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Sulla strada del Gewurtztraminer in Alto Adige

2 minuti di lettura

Questo articolo è stato aggiornato il Gennaio 28, 2014

In una toccata e fuga in Trentino, mi sono trovata per caso a percorrere la Strada dei vini dell’Alto Adige, che attraversa distese di vigne nella valle dell’Adige, poco più a sud di Bolzano. Il percorso è ben segnalato da cartelli esplicativi e passa da paesini minuscoli irresistibili proprio per la loro autenticità.

Quando penso a un paese di montagna, mi vengono in mente una chiesa con un tetto aguzzo, strade strette e tortuose, un bar che diventa il punto di ritrovo per la popolazione e un bel panorama sulla valle sottostante: ho appena descritto Tramin/Termeno, il fulcro della eno-via. Qui viene prodotto il Gewurtztraminer, il vino bianco e pregiato, vanto dell’Alto Adige, a cui è dedicato il Museo Locale, aperto da Pasqua a ottobre. Qui è raccontata la storia della zona attraverso strumenti da lavoro agricoli, attrezzi in uso in viticoltura, costumi locali e maschere del tradizionale Carnevale pagano.

E’del 2010 la fantastica cantina realizzata dall’architetto Werner Tscholl, diventata un segno distintivo di Tramin grazie alla particolarissima forma dell’edificio, che vuole ricreare una vite. Gli appuntamenti per visitarla o partecipare a degustazioni o feste sono davvero tanti, ma di solito iniziano con la bella stagione, da maggio in avanti: il sito della Weinstrasse è sempre aggiornato.

Alloggiavo ad Ora/Auer, che però non consiglio per gli amanti della tradizione montana: è un paesotto tranquillo e ben collegato con la pista ciclabile del fiume Adige. La strada principale non è molto caratteristica e gli edifici sono abbastanza moderni. Siamo partiti in macchina da qui per raggiungere Tramin e poi Cortaccia/Kurtatsch, sede del celebre ristorante Schwarz Adler, cantina storica che mette insieme il nuovo e il tradizionale.

Il recente restauro dell’edificio ha permesso di recuperare le parti storiche e aggiungere tocchi di modernità, rendendo l’ambiente particolare ed elegante. Anche il menù mantiene questo spirito: piatti di pesce e carne, soprattutto alla griglia, partono dalla cucina locale ma sono influenzati dalla creatività dello chef. Non siamo riusciti a mangiarvi perchè era tutto pieno: oltre alla notorietà, lo Schwarz Adler gode anche del fatto di essere una delle poche osterie aperte in tutto la zona in bassa stagione. Quando è difficile trovare un posto aperto per la cena, come in questo periodo, conviene infatti prenotare.

Il nostro tour si è concluso ad Egna/Neumarkt, un delizioso borgo medievale, in cui si passeggia sotto portici a volta che attraversano il centro storico. Oltre alla imponente chiesa gotica di San Niccolò, il paesino offre ai turisti diverse possibilità di ristoro e divertimenti: tra minuscoli bar e enoteche alla moda, spunta anche un cinema- teatro con un calendario ricco e adatto anche alle preferenze più raffinate.

Nella piazza principale, anche un Centro Informazioni, dove raccogliere materiale per le escursioni da fare nei dintorni. Le possibilità sono davvero molte: nelle vicinanze ci sono comprensori sciistici per gli amanti degli sport invernali, la pista ciclabile è vasta e adatta a non professionisti, gli appuntamenti enogastronomici non mancano e le testimonianze del passato sono disseminate tra le montagne e le vicine cittadine di Trento e Bolzano.

Foto di Tomislav Medak

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Informazioni sull'autore
Valentina 28 anni, abita a Prato ma solo per dormire. Il resto del tempo lo passa in giro tra Toscana ed Emilia Romagna. Educatrice di asilo nido durante la settimana, viaggiatrice nel week end. In inverno treni e libri sono i gli inseparabili compagni di viaggio; d’estate i piedi rimangono il suo mezzo di trasporto preferito.
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