Sirmione: il patrimonio storico e la bellezza del Lago di Garda

Lago di Garda, alla scoperta di Sirmione

Lago di Garda, alla scoperta di Sirmione

Sulla costa meridionale del Lago di Garda si trova una cittadina ricca di sorprese storiche e naturalistiche. Pronti a partire per una gita low cost?

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Sirmione sorge su di una penisola, sulla costa meridionale del Lago di Garda. Alla sua destra ci sono Peschiera del Garda, Lazise, Bardolino e Garda; alla sua sinistra Desenzano del Garda, Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, San Felice del Benaco, e poco più in alto, Salò.

Centro storico di Sirmione, come arrivare

La mattina della nostra visita a Sirmione, c’era una leggera foschia sul lago, che riluceva alla luce del sole del mattino. Erano le nove e trenta, e l’aria era già calda. Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio di Piazzale Monte Baldo, il più vicino al centro storico di Sirmione. Difatti non è possibile accedervi con le automobili, che vanno lasciate nei vari parcheggi comunali a pagamento. Anche i residenti parcheggiano fuori, di fronte alle mura della Rocca Scaligera. Il centro storico è raggiungibile anche con servizio navetta, il cui biglietto è acquistabile sia a terra, che nelle torrette poste alle fermate.

Visita alla Rocca Scaligera

La nostra visita a questo grazioso borgo è iniziata proprio dalla Rocca, di cui si può visitare la darsena, le merlature, ed il mastio. Nella darsena, la visita viene effettuata con una guida.
La Rocca Scaligera venne costruita intorno al milletrecento, dalla famiglia Scala, che la usava come porticciolo mercantile, poiché vivevano di commercio. Essendo l’acqua del lago profonda non più di due metri e mezzo in quel punto, solo piccole imbarcazioni potevano accedervi. Dopo la famiglia Scala, la rocca fu controllata per molto tempo dalla famiglia Visconti, ed infine dalla Repubblica di Venezia, fino alla sua caduta.

La torre più alta, il mastio, è detta scudata, per il modo in cui è stata costruita, caratteristica architettonica della famiglia Scala. In epoca medievale, un castello poteva dirsi occupato, solo se veniva conquistato fino al suo interno, pertanto la rocca aveva diverse difese. Una di queste era proprio il modo in cui era stato eretto il mastio, suddiviso al suo interno su tre piani, collegati tra loro da una scala a pioli, che permetteva di vedere il modo in cui si disponevano gli uomini, in caso di attacco. Oltre poi alla merlatura, c’erano e ci sono tutt’ora delle feritoie, dalle quali gli arcieri scoccavano le frecce verso il nemico.

Procedendo tra le stradine ed i sottopassi, siamo arrivati in una piazzetta dove c’era questo edificio in pietra di due piani, che credo sia il più fotografato, per via di una bouganville viola che ne ricopriva l’intera facciata, e si estendeva, tramite i cavi del telefono, all’edificio accanto, quasi ad abbracciarlo. Di fronte, sotto un archetto che incornicia una scaletta adornata di una pianta rampicante, c’era una targa riportante un versetto dell’Inferno di Dante, canto XX, “suso in Italia bella giace un laco, c’ha nome Benaco”, ad indicare la Galleria Civica Dante Alighieri.

Parchi e spiagge

Continuando la nostra visita, abbiamo costeggiato il Parco Don Lino Zorzi fino a giungere a quella che una volta fu la dimora della divina Callas, e seguendo le indicazioni, abbiamo raggiunto l’area archeologica delle Grotte di Catullo, che si trovano sulla costa nord della penisola sulla quale sorge Sirmione, e dalla quale si ha una vista panoramica del lago.

Lì ci sono anche spiagge per i bagnanti. L’area archeologica è interamente pedonale, e si può camminare tra quelli che una volta dovevano essere il giardino interno e la terrazza belvedere della villa, le stanze di soggiorno e gli ambienti termali.
Noi abbiamo soggiornato in un appartamento sito in zona Colombare, a poco meno di un chilometro dalla spiaggia Brema e dalle arterie che conducono fuori da Sirmione.

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