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Mangiare in Valmarecchia alla Trattoria Galleria

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Questo articolo è stato aggiornato il Marzo 11, 2013

cappelletti in brodo

Son passati quasi due anni dall’ultima volta che mi son fermato alla Trattoria Galleria. A volte, quando si partiva per una sciata low cost all’Eremo Monte Carpegna, si era soliti al rientro fermarsi la sera per un cappelletto in brodo. Memore di ciò ho deciso di tornarci, ma a pranzo.

Il locale si chiama Galleria perché adiancente é presente la vecchia galleria della ferrovia che una volta collegava Rimini a Mercatino Marecchia, l’odierna Novafeltria in Valmarecchia. Ve ne parlerò.

Avendo come meta successiva la fortezza di San Leo, arriviamo presto. Essendo domenica avevo prenotato, ed ho fatto bene. Fortunatamente, forse sarà la telepatia, ci danno il tavolo nella salettina con il caminetto acceso dove, ed é una chicca di questa trattoria di campagna, ci son sempre due bottiglioni di vin brulè a scaldare. Cos’é il vin brulè? A seconda della zona può differire, ma sostanzialmente é vino rosso caldo a cui si aggiungono chiodi di garofano, qualche scorza di agrumi, zucchero ed altre spezie. Dopo un pò tutto il locale era pieno, anche perché è decisamente conosciuto, ed ora si é anche attrezzato con una parte esterna verandata per le fresche serate estive.

Il piano d’attacco prevedeva cappelletto in brodo e così é stato. Sebbene fossimo in due, e nostra figlia di due anni, la quantità era decisamente abbondante tanto da riempire il piatto ben tre volte. Poi chiediamo una porzione di tortelloni ricotta e spinaci su un letto di funghi, una porzione di coniglio in porchetta ed una di faraona con del gratin di contorno. Infine ciambella della casa, caffè ed un bicchiere (solo io) di vin brulè per digerire.

A parte la poesia del momento, una giornata bella, un locale alla buona ma ben contestualizzato nell’entroterra vallivo, questa volta non ho proprio mangiato bene nè speso il giusto. Era una giornata speciale, è vero, ma la prossima volta, dato che voglio riprovarci, gli dirò che il costo per il coperto una volta non lo metteva (specie se mangi su tovaglie di carta), che il caffè a 1,50 non é il massimo, che i funghi erano sott’olio e non freschi, e che i secondi erano appunto secondi. Si son salvati con il cappelletto in brodo, non proprio eccezionale, e con il tortellone, grazie alla pasta fatta in casa. Comunque é un locale da provare.

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Informazioni sull'autore
Nelle sue vene scorre anche sangue finlandese, pertanto quando si muove all’estero é come se fosse a casa sua. Riminese, ama profondamente il suo territorio e specialmente il suo entroterra. Appassionato di enogastronomia, é sempre alla ricerca di un evento, una sagra, un ristorante, un vino da poter raccontare. Dopo la laurea Inizia a scrivere come collaboratore di redazione per alcune testate giornalistiche. Oggi é un freelance.
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