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Cosa vedere a Portogruaro

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Un itinerario per le vie di Portugaro, per sapere cosa vedere di più importante per non perdersi nulla nella bella città veneta.

Lemene

Ero già stata a Portogruaro, ma di passaggio, questa volta invece ho avuto la possibilità di dedicare più tempo a questa piccola cittadina, accompagnata da persone che la vivono quotidianamente per scoprirne le bellezze.

Molti (ed io fino a non molto tempo fa ero tra questi) probabilmente non sanno che Portogruaro si trova nel Veneto Orientale, a poche decine di km da Venezia e vicina alle spiagge di Bibione e Caorle e che è una cittadina con tanta storia alle spalle, che stupisce per gli angoli di tranquillità che sa regalare.

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Nel Medioevo per accedere alla città si dovevano attraversare le mura che proteggevano l’abitato, ora sono rimaste solo tre delle antiche porte, che si attraversano per dirigersi in centro: Porta S. Agnese, S. Gottardo e S. Giovanni con una piccolissima parte delle mura originarie.

Quasi ogni strada è costeggiata da portici, che soprattutto in via Martiri della Libertà aprono scorci sulle pareti dei palazzi vicini, mostrando bellissime finestre in stile veneziano e gotico rinascimentale a dimostrazione di quanto Portogruaro sia stata influenzata dalla Serenissima nella sua storia e nella sua architettura.

Arrivati a piazza della Repubblica non si può non notare l’eleganza e la bellezza del palazzo che ospita il municipio: un edificio trecentesco in stile gotico con una facciata in pietra a vista e la parte superiore decorata da merlature così belle che sembrano ricami; al suo interno sono visibili anche alcune delle opere dell’artista Luigi Russolo, originario di Portogruaro e uno dei padri del Manifesto Futurista.

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Dalla piazza in pochi passi si arriva alla riva del Lemene, il fiume che attraversa la cittadina e regala alcuni degli scorci più suggestivi e romantici, come quello che si apre qui, giusto dietro il palazzo comunale: uno specchio d’acqua con anatre e cigni che si lasciano scivolare placidi davanti alla Pescheria, accanto i due bei mulini del XIII secolo, restaurati e attrezzati come luoghi di esposizione d’arte contemporanea.

Attraversando il Ponte Sant’Andrea, alle spalle dei mulini, si arriva all’altra sponda del Lemene, che si può costeggiare nel verde, fino a giungere al Museo Nazionale Concordiese. La collezione conservata in questo edificio è composta in particolare da reperti romani e paleocristiani provenienti dagli scavi archeologici di Concordia Sagittaria svolti a fine ‘800. Si può considerare uno dei musei più antichi d’Italia, di certo il primo in Veneto, inaugurato nel 1888 in una struttura con le caratteristiche di una basilica paleocristiana a tre navate.

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Poco distante si trova anche un altro edificio di grande importanza: il Collegio Marconi, oggi sede della scuola media e polo universitario. Accedendovi ci si trova subito nel chiostro, sotto un imponente porticato dove è anche situata la piccola e suggestiva Chiesa dei SS. Luigi e Cristoforo, la più antica della città, la cui edificazione si colloca prima dell’Anno Mille.

Tornando indietro su via del Seminario si raggiunge l’elegante Villa Comunale, che si riconosce subito per il portico e il loggione affacciati sulla strada, proprio dietro a questo edificio si estende il Parco della Pace (ex Parco Marzotto) un tempo giardino privato della villa, ampio angolo di verde e tranquillità nel cuore della cittadina.

Museo Nazionale Concordiese
via del Seminario 26, Portogruaro
Orari: tutti i giorni 9.30 – 19
Biglietti: 3€ intero, 1,50€ Ridotto, gratis per minori e maggiori di 65 anni

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Informazioni sull'autore
Cremonese d’origine ma col cuore tra l’Emilia e Venezia. Dopo due anni in Laguna e una laurea in Turismo ora è alla ricerca della sua strada per il prossimo futuro. Sempre in moto per cercare nuovi stimoli, occasioni e novità, incapace di rimanere ferma e inattiva. Pendolare da una vita ama i viaggi in treno “nonostante tutto”, ha una strana fissazione per i Balcani ed è affascinata dal web e dalle sue potenzialità ma anche da tematiche come il turismo rurale, le tradizioni e l’enogastronomia.
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