartoccio ha una valenza più laica e sociale. Entrambi, però, profondamente radicati nella città, nella sua storia e nelle sue tradizioni.

A Perugia c’è il vecchio, c’è il nuovo e c’è un ponte che li unisce non solo idealmente. L’emozione più forte del mio viaggio perugino è stato scoprire, solo dopo averlo percorso, che quel ponte non è metafisico ma reale, materializzato in ciò che rimane dell’antico acquedotto romano. Abbandonarlo, voltarsi, scorgere in basso le arcate dell’acquedotto e realizzare in un secondo che quello che credevo solo un corridoio stretto e impervio era in realtà La Storia, è stata una esperienza davvero suggestiva. Perché quell’acquedotto non solo unisce la città vecchia alla città nuova, ma è il fotogramma di ciò che Perugia è stata nel corso dei secoli: una città nata sulle paludi, impervia appunto, ma che da quello stallo sa rinascere proiettandosi verso un futuro radioso.

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E’ il Seicento il momento della rinascita perugina ed è a quel periodo che risale anche la diffusione in città della Satira e della antica maschera del Bartoccio. Una maschera che a Perugia è anch’essa storia, anch’essa ponte tra il prima e il dopo,tra l’agricoltore squattrinato del periodo pre-bonifiche e il nuovo stato di colono benestante. Il mezzadro arricchito, in forte stridore con la miseria della popolazione urbana, diviene ben presto oggetto di scherno e si vede rappresentato nella figura del Bartoccio: un omuncolo un po’ grezzo, in abito verde dal panciotto scarlatto, astuto e saggio, bonaccione e spregiuditao al tempo stesso, sempre accompagnato dalla moglie Rosa, giovane contadina ricoperta di appariscenti gioielli; un omuncolo dalla chiacchiera vivace, sempre pronto a dire la sua, incurante di punizioni provenienti dalle alte sfere.

Il Bartoccio è quindi il simbolo di una città, Perugia appunto, che risorge dalle sue paludi e comincia a splendere in tutta la sua ricchezza; una città che ha voglia di rivalsa e che non accetta più compromessi. Una città nuova, dunque. Una città che non ha paura. Il Bartoccio non usa però solo la lingua, scrive in rima e, in rima, denuncia tutte le scorrettezze e le mancanze della società in cui vive.

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In un tempo in cui la satira è vietata, in occasione del Carnevale, con il trascorrere degli anni, ai carri allegorici tradizionali cominciano ad affiancarsi i carri del Bartoccio dai quali, protetti dall’anonimato della maschera, il Bartoccio e sua moglie Rosa, distribuiscono pamphlet di rime-denuncia senza rischiare di incorrere in problemi di carattere giuridico.

In ricordo di quegli anni ed in onore di quella figura che tanto ha caratterizzato la storia della città, Perugia e la Società del Bartoccio ogni anno in occasione del Carnevale organizzano Le Giornate del Bartoccio che a mostre di pittura, letture poetiche, spettacoli di canzoni tradizionali e balli popolari, convegni e dibattiti, affiancano degustazioni di prodotti tipici locali, manifestazioni per bambini, laboratori di ogni genere e le classiche sfilate di carri allegorici.

Per tutte le info su giorni ed orari delle varie manifestazioni, consultate il sito ufficiale del Comune di Perugia.

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