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Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna

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Questo articolo è stato aggiornato il Giugno 16, 2015

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Dopo avervi parlato della Basilica di San Vitale e dei suoi incredibili mosaici non posso non scrivere della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, un altro luogo legato all’arte musiva ravennate. Anche questa Chiesa rientra tra i luoghi patrimonio UNESCO ed è di sicuro una delle tappe imperdibili durante una visita alla città.

Ci troviamo in pieno centro cittadino, vicini alla Stazione Ferroviaria, in Via Di Roma 52. L’edificio nasce come Chiesa palatina di culto ariano: Teodorico infatti la fa costruire a inizio VI secolo, accanto al suo palazzo. La storia di questo luogo è strettamente legata alle vicende cittadine, infatti solo alcune decide d’anni dopo la sua edificazione, con la conquista di Ravenna da parte dei bizantini,  diviene di proprietà della Chiesa cattolica e consacrata a San Martino di Tours: questo passaggio è fortemente evidente nelle opere che si trovano al suo interno, modificate per eliminare le testimonianze della sua natura originaria.  Il nome attuale risale al IX secolo circa quando la tradizione vuole che le reliquie di Sant’Apollinare, primo martire e vescovo di Ravenna, siano state trasferite qui da Sant’Apollinare in Classe, appena fuori dalla città.

Già a prima vista, guardandola dal piazzale antistante, si intuisce quanto questa Chiesa abbia una personalità particolare ed importante: il portico bianco e il campanile cilindrico in pietra a vista attirano l’occhio e la curiosità invitando all’ingresso.

L’interno della Basilica è ampio, luminoso e di grande respiro; sopra al colonnato, ai lati della navata centrale, si nota subito il fulcro di questo luogo: un ciclo musivo a tre registri che percorre tutta la lunghezza dell’edificio, fino all’abside. La parte superiore è costituita da 26 scene del Nuovo Testamento, nelle fasce mediane sono raffigurate le tredici passioni e i tredici miracoli, sotto ancora da un lato una processione di Sante e dall’altro un corteo di Santi. Questi capolavori testimoniano sia i cambiamenti storico-politici legati a Ravenna, sia pure le evoluzioni di questa tecnica artistica, lasciando senza parole ogni visitatore per l’imponenza e il dettaglio dell’opera.

Anche qui, come in San Vitale, si può accedere con il biglietto cumulativo “I mosaici di Ravenna”  che include oltre a questi due luoghi anche il Battistero Neoniano, il Mausoleo di Galla Placidia e il Museo Arcivescovile al prezzo totale di €9,50 ( €8,50 per il ridotto) con validità di una settimana; chi acquista il biglietto nel periodo di alta stagione tra l’1/03 e il 15/06 dovrà aggiungere 2€ per visitare il Mausoleo di Galla Placidia. Gli orari della Basilica variano a seconda del periodo dell’anno, per cui è bene controllare prima di andare sul posto, generalmente l’apertura è tra le 9.00 e le 10.00 della mattina mentre la chiusura per le 17.30, tranne che in estate, quando è un ora e mezza dopo.

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Informazioni sull'autore
Cremonese d’origine ma col cuore tra l’Emilia e Venezia. Dopo due anni in Laguna e una laurea in Turismo ora è alla ricerca della sua strada per il prossimo futuro. Sempre in moto per cercare nuovi stimoli, occasioni e novità, incapace di rimanere ferma e inattiva. Pendolare da una vita ama i viaggi in treno “nonostante tutto”, ha una strana fissazione per i Balcani ed è affascinata dal web e dalle sue potenzialità ma anche da tematiche come il turismo rurale, le tradizioni e l’enogastronomia.
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