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Guida ai migliori street food di Palermo

5 minuti di lettura
Arancina, stigghiola, frittola, panino ca' meusa, panelle e crocchè. Chi più ne ha più ne metta. Non basterebbe un trattato per elencare tutte le pietanze tipiche della cucina siciliana. Una cosa che probabilmente rende Palermo unica nel suo genere sono gli street food, nei quali è possibile consumare la propria merenda in piedi, in mezzo alla strada e agli odori tipici del capoluogo siciliano.

Questo articolo è stato aggiornato il Ottobre 20, 2021

Lo street food è un modo per vivere a pieno la propria cultura. Nessuna prenotazione, nessuna ansia di non mangiare o di andare a letto affamati. Esiste già dagli albori della nostra civiltà, quando al porto si usava preparare i piatti di pesce in strada subito dopo averli pescati. All’estero il cibo on the road è arrivato da tempo, soprattutto negli USA con gli Hot Dog o in Inghilterra con il Fish and Chips. In Italia è una questione relativamente nuova, della quale molte città fanno uso per feste o eventi.

Ma c’è una città in cui il food truck si fa teatro: lo street food di Palermo è oggi un vero e proprio fenomeno artistico, e l’arte culinaria passa da una generazione all’altra. Palermo è una città generosa e calorosa, che ogni giorno fa sentire tutti (italiani e stranieri) a proprio agio. E il cibo cucinato sul momento è uno dei metodi che Palermo usa per accogliere al meglio i proprio turisti.

Vucciria

I mercati storici di Palermo

Passeggiando lungo le strade di alcuni rioni di Palermo, si ha l’impressione di stare in uno dei sue di una qualsiasi città musulmana. Non per niente, alcuni mercati sono stati realizzati durante la dominazione araba, ed ancora oggi, si possono notare l’aspetto, le consuetudini del vendere e del comprare, i colori, gli odori, l’usanza di sommergere strade e piazze con banchi, cesti, tendoni variopinti, tipico, appunto, dei tradizionali mercati nordafricani. I mercati di Palermo rappresentano il luogo ideale per un autentico tuffo nel passato e nelle tradizioni più antiche del popolo palermitano. I mercati storici di Palermo sono dei veri e propri monumenti viventi!

Di piatti tipici palermitani ce ne sono a migliaia. Tutti fanno parte generalmente del mondo della carne e del pesce, e alla base di tali pietanze c’è la semplicità. Conditi solo con limone e sale (e a volte neanche quelli), gli street food di Palermo vantano di essere dei masterpieces culinari, che non hanno bisogno di tante sfaccettature o ricette segrete. L’ingrediente base è la semplicità di metodi di cottura e l’unicità degli ingredienti.

Anche la scelta dei luoghi in cui itinerare col proprio street food non è a caso. Ci sono in primo luogo i mercati più famosi di Palermo, come Ballarò (il più antico) e la Vucciria, Borgo Vecchio o il mercato del Capo. Sul sito ufficiale del Portale del Turismo di Palermo, si possono trovare tutte le informazioni possibili su come organizzare una visita nel capoluogo siciliano. Oltre a questo, sono anche inserite le storie dei mercati storici della città. Ma, non a caso, gli street food di Palermo affondano le proprie radici in mezzo alla strada: sotto ai cavalcavia completamente in mezzo alle auto, o sui cigli delle strade più o meno trafficate.

Ora, un elenco degli street food più famosi del capoluogo siciliano:

 1) Stigghiola

La stigghiola è forse il genere di street food più famoso di Palermo. Gli stigghiulari aprono il loro baracchino proprio open the road sotto dei cavalcavia, in mezzo al traffico e mettono la carne sulla griglia. Non a caso, l’unica “nebbia del Sud” che vedono i palermitani è proprio quella rilasciata dalla cottura delle stigghiole. La stigghiola ha come ingrediente principale le budella, in particolare quelle di agnello. Spesso vengono arrotolate intorno ad un cipollotto, per rendere la pietanza ancora più gustosa ed appetitosa.

Stigghiola

2) Quarume

La quarume deriva dal dialetto palermitano e significa “caldume”. Piatto tipico invernale, la quarume  è composto dalle varie parti delle interiora del vitello che vengono bollite in un brodo vegetale salato. Unite ad un tozzo di pane e ad un bicchiere di birra, la quarume  è considerato oggi uno dei cibi da strada più famosi del capoluogo siciliano. Anche qui, l’unico condimento viene dato da limone, sale e pepe.

3) Frittola

Nessuno sa esattamente cosa sia la frittola, né quale sia il metodo di cottura. Nemmeno i palermitani stessi conoscono i segreti di questo street food. Si tratta comunque di un insieme di frattaglie di vitello, soprattutto gli scarti, bollite, rosolate e poi fritte. Di frittulari ce ne sono pochissimi in tutta Palermo. Dopo la cottura, le frattaglie vengono messe in un apposito cesto di vimini (o panaro), che rimane sempre coperto da uno straccio, nascondendo la frittola alla vista dei clienti. Come per gli altri tipi di street food, al momento del servizio vengono aggiunti limone e sale.

4) Pani ca’ meusa

Come poteva non esserci il famigerato pani ca’ meusa, ovvero il panino con la milza? Insieme alla stigghiola, la meusa è sicuramente conosciuto dai turisti di tutto il mondo. Essa può essere servita sia “schietta” (ovvero sola, senza l’aggiunta di nessun altro ingrediente) o “maritata” (ovvero sposata, con l’aggiunta della ricotta di pecora o caciocavallo). Dal sapore molto forte, ma deciso, il pani ca’ meusa è formato da milza, rognone e polmone, cucinati nello strutto e serviti all’interno di un panino morbido con semi di sesamo. A propria scelta, si può aggiungere del limone. A Palermo, la maggior parte dei meusari sono ambulanti e si trovano in luoghi di mercato come la Vucciria o Ballarò.

Pani ca' meusa schietta

5) Mussu e caicagnuolo

Non molto conosciuta dai più, l’insalata di mussu (muso) e caicagnuolo (carcagnolo) può essere considerata un antipasto. È una semplice insalata, a base di cartilagini lesse, ricavate dal piede e dal muso del vitello che vengono successivamente insaporite con carote, sedano, cipolla e olio d’oliva.

6) Panelle e crocchè

Pane panelle e crocchè. Chi non ne ha sentito parlare almeno una volta nella vita? Si tratta di piccole frittelle di farina di ceci (panelle) e di crocchette di patate (crocchè o cazzilli), inserite all’interno di un panino dolce. Entrambe vengono preparate con acqua, sale e prezzemolo e poi fritte.

Pane, panelle e crocchè

7) Babbaluci

babbaluci sono delle lumache di terra, piccole e dal colore chiaro. Cucinati soprattutto d’estate, i babbaluci fanno parte di una ricetta povera, poiché vengono bolliti in acqua e poi conditi con sale, olio, aglio e prezzemolo.

10) Arancina

Un tabù famosissimo, quello delle arancine  palermitane o arancini catanesi. La differenza sta solo nel genere del nome, poiché gli ingredienti e i metodi di preparazione sono gli stessi. Ma siccome parliamo di street food palermitani, le chiameremo arancine. Si tratta di una palla o cono di riso impanato e poi fritto. Le ricette sono essenzialmente due: con ragù e piselli (detta “a carne”), oppure con prosciutto cotto e mozzarella (detta “a burro”). Il nome deriva dalla forma e colore, che ricordano un’arancia.

Arancina

11) U’ puippu

Altro street food tipico del mercato della Vucciria, è il puippu, ovvero il polpo bollito. Non è difficile la preparazione, poiché si tratta semplicemente di mettere a bollire in acqua il polpo e aspettare che diventi di colore violaceo. Una volta cotto, il polpo viene poi tagliato in piccole parti e condito con il limone.

12) Pesce fritto

Si può scegliere di gustare il proprio pesce anche fritto. Quasi sempre è il pescatore stesso che chiede ai turisti che tipo di pesce vogliono gustare sul momento, e se lo preferiscono bollito o fritto. Si può scegliere tra gamberi, seppie, polpi, triglie e cernie bianche.

La mappa sovrastante è una guida ai migliori street food di Palermo, ma non temete: basta stare ad ascoltare i rumori e i suoni della città per capire da che parte si trovano i mercati. Infatti, si viene sempre accompagnati dal richiamo ad alta voce (o “abbaniata“) dei venditori. Non si può visitare questa splendida città siciliana senza ammirare i suoi mercati e senza assaporare almeno uno degli street food tipici. Essi sono infatti una metafora del carattere del palermitano, sempre pronto ad accogliere i propri turisti con la sua generosità e simpatia.

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Informazioni sull'autore
Asia è una viaggiatrice classe '96. Amante di scrittura e di lingue, non ama stare ferma. Romagnola d'origine e veneziana di formazione, ha vissuto anche in Irlanda, paese che lei considera Seconda Casa. Le piacciono i viaggi di ogni tipo e ama definirsi "cittadina del mondo”.
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