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Fari, scogliere e verde nella Bretagna di Alice

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Sono stata in Bretagna la prima volta nel febbraio 2003, quando al liceo abbiamo fatto uno scambio con una classe francese. La città prescelta era Brest, nella regione del Finistère (che prende il nome da Finis Terrae, la fine della terra) ma avevamo girato abbastanza la zona e l’entroterra e questo è bastato per innamorarmi di quei paesaggi meravigliosi e dei Bretoni, un popolo tanto allegro e pronto a far festa quanto testardo e allergico alle imposizioni e alle regole.

Sono poi tornata in Bretagna qualche anno più tardi, in estate, per un viaggio di due settimane in macchina. La Bretagna è particolarmente adatta per girare in auto, perché la rete stradale collega in maniera ottimale i vari punti d’interesse della regione e, in più, è completamente gratuita grazie alla testardaggine dei cittadini Bretoni che non hanno mai accettato l’imposizione di pedaggi stradali da parte del governo centrale di Parigi.

La Bretagna è la patria dei fari, delle scogliere, dei Menhir e dei Dolmen(le grandi pietre preistoriche allineate in campi sparsi per la regione): sono terre particolarmente affascinanti, piene di storia, di leggende e di paesaggi mozzafiato. E’ ideale da girare liberamente facendo tappa nelle diverse località.

Io ho scelto il bed and breakfast come soluzione: in Bratagna sono numerosissimi e permettono di spendere poco, spesso con una qualità molto alta. Inoltre, pernottando in casa, si ha la possibilità di conoscere gente del luogo e di esplorare zone altrimenti poco conosciute (quasi tutti i b&b in cui ho dormito erano in campagna). Prima di partire ne avevo selezionati alcuni da internet, prenotando via mail e devo dire che non sono mai rimasta delusa.

In particolare consiglio il Relais Ty Er Berre, una casa di campagna gestita da una coppia di signori simpaticissimi, in un paesino del Morbihan sperduto nella campagna. Colazione da re. Vicino c’è anche un cimitero bretone molto suggestivo. Un altro bed and breakfast che consiglierei è il Les Colombages a Morlaix. Non è particolarmente low cost (comunque, sempre meno caro di un hotel) ma è talmente suggestivo e romantico che vale la pena anche solo passarci davanti.

Per quanto riguarda il cibo non ho alcun dubbio: la Bretagna è la patria delle crepes, che non sono morbide come nel resto della Francia, bensì croccanti, come una cialda leggera. Un piatto buonissimo e soprattutto economico. La Bretagna è piena di creperies a tutti gli angoli ma io ne consiglio due in particolare: la Creperie Au coin tranquille a Quistinic e la Creperie Ar Bilig a Morlaix (Rue au Fil, 6). Stupende. Un po’ meno facile trovare qualcosa di accessibile nella zona (in realtà già Normandia) di Mont Saint Michel – Saint Malo: troppo turistiche e sfruttatissime.

Anche culturalmente la Bretagna è una regione low cost: chiunque la voglia girare, dal Finistère  al Morbihan alle Cotes-d’Armor può avere la certezza di imbattersi casualmente da solo in uno dei tantissimi siti megalitici (a Carnac c’è uno dei più grandi allineamenti di Menhir al mondo), in una delle famose abazie o nei suggestivi enclos, le chiesette di granito composte da un ossario e un calvario: molto macabre.

Per chi volesse evitare di approfondire il culto Bretone, i paesaggi, le scogliere e i fari lungo la costa non sono certamente meno affascinanti. Un  difetto della Bretagna? Il clima: d’inverno freddo, ventosissimo e piovoso; d’estate più caldo ma certamente non meno variabile.

Portate l’ombrello e scordatevi il bagno in mare (a meno che non siate coraggiosi). Anche per il clima, forse, i bretoni sono grandi bevitori e le serate nei pub e nelle osterie sono sempre molto animate: se volete fare festa non vi mancherà certo l’occasione.

Guest post di Alice Brignani

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