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Luini: golosità da forno prese d’assalto a Milano

2 minuti di lettura
Luini a Milano è un'istituzione e durante una gita nella città lombarda vi consiglio di non perdere questo posticino. Cercate di andare non all'ora di pranzo perché la fila è sempre lunghissima.

Milano, città della moda per eccellenza, è costantemente meta di fashion addicted e vittime delle grandi firme orientate ad accaparrarsi i pezzi unici del quadrilatero della moda, di studenti e gente comune con la speranza di concludere veri e propri affari nei negozi di Corso Vittorio Emanuele, specialmente nel periodo dei saldi. Entrare e uscire dai negozi richiede una certa energia, ma il tempo di ricarica va ridotto all’osso quindi… come fare? Dove andare per trovare lo spuntino giusto? Da Luini, in pieno centro, logico.

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Questo forno-panetteria artigianale aprì nel 1888 nello stesso posto in cui si trova oggi, come mostra l’insegna. E’ solo da fine anni Quaranta, però, che la proprietà passa alla famiglia Luini e la fama cresce sempre più fino a raggiungere l’immensa popolarità dei giorni nostri. Oggi Luini è sinonimo di panzerotto a Milano, di Puglia nel cuore del capoluogo meneghino.

A tutti gli effetti si tratta di una panetteria-rosticceria situata in una stradina laterale di Corso Vittorio Emanuele, via Santa Radegonda, che sbuca sul lato sinistro del Duomo e della Rinascente. Ha l’offerta di buon cibo italiano “a portar via” più vasta che ci si possa immaginare: panzerotti fritti come da tradizione pugliese, al forno per chi vuol tenere un occhio alla linea pur senza rinunciare al gusto, dolci per chi non può fare a meno di passare dal salato allo zuccherino o per chi li interpreta come chiusura del pasto, e ancora focacce, mezzelune di pizza, mini calzoni, trecce dall’impasto dolce.

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Non potrei mai elencare tutte le varietà sfornate in continuazione durante la giornata, perciò vi invito a visitare il sito e a farvi venire il languorino, prima di precipitarvi in città! A una decina di metri dall’ingresso del forno iniziano già le code per l’accesso al bancone dove sono esposte tutte le delizie della tradizione pugliese e molto più. Sembra di stare in fila per entrare nei locali più alla moda della città, a teatro, al museo o a un evento irrinunciabile, con tanto di “buttafuori” che coadiuvano il passaggio in entrata e uscita in entrambi gli ingressi. Se la gente è disposta a pazientare tanto, un motivo ci sarà.

Man mano che ci si avvicina e si riesce a sbirciare con gli occhi, anche il naso ha il suo risveglio dei sensi, grazie ai profumi di cui la strada è inondata. Pochi passi e non resta che ordinare, prendendosi opportunamentente il proprio tempo, senza badare alla pressione della gente ancora in attesa. Io ho provato l’autentico panzerotto fritto Luini alla ricotta e spinaci, cui ho, però, preferito il panzerotto al forno con mozzarella, pomodoro, olive e alici. Quest’ultimo, infatti, è molto più deciso nei sapori, più leggero, mediamente fragrante e meno asciutto.

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Facendo strappi a tutte le regole di controllo delle calorie in auge nel periodo estivo, ho anche acquistato i panzerotti al cioccolato. La sensazione data dall’esplosione del ripieno in bocca è stata di piacevolezza e sorpresa al tempo stesso: i buoni propositi di attenersi a un regime alimentare impeccabile sono saltati all’istante, ma chi l’avrebbe mai detto la che la farcitura sarebbe stata così ricca, golosa e strabordante?! Nella valutazione economica, il rapporto qualità-prezzo si è aggiudicato un plus e se ne è aggiudicata uno altrettanto eccezionale anche l’emozione che mi ha risvegliato appena addentato: quella adrenalinica che ogni bambino, con sguardo furbo, ha provato quando colto con le mani nella marmellata. Solo che in quel momento adulto e bambino ero sempre io.

Un piccolo aneddoto lo devo a un amico milanese: ancora oggi, come negli anni Novanta, i ragazzi che bigiano la scuola non mancano di fare un salto da Luini e deliziarsi con una delle prelibatezze appena sfornate, cosicchè il gioco sia valso la candela.

Foto di Francisco AntunesnocivegliaJames Poulter

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Informazioni sull'autore
31 anni, radici lombarde e una goccia di sangue austriaco nelle vene. Coordina la corporate communication delle filiali estere dell'azienda per cui lavora ed è in viaggio una decine di giorni al mese. Sa che la sua vita non potrebbe essere altrimenti. Ha una passione spiccata per i viaggi vissuti come apertura verso luoghi e culture che vanno a comporre inevitabilmente anche la sua. Ha un sogno nel cassetto: scrivere e raccontare di viaggi come opportunità per i più, a testimonianza che il viaggio e le sue emozioni possano davvero essere per tutti.
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