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Sète, sulla Linguadoca 12 km di spiaggia libera

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Quello che all’istante mi ha fatto innamorare è stata la spiaggia. 12 infiniti chilometri di spiaggia libera, sabbiosa, dorata, battuta da un vento implacabile sullo stesso Mediterraneo sul quale, noi della costa sud, ci tuffiamo boccheggiando dal caldo. Questa spiaggia non è stata chiusa né lottizzata in stabilimenti, è ancora lì, stretta fra la duna e la strada, aperta a tutti e allo stesso tempo racchiusa fra il mare e l’Etang de Thau. Parcheggi ugualmente infiniti permettono ai bagnanti di accedervi, ma vi avviso, senza qualcosa che vi ripari dal vento sdraiarvi a prendere il sole sarà quanto meno fastidioso.

La città dove questa immensa spiaggia termina, facendosi meno selvaggia e più ordinata è Sète, una città marinara della Linguadoca francese, tutta da scoprire. Sète non è antichissima, è nata nella seconda metà del Seicento allo stesso tempo della creazione del Canal du Midi, il canale navigabile che attraversa il sud e che proprio nell’Etang si getta. Si è estesa su un promontorio tutto lanciato verso il mare e solo una piccola lingua di terra la tiene attaccata alla terraferma. Sète è attraversata da canali, qualcuno ampio e solenne, qualcuno più stretto, ma su tutti affacciano begli edifici, ci sono negozi e ristorantini, molta vita; se questo vi fa pensare a Venezia, sì, la chiamano a volte anche così, ma le somiglianze finiscono qui. Fin dalla sua fondazione Sète ha esercitato attrazione sui popoli vicini e si è trasformata in una città mediterranea e multietnica, dove si incontrano persone di origine italiana e nord africana.

Io la trovo affascinante ogni volta che ci ritorno, soprattutto perché ha due anime, nessuna delle due prevalente. Verso il mare è marittima al 100%, con una imponente Corniche, un grande porto, buona cucina fatta di piatti tipicamente marini. La specialità del luogo, che viene venduta in tante botteghe è la tielle, una torta salata di polpo e salsa di pomodoro, piccante ma deliziosa. Per il resto potrete mangiare cozze, ostriche, ma anche la macaronade, servita con salsicce e carne di maiale.

L’altro lato di Sète è l’Etang, un grande specchio di origine paludosa, con uccelli acquatici, pescatori ma anche aziende vinicole in abbondanza che producono un favoloso muscat. Da questa parte l’ambiente è agricolo, così che muovendosi sui due lati della zona si ha una percezione completamente diversa dell’ambiente. Sète è anche estremamente vivace, perché è una città abitata e vissuta, non solo un luogo di vacanza.

D’estate le attività si intensificano e ci sono festival musicali da giugno a settembre, di ottimo livello. Se ci capitate in agosto vivrete la frenesia della Saint Louis, la festa dedicata al patrono della città (San Luigi, 25 agosto), ma che dura sei giorni.  Quest’anno l’edizione nr. 272 (ve l’ho detto che è una tradizione) si svolge dal 21 al 26 agosto. Delle gradinate vengono montate sul Canal Royal per permettere al pubblico di ammirare le squadre cittadine che si fronteggiano in tornei a bordo di apposite imbarcazioni. Sulle due barche ci si sfida con una lunga pertica e lo scopo è buttar nell’acqua l’avversario, gli scontri sono numerosi, molto sentiti dalla popolazione locale e ammiratissimi dai turisti.

La Saint Louis è anche l’occasione per allestire mostre ed eventi collaterali che dal Canal Royal si diramano in tutta la città.

Per quanto riguarda un alloggio, camper e pulmini attrezzati si affollano nei parcheggi retrostanti la spiaggia, senza che nessuno li allontani: 12 chilometri di campeggio libero! Io però ho trovato ospitalità in un camping à la ferme, lato Etang de Thau. In alta stagione può essere difficile trovare una camera.

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Per Francesca le vacanze sono sempre e solo viaggi, c’è tanto da vedere! Adora conoscere luoghi, parlare altre lingue, assaggiare i piatti del posto: cosa c’è di più bello? La bellezza la circonda sempre perché vive a Firenze e la Toscana è una grande regione che condividerà con voi.
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