Giordania, la Riserva Naturale di Dana - Viaggi Low Cost

Giordania, la Riserva Naturale di Dana

Giordania, la Riserva Naturale di Dana

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Sono partita per la Giordania vagheggiando soprattutto Petra ma la vera sorpresa è stata la Riserva Naturale di Dana. Questa come altre riserve naturali del paese fa parte di un programma di turismo consapevole e sostenibile, che rispetta la natura e coinvolge attivamente le popolazioni locali.

La Riserva di Dana si trova a nord di Petra, nel Governatorato di Tafila. E’ un’area molto vasta, che prende il nome dal villaggio di Dana, un agglomerato di case di orgine ottomana che dopo un periodo di abbandono è stato recuperato nelle sue architetture tradizionali. A Dana si trova il centro visite, con spiegazione della flora e della fauna locale, della formazione degli straordinari paesaggi e dove si può decidere quale escursione fare. Le escursioni variano come il paesaggio, si va infatti dalla catena di montagne della Rift Valley ai paesaggi desertici del Wadi Araba.

Il trekking che ho scelto, insieme a un gruppo di persone, era quello del Wadi Ghwayr. Si tratta di un percorso impegnativo in un canyon scavato da un fiume, la cui portata varia a seconda delle stagioni. Il percorso si può fare solo con le guide, che sono persone delle comunità beduine della zona appositamente formate e che parlano correttamente inglese. Fino al giorno prima non è possibile essere certi della partenza perché la zona è soggetta a “flash floods“, piene improvvise di pioggia, anche caduta molto distante, che riempie il letto del fiume e può risultare fatale fra le strette pareti del canyon.

Il percorso è una esperienza di conoscenza dell’ambiente affascinante, dove la guida spiega tutto, dalla conformazione delle rocce (principalmente arenaria, in tante sfumature di colore), alla natura delle piante e l’uso che le tribù beduine ne fanno da tempi immemorabili.  Certi aneddoti rasentano la magia ma sono comunque estremamente interessanti. Si trovano orme fresche di animali (sciacalli, muli) e si cammina sempre nell’acqua, che è fresca ma non fredda come i nostri torrenti di montagna.  Il canyon in certi punti è stretto, le pareti alte 40 metri lasciano poco spazio alla luce; in altri punti si apre e lungo le pareti   si vedono attaccate con forza tante palme.

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La primavera è la stagione migliore perché la temperatura non è troppo alta, una volta abbandonato il canyon il paesaggio si fa brullo e sassoso, è il momento in cui si vedono più piante – anche fiorite, oleandri, ginestre bianche, albero di jojoba. Dopo la lunga giornata si trova accoglienza al Feynan Ecolodge (www.feynan.com)  e qui le sorprese ricominciano. Ci sono vari ecolodge nelle riserve naturali giordane,  strutture ricettive ecostenibili, con pannelli solari, risparmio di luce e soprattutto personale e cibo locale.

SAMSUNG CAMERA PICTURESIl Feynan si trova in un enorme spazio di deserto pietroso, circondato da montagne dove gli unici vicini sono i beduini, che vivono in tende isolate. L’edificio di pietra ha un gradevole cortile interno, spazi comuni con wifi e camere arredate con pochi fronzoli. La luce elettrica c’è solo nelle zone di servizio, altrimenti si usano candele, sia nelle camere che a tavola che nel salotto comune. La cena – vegetariana- e la colazione è fatta solo di deliziosi prodotti locali, che sono forniti dai beduini che hanno la possibilità di sostenersi; donne che fanno e vendono il pane, i latticini e la verdura, oltre che le candele per illuminare l’oscurità.   L’acqua è mantenuta fresca in giare di terracotta, la sera dopo cena si sta nel salotto a chiacchierare con gli ospiti, in un’atmosfera da casa dello studente, oppure si sale sul tetto piatto dell’edificio dove lo spettacolo unico è il cielo trapunto di stelle.

La mezza pensione al Feynan costa 60 JD a testa circa; presso l’Ecolodge si prenotano anche le escursioni con le guide locali e i transfer con i beduini muniti di 4×4 verso Dana Village o comunque il luogo dove si è lasciata la propria auto.
A proposito di guide locali: sono persone preparate e desiderose di far conoscere la propria cultura ai turisti, sono aperti allo scambio e alla conoscenza reciproca e se ci entrate in sintonia ci scapperà anche l’invito nella tenda beduina, dove veramente vivono – non a uso dei turisti – per un tè alla menta bollente, dolce e profumato.

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