Ancona: tour in 5 tappe tra le meraviglie di una città di mare

Ancona in 5 tappe: Repubblica Marinara che sfidò la Serenissima

Ancona in 5 tappe: Repubblica Marinara che sfidò la Serenissima

Se conoscete poco Ancona, questa è la vostra occasione per organizzare un viaggio nella città in cui il sole sorge e tramonta sul mare.

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A spasso per le meraviglie di Ancona, la città in cui il sole sorge e tramonta sul mare.
Non tutti lo sanno, ma Ancona è stata per lunghi anni una Repubblica Marinara, fiera ed indipendente, che osò sfidare per la supremazia del mare adriatico nientemeno che la Serenissima.

È una storia poco studiata ma che ha riscontri oggi nell’architettura e nelle meraviglie di questa città di mare.
Un’altra particolarità, dettata dalla sua particolare conformazione, è il fatto che il sole vi accompagnerà per tutta la giornata, tramontando quasi sul mare e dandovi l’impressione di essere sulla costa tirrenica.

La storia di Ancona

Abbiamo già detto che nel suo passato Ancona sfidò, con varie battaglie, la Repubblica Marinara di Venezia, cercando di sottrargli il potere economico e territoriale sul mare adriatico.
Ma in realtà la sua storia è legata indubbiamente ad un passato di matrice greca e romana.

Andiamo allora alla ricerca di questo suo passato ricco di storia.

1. Il porto di Ancona

La prima tappa sicuramente è legata alla storia e alla vita stessa di Ancona: il porto.

Posto di attracco, di riparo ma anche di partenze.
È facile allora immaginarsi gli arrivi dei Greci, fondatori di questa città, oppure dei romani che da qui salparono per le loro conquiste.
Ma anche delle navi della Repubblica, dedite nei loro commerci fino all’oriente e storie di pirati e corsari.

I fasti di questo passato sono ben visibili attraverso l’Arco di Traiano e i resti del porto antico.

Sempre nel porto di Ancona troviamo l’Arco Clementino, che nonostante il suo stile classico, risale all’artista Vanvitelli e quindi al XVIII sec.

Nelle vicinanze del porto antico troviamo la Mole Vanvitelliana.
Eretta sempre nel XVIII sec. e usata attualmente per esposizioni e mostre.
Nel suo passato, invece, come ci ricorda il suo “secondo” nome, Lazzaretto, veniva usata come deposito merci e luogo di quarantena per persone provenienti da tutto il mondo, evitando così la diffusione di malattie.

2. Museo archeologico delle Marche

Qui sono conservati i tesori di questo passato glorioso.
L’ingresso è di 4€ per il biglietto intero, oppure 2€ ridotto per ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 25 ed insegnanti, gratuito invece fino i 18 anni e over 65.

Il palazzo che ospita la mostra, ovvero il Palazzo Ferretti, risale al XVI sec. e al proprio interno troviamo reperti provenienti da tutte le Marche.
Qui trovano riparo oggetti che sono datati tra l’età del bronzo e l’alto medioevo.
Scudi, armi, argenti, vasellami di epoca romana, etrusca, ellenica, oltre che dei Piceni e dei Galli sono custoditi all’interno di questo scrigno.

Terminata la visita del Museo ci possiamo dirigere verso il centro storico ed il suo dedalo di vie.

3. Chiesa di Santa Maria della Piazza

La visita di questa chiesa è gestita da un gruppo di volontari che operano da marzo ad ottobre nei fine settimana.
Questa chiesa sorge direttamente sopra i resti di una basilica paleocristiana databile nel IV sec.
Sono infatti ancor oggi visibili i resti della sua storia nel sotterraneo.
Il pozzo, colonne, mura greche ed affreschi sono visibili e rendono il tutto ancor più magico.
Vale sicuramente la pena spendere qualche tempo per visitare questo gioiello.

Nei dintorni della Chiesa troviamo la Piazza del Plebiscito, conosciuta anche con il nome di Piazza del Papa.
Direttamente su questa piazza troviamo Il Palazzo del Governo, la Chiesa di San Domenico e la Statua di papa Clemente XII.

Poco distante dalla Piazza del Plebiscito, la Fontana del Calamo, conosciuta anche come la Fontana delle Tredici Cannelle.
Su questa Fontana c’è una particolare credenza.
Il viaggiatore infatti che volesse tornare in città dovrebbe bere direttamente da questa fontana.

Ricordando la gloriosa storia di Repubblica Marinara non è possibile non vedere la Loggia dei Mercanti.
È stata realizzata su stile gotico veneziano tra il XV ed il XVI sec. da Giorgio Orsini da Sebenico.
La loggia, infatti, come ci ricorda il nome, era utilizzata dai mercanti per esporre la loro merce e per realizzare traffici di oggetti provenienti da tutto l’oriente.

Poco distante dal Palazzo Ferretti, possiamo ammirare il Palazzo del Senato, sede oggi della Sopraintendenza ai Beni archeologici, utilizzato all’epoca come sede del Consiglio Senatorio.

Sorge direttamente sul Foro Romano, tant’è che sono ancor visibili i resti di colonne e basamenti.
Vicino al Palazzo del Senato troviamo l’Anfiteatro romano di Ancona.

Nelle vicinanze dell’anfiteatro possiamo poi ammirare il Parco del Cardeto.
La vista che si apre sul mare Adriatico da questo parco è davvero notevole.
All’interno del parco c’è la possibilità di fare una bella passeggiata tra fiori e piante, ma anche la possibilità di vedere il campo degli ebrei (visitabile su prenotazione), il faro antico, la polveriera Castelfidardo, la caserma Stamura ed il rifugio antiaereo.

Tornando poi per le vie centrali di questa città possiamo ancora ammirare il Palazzo degli Anziani, che deve il suo nome al Consiglio degli Anziani che qui si radunava sotto il periodo della Repubblica Marinara e la cosiddetta Cittadella di Ancona.

Gli anconetani sperando di sventare gli attacchi dei pirati, accettarono l’ausilio, nella costruzione di questo edificio, da parte dello Stato della Chiesa.
In realtà fu proprio usato da papa Clemente VII per imporre un dominio sulla fiera repubblica.
Fu in questo periodo infatti, nel XVI, che cessò l’indipendenza della Repubblica e iniziò il controllo dello Stato pontificio.

4. Pinacoteca Civica Francesco Podesti

Porta il nome del pittore anconetano Francesco Podesti che si operò per la realizzazione di questa raccolta.
Al proprio interno troviamo importantissime opere che vanno dal XIV al XIX sec.
Opere di Crivelli, Tiziano, dello stesso Podesti, oltre che di Andrea Lilli, sono collocate all’interno.

5. La Cattedrale di San Ciriaco

Perché lasciata per ultima?
Da questo sperone di roccia si gode una vista mozzafiato su tutta la città, sul porto, sulle colline e sui fasti del suo passato.
La Cattedrale è realizzata su uno stile romanico bizantino.
In realtà sono molte le ipotesi sulla sua costruzione e sulla sua derivazione, tuttavia come ogni angolo della città sorge sui resti di un passato ellenico e romano.

I suoi leoni e le sue pietre massicce e squadrate vi faranno sentire tutta la la prestanza e la fierezza di una popolazione che ha legato la sua storia e le sue gesta al mare.
Venire in cima a questo promontorio per godersi il tramonto vi ripagherà di ogni passo, di ogni gocciolina di sudore che avrete versato camminando su e giù per le vie di questa città.

Adiacente la Cattedrale troverete poi il Museo Diocesano che custodisce oggi una ricca collezione di reliquiari e sarcofagi oltre che quattro arazzi di Rubens.

Come arrivare ad Ancona?

Sicuramente i trasporti pubblici sono il mezzo ideale.
Treno, autobus, nave ed aerei.
Non manca nulla.
Via treno infatti è collegata con tutte le principali città italiane, così come con gli autobus.
Vicino Ancona poi c’è l’Aeroporto di Falconara che collega la città con diverse destinazioni nazionali e internazionali.

Cosa mangiare?

Girovagate per le viuzze del centro e cercate posticini di pesce.
Ovviamente, per via della sua storia, le ricette tipiche sono legate al mare.
Sono assolutamente da provare i Moscioli selvatici di Portonovo.
Qui bisogna stare attenti a non chiamarli cozze, altrimenti verrete redarguiti seduta stante.
Un’altra ricetta tipica è lo stoccafisso all’anconetana, simbolo gastronimico di questa città.

Questa città non è molto pubblicizzata, ma sono convinto che rimarrete stupiti approfondendo la sua storia, cultura e ricchezza.

Ogni piccolo angolino, ogni piccola pietra, colonna o decorazione è legata ad una storia.
Storia che qui – come in molte altre città italiane – può essere studiata attraverso la sua stratificazione verticale.

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