Assistenza speciale per viaggi in aereo: un diritto da richiedere

Viaggiare in aereo con l’assistenza speciale, perché richiederla

Viaggiare in aereo con l’assistenza speciale, perché richiederla

Tutti i consigli per affrontare un viaggio più tranquillo e senza paura, tramite un servizio gratuito e necessario.

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Mettersi in viaggio per qualcuno può essere meno semplice di altri e non parliamo di carenza di tempo o di soldi ma di quelle persone che hanno una ridotta mobilità, come gli anziani, una disabilità fisica o cognitiva, o in generale che hanno un problema di salute anche solo temporaneo (come un arto ingessato) e possono non essere del tutto indipendenti nell’affrontare alcune procedure di viaggio.

Molti non sanno o semplicemente ignorano per scarse informazioni che negli aeroporti europei (e nei paesi che fanno parte dell’EFTA: Associazione europea di libero scambio) è un diritto richiedere gratuitamente l’assistenza speciale.

Servizi gratuiti che vanno richiesti

Si tratta di servizi che vengono effettuati dagli aeroporti ma vanno richiesti, al massimo entro 72/48 ore prima del decollo del volo, alla compagnia aerea con cui è stato acquistato il biglietto. Le compagnie, sia di linea che le low cost, hanno, in ciascun sito, le adeguate informazioni da seguire per attivare la domanda di assistenza, numeri verdi o chat per parlare con un agente e conoscere nel dettaglio le procedure.

È sempre meglio informasi in tempi utili, prima della partenza, dato che ogni compagnia ha poi delle proprie regole per consentire il trasporto di equipaggiamenti medici, farmaci salvavita e supporti per la mobilità come le sedie a rotelle.

L’assistenza speciale agevola e rende meno faticose le operazioni di imbarco e sbarco, predisponendo uno staff di terra dedicato, sedie a rotelle e rampe, viene fornita in modo diverso a seconda della necessità dei viaggiatori:

per spostarsi nell’aerea dell’aeroporto;
per essere supportati durante i controlli di sicurezza;
per evitare di salire e scendere le scale dell’aeromobile;
per posizionare il bagaglio a mano in cappelliera e recuperare dai nastri i bagagli imbarcati.

La richiesta non deve essere correlata da certificazioni mediche, per essere piú precisi non occorre appartenere alle categorie protette o avere una disabilità certificata per ottenerla ma questo non significa neanche che debba esserci un abuso; ci sono persone, “i furbi”, che la richiedono per avere agevolazioni come l’imbarco prioritario o per ottenere dei posti più comodi sull’aereo.

Un diritto per chi ha una necessità reale

È un po’ come chi decide di parcheggiare la propria auto, anche solo momentaneamente, in un posto riservato ai disabili perché di fretta, senza comprendere che così facendo toglie la possibilità, a chi davvero ha l’esigenza, di utilizzare un servizio dedicato.

I viaggiatori, quelli che davvero avrebbero necessità di godere di questi diritti, spesso neanche sanno che possono farne richiesta. Pensiamo alle persone autistiche che non amano molto la confusione o le lunghe attese e sono all’oscuro del fatto che con l’assistenza potrebbero essere aiutate e facilitate ai controlli di sicurezza.

Altri casi sono quelli delle genitori che viaggiano da soli ed impazziscono tra i bimbi e i vari bagagli e ignorano la possibilitá di poter ottenere un aiuto da un funzionario, almeno per il trasporto dei bagagli.

Ci sono altre situazioni in cui avviene il contrario come persone che non vogliono chiedere l’assistenza perché temono la “sedia a rotelle”, non accettano e non vogliono farsi vedere su una a sedia a 4 ruote. Talvolta è meglio mettere da parte l’orgoglio e pensare al proprio benessere, soprattutto quando si ha una difficoltà ad effettuare lunghi percorsi, come quelli che portano fino al gate, o a restare in piedi per molto tempo; basta pensare alle lunghe file che ci possono essere ai metal detector durante l’alta stagione estiva.

Bisogna ricordarsi che l’assistenza è un servizio a disposizione di coloro che ne hanno una reale necessità, per affrontare un viaggio con meno paure e più tranquillità.

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