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Mini guida, quattro notti in Friuli Venezia Giulia

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Museo Revoltella

Un’amica mi ha chiesto una bozza di itinerario in Friuli Venezia Giulia per alcuni giorni. Ne ho pianificato uno di quattro notti che, a questo punto, desidero condividere con voi tutti. L’itinerario è opinabile, certo, però intende compiere una rudimentale selezione che possa essere utile a coloro che compiono per la prima volta un piccolo tour in questa regione di frontiera. Sottolineo che l’itinerario privilegia l’aspetto storico-artistico, rispetto a quello naturalistico.

Solitamente, preferisco scandire il tempo a disposizione in notti, anziché i classici “giorni”, perché trovo quest’ultima categoria alquanto interpretabile (non si capisce mai quanto tempo si abbia nel primo e nell’ultimo giorno). Suggerisco dunque di suddividere le quattro notti equamente, tra Udine e Trieste (due più due).
A Trieste, in particolare, segnalo un indirizzo in cui dormire, L’Albero Nascosto (non propriamente low cost, però meritevole e unico nel suo genere). Considerato il tempo limitato, è necessario compiere delle scelte: consiglio di vedere Udine (Palazzo Patriarcale con le Gallerie del Tiepolo, Duomo, Chiesa della Purità) nell’arco di un pomeriggio e di una serata (immancabile il rito del tajut, il bicchiere di vino in compagnia): il fascino veneziano e l’eleganza di questa città vi sorprenderanno. Nei dintorni di Udine, non mancate di visitare la sontuosa Villa Manin a Passariano di Codroipo (che nel 1797 ospitò Napoleone Bonaparte e le sue truppe e che fu sede, nel medesimo anno, del Trattato di Campoformio) e alla longobarda Cividale del Friuli.
Lungo la strada tra Udine e Trieste (tra andata e ritorno) non deve mancare una visita alla città-fortezza di Palmanova (dalla pianta a stella, ottimamente preservata), ad Aquileia e ai suoi mosaici, alla lagunare Grado e, se la luce lo consente, alla Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo. A Trieste (fermatevi una giornata e mezzo, con arrivo in serata) è d’obbligo una visita al suggestivo Castello di Miramare e alle sue reminiscenze asburgiche, al magnifico Duomo, al Museo Revoltella (molto valida la sistemazione ad opera di Carlo Scarpa), ai caffé letterari (il Caffè Tommaseo è uno dei più caratteristici, ma c’è l’imbarazzo della scelta) che punteggiano il centro storico (seguendo le orme di Svevo, Joyce e Saba, solo per citarne alcuni) e, se rimane tempo e una buona dose di buon umore, la Risiera di San Sabba (che dopo l’8 settembre del ’43 divenne campo di prigionia e pure ospitò forni crematori).
Consigli: a pensarci bene, visitate San Sabba per primo, così da non salutare Trieste con l’amaro in bocca; visitate Miramare in entrata o in uscita dalla città, data la sua collocazione e l’abbondante (pressoché perenne) flusso di turisti. Consiglio di visitare il Friuli Venezia Giulia in Primavera inoltrata, stagione che prediligo per le mete “asburgiche”. Buon viaggio.
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Informazioni sull'autore
Giramondo per passione, ama organizzare viaggi in fai-da-te e scrivere. In particolare, ama inventare "viaggi a tema", che compie insieme al (rassegnato) marito. Tra le varie mete, confessa di avere un debole per l'Asia: questo non significa però che non andrebbe in tutto il resto del mondo. Anche contemporaneamente, se potesse.
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