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Come si vive a New York, la mia esperienza

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Scegliere New York per una vacanza è una delle cose più belle che si possa fare, una delle migliori mete che si possa scegliere. New York però come tutte le grandi mete, c’è a chi piace e c’è chi la detesta. New York è una città che ami oppure odi ma se la ami la prima volta la amerai per sempre. È come una droga che entra nelle vene, una volta che è entrata non può più uscire anche se te ne vuoi disintossicare.

New York è quella città che ti fa avere voglia di vivere, quella città che ti fa avere voglia di lottare, essere forte e svegliarti ogni mattina in anticipo rispetto al suono della sveglia. New York è quella città che ha tutto, dove le persone sono tutte uguali dove il razzismo non esiste più, dove l’integrazione è all’ordine del giorno, dove bianchi, neri, cinesi e indiani vivono porta a porta e si sposano tra di loro, dove cenerentola trova e sposa il principe azzurro, dove le possibilità esistono davvero.

New York è una città dove chi merita ottiene, ma allo stesso tempo certo è che per ottenere e meritare devi darti da fare e non poco. New York è una città carissima, tra le spese l’affitto (il più caro al mondo),le bollette, il telefono, la metrocard, l’assicurazione sanitaria, il cibo… Se dicessi che mi sono resa la vita facile quando ho deciso di trasferirmi a New York direi una bugia immensa, ma ogni giorno che passo qua, ogni giorno che mi sveglio qua mi sento viva, viva come non sono mai stata.

L’energia che si respira qua io non l’ho mai respirata altrove.
C’è chi dice che trova la gente in metropolitana triste, io non le vedo tristi se mai le vedo stanche, stancate da una dura settimana di lavoro che in metropolitana trovano il tempo per leggere, truccarsi o ascoltare la musica, vedo facce che si danno da fare mettendoci tutto l’impegno possibile.

Si dice che New York sia la città per diventare qualcuno. Il sogno americano esiste ancora, tutto è possibile ma non ci sono sconti per nessuno. Il buonismo non si addice a questo posto, è una città alla fine crudele sul piano lavorativo. Puoi essere amica di un’amica ma se si concorre per lo stesso colloquio sarà guerra aperta.

La leggenda metropolitana che se succede qualcosa ti lasciano morire per strada non è vera. A New York un aiuto te lo danno sempre, c’è tanta solidarietà e le persone non sono cattive, solo pensano a loro stesse, nessuno qua ti dirà dolci cose davanti per pugnalarti alle spalle, qua se ti devono pugnalare te lo fanno davanti.

Sarà perché sono cresciuta sognando New York, sarà perché ho impiegato gli anni di università per raggiungere questo obiettivo, io mi sento americana nel cuore, mi sento vicina a questo popolo e molto simile a loro.

Andando sul particolare, immigrare qua è difficilissimo, non è come spostarsi in europa dove vai e cerchi lavoro. Qua puoi venire con un visto turistico che vale 3 mesi e non ti permette di lavorare. Per immigrare qua e lavorare legalmente fornitevi di santa pazienza, tempo, una laurea sarebbe un punto a vostro favore, soldi e un buon avvocato con cui comincerete una pratica. Tutto questo dopo che avrete trovato uno sponsor che dirà che vi assume perché siete indispensabili per la propria azienda.

Ovviamente non si parla di lavori come babysitter con cui potreste richiedere un visto per essere una ragazza alla pari, o cameri che da limitate chance di ottenere un visto.
Preparatevi ad aspettare mesi in attesa di risposte, mesi dove non avete idea di cosa succederà.
Un modo più semplice per stare qui ma che comunque non vi permette di lavorare è venire per studiare, che sia inglese o che sia un’università vera e propria vi permetterà di stare qua è chissà magari mostrare le proprie capacità e trovare uno sponsor.

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Informazioni sull'autore
23 anni, scorpione, nasce a Pietrasanta. Città troppo stretta per lei che sente l’esigenza di vedere il mondo. Studia lingue per essere più pratica nei viaggi per poi proseguirenel campo della moda. Quale scusa migliore se non viaggiare per prendere ispirazione nelle capitali europee? Viaggia in lungo e in largo fino a che non si stabilizza a New York City. Il sogno nel cassetto di una vita che diventa realtà e che ci racconterà esperienza dopo esperienza.
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