Percorsi ciclo pedonali nel Parco del Ticino

Il Parco del Ticino, percorsi ciclo pedonali per tutti

Il Parco del Ticino, percorsi ciclo pedonali per tutti

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Anche una fanatica delle bellezze artistiche come me cede volentieri al turismo naturalistico, mi piace molto camminare e anche andare in bicicletta. Vi sentite affini? Allora dovreste prima o poi visitare il Parco del Ticino. Molte persone, anche del nord, non ne sapevano granché; l’area di confine fra Lombardia e Piemonte dove scorre il grande fiume è molto popolosa e non lascia presagire un simile paradiso naturale, eppure vi assicuro che questa “terra d’acqua” ha un valore e un fascino incredibile.

Il Ticino è un confine naturale fra le due regioni e il Parco è equamente distribuito fra le due rive, fra la provincia di Novara e quella di Varese; io ho visitato in modo più approfondito la “sponda” piemontese, il lato lombardo si protende verso Malpensa e, da quello che ho letto, l’espansione aeroportuale ne mette in pericolo anche l’esistenza.

Un parco fluviale, dunque, una “terra di acque”; insolita per chi non è abituato al fluire di grandi fiumi. Il primo impatto è con i numerosi gli uccelli acquatici, i cormorani, le garzette, gli aironi, i germani che si incontrano sulle rive; ci sono anche molti mammiferi. Lungo i sentieri si trovano pannelli esplicativi sul tema flora e fauna. Il Parco ha anche diversi Centri Visita dove rifornirsi di materiali e informazioni.

Da Ponte Ticino vicino a Novara, dove avevamo fatto base, è possibile fare passeggiate a piedi in zone molto belle dal punto di vista naturalistico; purtroppo la bicicletta non l’avevamo portata e in zona non c’erano noleggi, quindi la mia vacanza è stata fatta prevalentamente di camminate a piedi; un vantaggio c’è, non ci sono salite! Il mio consiglio è di partire con la propria bici oppure di noleggiarla a Novara o comunque in una città più grande. In tutto ci sono 780km di percorsi ciclo-pedonali, il fiume offre comunque diversi tipi di vacanza, dal trekking alla canoa alla bicicletta.

Per dormire abbiamo optato per una soluzione molto naturale, cioè un campeggio sul fiume: non abbiamo dormito in tenda ma in una casetta di legno con vista fiume, molto comoda e romantica, che costituisce una buona alternativa all’albergo. Playa di Valverde è il nome del campeggio, le guest house hanno prezzi variabili (intorno a € 80 al giorno, comprese tutte le spese).

Mi è piaciuto molto il passaggio da zone agricole a paesi, dove il fiume scorre placido e si vedono accenni di quella che un tempo era un’intensa navigazione: i navigli come strada usata dalla gente per spostarsi di villaggio in villaggio. L’interesse prevalente della zona è naturalistico per le specie che vi si trovano a vivere, per le piante, rigogliose, le colture e il paesaggio, però se il Ticino è un fiume dal letto ampio e molto variabile, i Navigli e altri canali di servizio creati dall’uomo per l’irrigazione connotano tutta le regione.

Fra le cittadine visitate quella che mi è piaciuta di più è stata Turbigo, attraversato il Ponte sul Ticino e quindi in territorio lombardo. Non ci sono monumenti di rilievo a Turbigo, ma c’è un naviglio lungo il quale passeggiare e che parla: di un passato diverso, dove le attività sul fiume fervevano; di case signorili e di manifatture, ora dismesse. Moltissimi edifici abbandonati, ma che ancora portano segni di dignità.

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