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Mini guida, quattro notti in Friuli Venezia Giulia

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Questo articolo è stato aggiornato il Marzo 15, 2013

Museo Revoltella

Un’amica mi ha chiesto una bozza di itinerario in Friuli Venezia Giulia per alcuni giorni. Ne ho pianificato uno di quattro notti che, a questo punto, desidero condividere con voi tutti. L’itinerario è opinabile, certo, però intende compiere una rudimentale selezione che possa essere utile a coloro che compiono per la prima volta un piccolo tour in questa regione di frontiera. Sottolineo che l’itinerario privilegia l’aspetto storico-artistico, rispetto a quello naturalistico.

Solitamente, preferisco scandire il tempo a disposizione in notti, anziché i classici “giorni”, perché trovo quest’ultima categoria alquanto interpretabile (non si capisce mai quanto tempo si abbia nel primo e nell’ultimo giorno). Suggerisco dunque di suddividere le quattro notti equamente, tra Udine e Trieste (due più due).
A Trieste, in particolare, segnalo un indirizzo in cui dormire, L’Albero Nascosto (non propriamente low cost, però meritevole e unico nel suo genere). Considerato il tempo limitato, è necessario compiere delle scelte: consiglio di vedere Udine (Palazzo Patriarcale con le Gallerie del Tiepolo, Duomo, Chiesa della Purità) nell’arco di un pomeriggio e di una serata (immancabile il rito del tajut, il bicchiere di vino in compagnia): il fascino veneziano e l’eleganza di questa città vi sorprenderanno. Nei dintorni di Udine, non mancate di visitare la sontuosa Villa Manin a Passariano di Codroipo (che nel 1797 ospitò Napoleone Bonaparte e le sue truppe e che fu sede, nel medesimo anno, del Trattato di Campoformio) e alla longobarda Cividale del Friuli.
Lungo la strada tra Udine e Trieste (tra andata e ritorno) non deve mancare una visita alla città-fortezza di Palmanova (dalla pianta a stella, ottimamente preservata), ad Aquileia e ai suoi mosaici, alla lagunare Grado e, se la luce lo consente, alla Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo. A Trieste (fermatevi una giornata e mezzo, con arrivo in serata) è d’obbligo una visita al suggestivo Castello di Miramare e alle sue reminiscenze asburgiche, al magnifico Duomo, al Museo Revoltella (molto valida la sistemazione ad opera di Carlo Scarpa), ai caffé letterari (il Caffè Tommaseo è uno dei più caratteristici, ma c’è l’imbarazzo della scelta) che punteggiano il centro storico (seguendo le orme di Svevo, Joyce e Saba, solo per citarne alcuni) e, se rimane tempo e una buona dose di buon umore, la Risiera di San Sabba (che dopo l’8 settembre del ’43 divenne campo di prigionia e pure ospitò forni crematori).
Consigli: a pensarci bene, visitate San Sabba per primo, così da non salutare Trieste con l’amaro in bocca; visitate Miramare in entrata o in uscita dalla città, data la sua collocazione e l’abbondante (pressoché perenne) flusso di turisti. Consiglio di visitare il Friuli Venezia Giulia in Primavera inoltrata, stagione che prediligo per le mete “asburgiche”. Buon viaggio.
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Informazioni sull'autore
Giramondo per passione, ama organizzare viaggi in fai-da-te e scrivere. In particolare, ama inventare "viaggi a tema", che compie insieme al (rassegnato) marito. Tra le varie mete, confessa di avere un debole per l'Asia: questo non significa però che non andrebbe in tutto il resto del mondo. Anche contemporaneamente, se potesse.
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