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Benevento: cosa vedere in un giorno

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La città delle streghe dalle origini longobarde: ecco cosa vedere in un giorno in questa affascinante perla campana.

Questo articolo è stato aggiornato il Marzo 19, 2019

Se dici Benevento puoi pensare alla città delle streghe, alla città del famoso liquore (Strega) e dei torroni, alla città dei Sanniti, dei Longobardi. Alcuni potrebbero pensare, invece, all’impresa della squadra di calcio locale che l’anno scorso ha esordito per la prima volta in serie A, altri ancora potrebbero ricordarsi di Benevento per i suoi vini DOC (Falanghina ed Aglianico in primis), produzioni viticole che le hanno fatto ottenere il prestigioso riconoscimento di Capitale europea del vino 2019.

Eppure quando viaggiavo da piccola alla domanda: “da dove vieni? Rispondendo Benevento potevo veder comparire, il più delle volte, un gran punto interrogativo sui volti dei miei interlocutori e allora l’unico modo per chiarire meglio era quello di ribattere dicendo: “hai presente Napoli? Ecco io vivo a circa 100 km da Napoli e il punto interrogativo scompariva.

Ebbene sì, che Napoli sia la prima donna della Campania è indiscutibile, ma Benevento una sua nicchia di popolarità è riuscita sicuramente a rivendicarla.

La città delle streghe

La città delle streghe, anzi delle “janare” come venivano chiamate in dialetto, è una delle espressioni più popolari con cui viene identificata la città. Le Streghe, secondo le leggende, si riunivano per i sabba sotto un albero di noce, nei pressi delle sponde del fiume Sabato, recitando la cantilena: ” mànname a lu nocio ‘e Beneviente, sott’a ll’acqua e sotto ô viento, sotto â ogne maletiempo”.

Maleventum era, invece, il nome originario della città in antichità mutato poi in Beneventum dopo l’epica battaglia del 275 a.C. in cui i Romani presero possesso del territorio sconfiggendo il Re macedone Pirro e ponendo fine al controllo dei Sanniti.

Le origini di Benevento

I Sanniti, i Romani ma soprattutto i Longobardi sono i popoli che maggiormente hanno plasmato ed arricchito Benevento e camminando nel centro storico scorgerete le tracce di queste dominazioni.

Se decidete di trascorrere anche solo una giornata nel capoluogo sannita vi accorgerete subito che il centro cittadino è piccolo e ben curato, costruito con una pianta tipicamente romana, divisa tra decumani e cardini.

La strada da cui vi conviene partire è Corso Garibaldi, il decumano maggiore, lungo il quale potrete ammirare i monumenti principali.

Cosa vedere a Benevento

Se partite da nord vi imbatterete subito nella Rocca dei Rettori, sede attuale dell’Amministrazione Provinciale, che rispecchia perfettamente i cambiamenti storici che la città ha subito. L’edificio è molto particolare ed è costituito da un torrione angolare, costruito con pietre romane, sui resti di una fortezza longobarda, nel quale si incastra un secondo edificio di epoca medioevale, a forma rettangolare che, nel ‘300, ospitava i Rettori (Governatori) Papali. All’interno è possibile ammirare le segrete, gli ampi saloni settecenteschi, il giardini e la sezione storica del Museo del Sannio in cui sono custoditi documenti di epoca risorgimentale.

Il Museo del Sannio, a pochi metri dalla Rocca, è il principale complesso museale in cui è confluito il patrimonio archeologico dell’aerea sannita diviso nelle sezioni: archeologica, destinata ai reperti paleolitici, romani ed egizi, medievalistica dedicata al periodo longobardo e la sezione artistica con una Pinacoteca.

Il simbolo di Benevento

Prima di accedere al Museo resterete folgorati da quello che ritengo il monumento simbolo di Benevento, nonché Patrimonio UNESCO dal 2011: la bellissima Chiesa di Santa Sofia (il Museo si trova nell’ex monastero adiacente la Chiesa). Per comprenderne l’unicità bisogna entrarci; l’interno è un gioco di prospettive realizzate dalla particolare disposizione di colonne, volte, archi e pilastri. Merita una visita anche il bellissimo Chiostro.

Santa Sofia è tra i fiori all’occhiello non solo di Benevento ma anche dell’architettura Longobarda e non a caso fa anche parte della rete artistica “Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774)” che unisce 7 città italiane in cui è possibile ammirare edifici della stessa matrice storico-culturale.

Proseguendo imboccate Vico Noce e scoprirete l’Hortus Conclusus, un piccolo museo a cielo aperto; un giardino in cui sono installate alcune opere del famoso artista sannita Mimmo Palladino. Il giardino era un tempo un orto del Convento di San Domenico e le installazioni alludono alla dicotomia sacro/profano, alla mitologia greca ed alla storia locale.

Ritornando sul Corso, la tappa successiva ed obbligatoria è l’Arco di Traiano, tra quelli meglio conservati dell’antichità, dedicato all’omonimo Imperatore, ricchissimo di dettagli e rilievi decorativi, in lizza, da maggio del 2018, per entrare nei beni UNESCO.

Poco oltre, da Piazza Orsini, si può ammirare l’imponente Duomo dedicato a Sancta Maria de Episcopio, caratterizzato dalla facciata romanica e dal bellissimo portone in bronzo; la Juana Maior.
Imboccando poi l’adiacente via Carlo Torre scorgerete l’Arco del Sacramento e da lì potrete arrivare al Teatro Romano; un teatro semicircolare costruito sotto l’egida dell’Imperatore Adriano, utilizzato ancora oggi per eventi musicali e teatrali.

Tra i vicoli di Benevento

Per concludere la vostra visita perdetevi tra i vicoli del Rione Triggio, l’antico cuore della città medievale, oppure ripercorrete il Corso e recatevi nella zona di Piazzetta Vari, il cuore della movida serale, dove non mancano locali e bar, famosa anche per il prestigioso Conservatorio Nicola Sala.

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Informazioni sull'autore
A pochi passi dagli anta è una cittadina del mondo che cerca ancora il suo posto. Figlia dei flussi migratori degli anni ´80 ha radici emiliane ma il suo cuore è a Napoli dove ha studiato. Spostarsi, muoversi e viaggiare sono nel suo DNA, un po' per indole, un po' per esigenze di lavoro (è anche figlia della crisi). Per anni ha ricoperto il ruolo di Assistente turistica ed ha fatto della Grecia la sua seconda casa, adesso vive nella capitale dell'oceano e della luce; Lisbona, ma la valigia è sempre pronta per nuove avventure.
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