Viterbo, cosa vedere nella Tuscia

Viterbo, cosa non perdere nella Tuscia

Viterbo, cosa non perdere nella Tuscia

Cosa vedere a Viterbo, alcuni consigli per passare un weekend low cost nella Tuscia, ma anche alcuni consigli sulle cose da non fare e non vedere nel Lazio.

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Viterbo nella Tuscia è una città storicamente importante dove soprattutto la presenza dei Papi in fuga da Roma (fra il 1257 e il 1281) ha lasciato segni e tracce artistiche importanti.

Ci sono stata in un lungo weekend di fine anno, caratterizzato dal freddo eccezionale a detta degli abitanti, ma intensissimo. Le temperature polari hanno certamente condizionato la mia visita, ma mi sento di darvi qualche dritta su cosa fare assolutamente – e su cosa potete invece anche evitare.

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Le Mura

La cinta muraria di Viterbo è intatta e di grande bellezza. Edificata in peperino, pietra locale che ricorre nelle statue e nelle fontane, non è tutta dello stesso periodo come si nota dalle numerose porte, alcune delle quali vennero chiuse per aprirne di nuove più adatte ai collegamenti. Entro le mura si snoda la città vecchia, con strade più o meno ampie lungo le quali passeggiare e perdersi, per arrivare in  piazze ornate da fontane come piazza del Gesù, vicoletti medievali oggi chiusi al traffico.

Piazza San Lorenzo

E`la piazza del Duomo, quella dove si erge la cattedrale e il Palazzo Papale con la loggia, forse la più celebre immagine di Viterbo, che è formata da arcate elegantissime e raffinate come pizzo. Questa piazza dal sapore medievale ospita i monumenti più famosi, la Cattedrale di San Lorenzo che è una chiesa romanica sobria e bellissima, con strepitosi capitelli a ogni colonna della navata centrale. Il Palazzo Papale si ammira anche da porta Faul, si erge sulla destra arroccato nei suoi numerosi ampliamenti.

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Santa Rosa

Non perdetevi la storia di questa giovane Santa, patrona ufficiosa di Viterbo, venerata da tutti e a cui è stata dedicata una grande chiesa dove il suo corpo riposa intatto (insomma, ora è mummificato) da molti secoli. La storia di Rosa giovanissima cristiana e attivista ai tempi di Federico II è molto commovente, morì a soli 18 anni già in odore di santità. Viterbo la festeggia il 3 settembre con il grande spettacolo della macchina di Santa Rosa, un “campanile” mobile, alto 28 metri, che completamente illuminato viene portato in processione da 100 uomini detti facchini. In cima alla macchina si trova la statua della santa che come ho detto non è ancora stata canonizzata ma vive nella devozione locale.

Villa Lante

A 4 chilometri da Viterbo, in un paese che si chiama Bagnaia in una bellissima campagna punteggiata da ulivi si trova Villa Lante. L’ingresso alla villa cosituisce una delle estremità del paese. Si tratta di un museo statale, l’ingresso è di 5 euro.

Villa Lante è cinquecentesca e più che di una villa si tratta di uno straordinario giardino artistico, sviluppato in verticale sul tema dell’acqua e affiancato da una zona boschiva “a selvatico”. Due edifici gemelli a forma di parallelepipedo e nemmeno della stessa epoca sono i due corpi della villa, attualmente non visitabili. Il parco è fatto di 6 fontane, dedicate a diversi personaggi e temi e ad acque diverse (acqua dolce e acqua di mare). Il filo conduttore è l’insegna del Cardinale Gambara, un gambero da cui sgorga l’acqua purissima delle fontane. La più scenografica è la fontana dei Mori, nel parterre, ma le invenzioni non mancano, come la tavola dei Papi, una fresca vena d’acqua che scorre in mezzo a un tavolo di pietra per conviti estivi, rinfrescati dal gorgoglio dell’acqua.   Villa Lante è un’oasi di bellezza ed eleganza, un luogo dove natura e arte si fondono meravigliosamente.

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Oltre alle cose da vedere e che vi consiglio in un weekend a Viterbo, ci sono anche quelle che invece non vi consiglio affatto, eccole qui.

Viterbo Sotteranea

Passando dalla caratteristica piazza della Morte per andare verso San Lorenzo troverete un ufficio informazioni – negozio che vende il tour di Viterbo sotterranea. L’esperienza viene dipinta come allettante, il prezzo è di €4 a testa, ma secondo me non li vale (soprattutto se paragonato a Villa Lante); il percorso è brevissimo, passa per qualche galleria trasformata in cantina, dove sono stai messi oggetti per ricostruire l’uso di questi tunnel nei secoli passati, in modo un po’ fantasioso. Alla fine la degustazione di prodotti è solo l’escamotage per cercare di vendere quello che il negozio ha in esposizione.

Terme dei Papi

Beh, a questo proposito so che mi attirerò gli strali di mezza Italia. Le terme a Viterbo sono famosissime, la fonte è antica (come dice il nome) e ha anche una variante free e aperta a tutti nel Parco del Bullicame. Io ho trovato il Bullicame chiuso, così sono andata allo stabilmento Terme dei Papi, acqua sulfurea che sgorga a 58°.
Per 18 euro (prezzo nel week end o giorni di festa) penso che i servizi dovrebbero essere un bel po’ migliori: spogliatoi piccoli e senza il minimo comfort, nessuna panca per appoggiarsi con piumini, stivali, cappelli, tutto in mano con evidente disagio. 8 docce per le donne. 5 asciugacapelli.

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La vasca esterna poi è enorme ma molto, molto vecchia, non si può sedere comodamente nè appoggiare la testa, e con il freddo che faceva era necessario stare tutti nell’acqua, che è bassa, in posizione molto scomoda. Immagino che nella bella stagione e con tutto lo spazio fuori sul piano vasca la situazione sia diversa e più rilassante. Ma ora  in inverno (quando sono andata io erano 2 gradi e soffiava un vento gelido) o stavi nell’acqua o te ne andavi. Niente spazi per rilassarsi in tranquillità. Insomma, ampi spazi di miglioramento sono possibili e auspicabili.

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