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Un giro per le Valli di Lanzo

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Se programmate un viaggio in Piemonte, non potete perdere le Valli di Lanzo: un territorio da scoprire, ricco di interessanti aneddoti storici e leggendari.

Meta turistica da sempre, le Valli di Lanzo si trovano in Piemonte lungo il confine tra Italia e Francia, a poca distanza da Torino. Grazie alla sua posizione e alla storia ancora impressa nel territorio, le valli sono un ottimo mix di sport, cultura e relax.

Le Valli di Lanzo

Per visitare le valli il punto di partenza ideale è Lanzo Torinese. Un paese che mantiene ancora uno stampo medievale con le strette vie e la torre civica del XIV secolo. Da qui è poi possibile raggiungere a piedi il famoso Ponte del Diavolo a picco sullo Stura.

Nei pressi di Lanzo Torinese si trova la Valle di Viù, famosa per la dislocazione delle sue borgate specializzate nella lavorazione del legno. Si tratta di una delle prime stazioni turistiche piemontesi, frequentata sin dal XIX. Nelle immediate vicinanze, inoltre, sono presenti due aree votive romane, lascito della prima occupazione storicamente attestata delle valli. Nel paese di Margone, invece, è possibile visitare il lago artificiale che sommerse l’omonima borgata, di cui è ancora visibile la cappella di San Bernardo di Mentone.

Tornando poi a Lanzo, si sale fino a Ceres, raggiungibile anche con il treno partendo da Torino. Gli edifici ne testimoniano una vita di paese di villeggiatura sin dalla fine dell’800 e anche in questo caso è presente un ponte sulla Stura, con la stessa conformazione a dorso d’asino del Ponte del Diavolo.

Da Ceres vi potete spostare verso la più ampia delle valli, la Valgrande, il paese di Mondrone nella valle di Balme, come punto di partenza per le escursioni alpinistiche e la turistica Ala di Stura con una serie di edifici medievali ancora visitabili e il Grand Hotel di Ala, costruito nel 1910 che ospitò Eleonora Duse, Guglielmo Marconi e Luigi Einaudi.

Il Ponte del Diavolo

Il Ponte del Diavolo di Lanzo Torinese è un ponte trecentesco a dorso d’asino costruito sullo Stura. Chiamato anche Ponte del Ròch (ponte di roccia, in piemontese) svetta sul fiume per un’altezza di 16 metri e vanta una storia mista a leggenda immerse nel mistero.

Storicamente, alcuni paesi sotto il dominio Savoia erano obbligati ad attraversare territori loro ostili per raggiungere Torino e passando quindi per zone controllate dai principi d’Acajia e dai marchesi di Monferrato. Nel 1378 venne quindi decisa la costruzione di un ponte a Lanzo sullo Stura per facilitare il passaggio di merci e persone dei Savoia. Il ponte venne pagato tramite delle tasse sul vino che continuarono per dieci anni.

Quindi perché ponte del diavolo? Questo nome deriva dalla presenza delle marmitte dei giganti, o del diavolo. Le marmitte sono depressioni a forma di pozzo nelle rocce fluviali che si sono create in seguito all’erosione glaciale in epoca preistorica. Nei pressi del Ponte del Diavolo se ne contano 21.

Leggenda vuole che queste marmitte furono il risultato dell’intervento del diavolo nella costruzione del ponte. In una delle versioni, le marmitte erano le pentole in cui il diavolo cucinò durante la costruzione del ponte. In una seconda versione, invece, il diavolo avrebbe preteso per la costruzione del ponte la prima anima che lo avrebbe attraversato. I paesani allora fecero attraversare il ponte da un cane e il diavolo si arrabbiò così tanto da pestare i piedi a terra creando appunto le marmitte.

Come raggiungere le Valli di Lanzo

Le valli sono ben collegate a Torino attraverso la rete ferroviaria e diverse linee di autobus, pensate per raggiungere le singole valli. In treno la linea più facile è quella Torino-Ceres, da cui poi è possibile proseguire facilmente nell’esplorazione delle valli.

Se invece vi muovete in macchina, la SP 1 collega Venaria Reale a Lanzo Torinese, e poi sta a voi la decisione della strada da prendere per proseguire.

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Informazioni sull'autore
Nata e cresciuta nella provincia di Venezia, Beatrice ha sempre avuto una grande passione per i viaggi e per la storia. Laureata in archeologia, ama girare il mondo per scoprire il passato, vivendo però sempre il presente e con lo sguardo fisso al futuro. Ha iniziato a scrivere un blog per raccontare le sue avventure e i libri che la accompagnano nel percorso. Predilige i viaggi in totale libertà, senza troppa organizzazione e cercando di immergersi il più possibile nella cultura del luogo.
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