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Baja California: 5 tappe off road

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E’ ormai autunno inoltrato, e già sopraggiunge la nostalgia di luoghi esotici, spiagge deserte, scorribande in fuoristrada su lande desolate e cibi dai gusti speziati. Se anche per voi è così, allora è il momento perfetto per la fuga di mezza stagione.

E quale luogo più avventuroso, poco battuto ed esotico potrei mai consigliarvi se non la Bassa California: un viaggio davvero unico ed imprevedibile. La stagione è quella ideale: da maggio ad ottobre è il periodo migliore per visitarla, e troverete anche dei voli più low cost che nella classica alta stagione turistica di agosto, in cui, tra l’altro, le temperature arrivano a toccare i 45 gradi; altro periodo perfetto per questa fuga messicana è da gennaio a marzo, soprattutto per chi vuole dedicarsi al magico rito dell’avvistamento delle balene.

Baja California è una terra calorosa, variegata, con un’identità tutta propria tra Messico e Stati Uniti: è una lunga striscia di terra selvaggia ed arida che si stacca dal continente e per questo mantiene intatte caratteristiche naturali, biologiche e folkloristiche tutte originali, che la rendono un luogo unico da esplorare. Con i miei consigli scordatevi i villaggi turistici: ecco le 5 tappe off road che vi consiglio di non perdere.

Tijuana

Tijuana è il modo più avventuroso per entrare nello stato della federazione messicana è sicuramente quello che passa dritto dritto nel cuore di una delle città più famigerate del mondo. Arrivando da San Diego, esattamente a 23 km dalla città statunitense, non si incontra alcuna dogana, ma il paesaggio, appena varcata la linea immaginaria che divide Messico e USA, è immediatamente diverso: dai grandi mall americani, alla distesa di baracche di legno della periferia di Tijuana, dalle grandi autostrade scorrevoli, al traffico impazzito sudamericano.

Campo Quatros Casas

Campo Quatros Casas, già trovarlo è un’impresa, ma se riuscite a districarvi nel groviglio di indicazioni per raggiungerlo (a Sud di Tijuana, 100 miglia dopo Ensenada, dopo il benzinaio verde e a destra del negozio di ricambi d’auto giallo…argh!) la strada sterrata tutta cactus e curve vi aprirà finalmente le porte di un luogo da sogno, fuori dal mondo: è un ostello molto surf style, gestito, appunto, da un ex surfista americano e dalla moglie messicana. Pochi dollari per comode stanze con cucina, tavole da surf, tante onde e natura incontaminata. La sera qualche storia raccontata dal vecchio Richard, che tra un aneddoto l’altro vi pesca una riccio di mare, ve lo apre con la mannaia e ve lo fa assaggiare crudo, vi insegna come risparmiare l’acqua e costruirsi un impianto fotovoltaico in un luogo dove è l’ecologia è un necessità vitale per vivere in armonia e mantenere incontaminato il tesoro in cui si ha avuto la fortuna di trovare la propria dimensione: la natura.

Baja de Los Angeles

Baja de Los Angeles, un autentico paradiso naturale, Bahìa de Los Angeles, non offre sicuramente sistemazione lussuose: vi dovrete accontentare di strutture per lo più rustiche, come il Villa Bahia, ma effettivamente low cost. E poi tutto ciò che vi serve ve lo darà la natura incontaminata: da non perdere un bagno nelle acque caldissime del golfo, meglio se a mezzanotte!

S.Ignatio

S.Ignatio, per provare il brivido di un vero e proprio tuffo nel passato coloniale della penisola messicana, andate all’avanscoperta del villaggi odi S. Ignatio: a metà strada tra Guerrero Negro e S. Rosalia, ha 700 abitanti, di cui farete la conoscenza nella piazza cittadina la sera o in qualche locale casereccio davanti ad una Coronita ghiacciata e ai migliori tacos che avrete mai mangiato. S. Ignatio è una vera e propria oasi di palme nella striscia di terra desertica, che i gesuiti non tardarono a colonializzare nel 1700, lasciando in eredità la fervente religione cattolica, e la meravigliosa struttura architettonica della Missione. Potrete dormire per 30-50 euro in comodi e puliti Hotel provvisti di piscina, come il Desert Inn, o anche a molto molto meno, per qualche decina, in Guest Houses altrettanto pulite e più famigliari.

Punta Abrejo

Punta Abrejo, e proprio paradiso per i surfisti, Punta Abrejos, nella Bassa California del Sud, vi farà provare la rara ebrezza di farvi sentire un tutt’uno con la natura preistorica ed incontaminata. E’ un luogo in cui il delicato equilibrio tra uomo ed ambiente viene attentamente rispettato, con rigide politiche sulla pesca e lo sfruttamento del mare. Lo sperduto villaggio di pescatori annovera specie preistoriche tra la sua fauna, come il calamaro gigante o le tartarughe giganti, che arrivano proprio a Novembre, e l’unica struttura ricettiva offre tutti i mezzi per dedicarsi alle attività sportive e naturalistiche, come surf, kayak, e piccole imbarcazioni. SI tratta del Campo Rene – Estero El Coyote, pittoresco bar-ristorante-motel in cui potrete gustare degli ottimi piatti della cucina messicana, davanti alla deserta ed intatta bellezza di questa laguna di acqua salata, un grande esempio di essenzialità, spirito low cost, e rispetto per l’ambiente ed i ritmi della natura.

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Informazioni sull'autore
Sarà che lo zaino in spalla ce l’ha avuto fin da piccola, nelle escursioni alpine lunghe come i sogni. Sarà che ha sempre riempito pagine e pagine di diari, per non perdere il tesoro dei fotogrammi di vita catturati nel mondo. E così ora scrive per lavoro, e viaggia per sentirsi libera e ancora, sempre bambina. In viaggio ama le sfide: ha imparato il turco, assaggiato scarafaggi, e dormito nelle foreste. Ha una trentina d’anni e da grande vuole fare la turista.
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