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Specialità romane, tre locali dove provarle

3 minuti di lettura
Il cibo romano è famoso in tutto il mondo, gli ingredienti e i piatti sono semplici ma non così facili da preparare. Ecco nel post alcuni consigli per vivere a pieno e in modo autentico l'atmosfera dei locali di Roma e dintorni.

Roma è una città da vedere almeno una volta nella vita, perché è unica. Ed eterna è la sua bellezza, indiscutibile. Almeno una volta nella vita sono da provare le grandi specialità della sua cucina. Piatti semplici ma che devono essere preparati ad arte e secondo tradizione per essere a prova di romans. Eat like Romans Do, parafrasando un po’ la celebre frase di Sant’Ambrogio. Ed ecco allora tre esperienze culinarie e tre specialità romane, da provare a Roma e dintorni, da non perdere.

Tre specialità romane imperdibili

1. La cacio e pepe diventata leggenda: benvenuti da Felice al Testaccio

Si inizia con la cacio e pepe, uno dei piatti tradizionali della cucina romana. Ma non una cacio e pepe qualsiasi: quella di Felice al Testaccio. Storica trattoria romana nel cuore di uno dei quartieri storici di Roma, la sua cacio e pepe non si dimentica facilmente ed è, secondo alcuni, la migliore di Roma. Il locale, diventato oggi un must per chi capita a Roma, nasceva come vecchia trattoria romana. Dai racconti di alcuni abitanti del quartiere, sembra che il vecchio Felice, oggi sostituito dal figlio, non facesse accomodare nessuno nel suo locale se non chi egli conosceva o che fosse del quartiere. Annedoti testaccini narrano che diventò poi famoso grazie a Roberto Benigni che vi iniziò a portare anni e anni fa, la combriccola di Arbore e Frassica ai tempi del programma “Quelli della notte”. E così oggi, la cucina di Felice al Testaccio è una delle più rinomate della città e una sosta da lui è d’obbligo.

La vera cacio e pepe: regina tra le specialità romane

Attenzione però che è sempre pieno e si deve prenotare con molto anticipo. Ma passiamo alla sua specialità: la cacio e pepe. Cucinata secondo la tradizione, rigorosamente con il tonnarello, un tipo di pasta lunga fatta a mano da loro. Viene servita nel piatto con quel mix di pepe e pecorino che la rendono perfetta. Dosi che sono il segreto di Felice. Gli ingredienti, una volta servita a tavola, vengono amalgamati dai camerieri con una tecnica tutta loro. Quel po’ di acqua di cottura lasciato appositamente sul fondo del piatto serve per completare l’opera. Il risultato è un tonnarello perfettamente mixato con una crema di pepe e formaggio, che non risulta mai stopposo o secco. Il sapore è unico e grazie alle porzioni, tutt’altro che esigue, lascia sempre soddisfatti.

Altre specialità romane da gustare

E per chi ha ancora fame, ci sono altri due must da provare da Felice: il carciofo alla romana (se è stagione), cucinato molto bene ed il tiramisù al bicchiere. Quest’ultimo, come vuole la tradizione romana, è una gustosa crema all’uovo e mascarpone, in cui sono presenti il biscotto ammorbidito nel caffè e una crema di cioccolato come topping.

2. La geniale rivisitazione della cucina romana: il Trapizzino

Per chi invece cerca qualcosa di tipico romano, senza però sedersi a tavola, allora il Trapizzino è quello che fa per voi. Anch’esso sorto in un localino del Testaccio ma ormai presente in diversi punti di Roma, nasce da un’idea di Stefano Callegari che riuscì a creare qualcosa di gustoso che mettesse insieme lo sfizio di una pizza e la sostanza della tradizione romana. Il Trapizzino non è altro che una sorta di angolo di soffice pasta di pizza, rigorosamente preparato con lievito madre, ripieno di diversi condimenti della cucina romana. Un’invenzione geniale.

Quali gusti scegliere

Potrete scegliere quello con il pollo alla cacciatora, con la trippa alla romana, con la parmigiana di melanzane, con il picchiapò e molto altro ancora. Gusti che variano a seconda dei giorni e della stagione, che soddisfano anche chi non mangia carne. Uno street food il cui packaging e incartamento lo rendono facile da mangiare anche in piedi. E per chi ha ancora fame, suggeriamo di provare anche i loro supplì, ottimi e dalla panatura super croccante! Insomma un’esperienza assolutamente da provare.

3. Benvenuti ai Castelli romani: ecco la fraschetta

Ultima delle esperienze simbolo di romanità da non perdere è la cosiddetta fraschetta. Tipica delle zone dei Castelli Romani, Ariccia in primis, fraschetta significa fermarsi a mangiare in una delle tante trattorie (le fraschette per l’appunto) della zona. Caratterizzate da tavoloni di legno conviviali uno a fianco all’altro, il pasto è a base di alimenti tradizionali e genuini. Nello specifico, proprio perché la fraschetta nasce come un’esperienza semplice, le portate sono costituite dai piatti classici dei castelli. Pane, salumi e formaggi con in prima fila l’immancabile porchetta di Ariccia. Accompagnati da sott’olio, bruschette, contorni vari, montanare, zuppe di legumi, polpette e chi più ne ha più ne metta. E naturalmente l’immancabile vino dei castelli e perché no, anche da qualche breve intrattenimento musicale. Diversi sono i locali presenti a Roma dove si “fa la fraschetta” ma, il consiglio è di andare verso i Castelli.

Un’atmosfera unica

Lì infatti, l’atmosfera è quel mix tra bucolico e tradizione, sempre in relax. Tutto ciò rende ancora più piacevole un pasto del genere che può durare anche un paio d’ore. Tra il cibo, le chiacchiere con l’oste e un po’ di musica che non manca mai. Tra le tante, la nostra scelta è l’Osteria del Borgo ad Ariccia. Personale super gentile, cibo buono con porzioni abbondanti ;) Se vi capitate di domenica a pranzo, il consiglio è di prenotare. La fraschetta è inoltre anche una soluzione economica: se non si ordinano primi o secondi, il vino a volontà non fa assolutamente salire il prezzo.

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Informazioni sull'autore
Emanuela, o meglio Ela, come la chiamava suo padre, è appassionata di viaggi fai da te, ottimista, instancabile, curiosa e buona forchetta. Napoletana classe 84, con sangue misto pugliese, è fortemente legata alla sua terra. Per lavoro si trasferisce a Roma, dove vive da 10 anni. Viaggiare fai da te per lei significa prepararsi al viaggio, studiando ogni singola tappa e i luoghi meno battuti. Perdersi tra mercati, osservare le persone, assaggiare la cucina locale e stare a contatto con la natura è tutto quello che non deve mai mancare nei suoi viaggi insieme ad un pizzico di avventura. Oltre i viaggi, i suoi hobby sono la danza, la cucina e il decoupage. Sul suo blog This Must Be The Trip, racconta di itinerari, aneddoti e delle emozioni dei suoi viaggi.
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