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Parlamento di Budapest, il più grande in Europa

2 minuti di lettura
Il Parlamento di Budapest è il più grande parlamento in Europa che vale la pena vedere sia per la visita in italiano, ben fatta, che per la bellezza dell'interno dell'edificio e la sua storia.

Questo articolo è stato aggiornato il Novembre 6, 2014

Sono diecimila i fiammiferi utilizzati per il modellino che si trova all’ingresso del Parlamento di Budapest, al quale si accede solo tramite visita guidata, anche in italiano. Si riesce ad accedere al Parlamento solo dalla facciata laterale, la prima facciata che da sul Danubio si apre solo quando arrivano persone importanti altrimenti rimane chiuso.

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I biglietti per accedere al parlamento di Budapest si acquistano presso il Museo Etnografico, il Palazzo che si trova alle spalle del Parlamento e vengono 6€ l’uno. Gli ingressi si fanno solo con le visite guidate e con una guida che parla la vostra lingua anche perché all’interno del Parlamento ci sono cose da capire bene per non trasgredire regole fondamentali di rispetto e comportamento.

Gli orari di ingresso per le visite in italiano sono le seguenti: 10:15, 13:15, 14 e 15.30. La visita dura circa 45 minuti

La visita inizia nello scalone d’onore dove si trova un busto di bronzo che rappresenta l’architetto del Parlamento di Budapest che è il terzo edificio più grande del mondo. Il Parlamento è stato eretto tra il 1885 e il 1904; l’investimento più importante dell’epoca. Tutti i materiali utilizzati per la costruzione del palazzo sono materiali ungheresi, assemblati con tecniche ungheresi e il tutto è costato quasi il doppio della somma prevista.

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Con i soldi sarebbe stato possibile costruite città da 45mila abitanti. Il Parlamento di Budapest è lungo 265 metri, ha 27 ingressi, 29 scale, 691 locali. Quasi 2000 persone lavorano nel Parlamento ogni giorno. In mezzo al salone stemma della Ungheria, in vigore fino al 1920 poi l’Ungheria perde 2 terzi di territori.

Nella sala della cupola dove sta la corona si tenevano un tempo le riunioni comuni delle due camere, ma dopo la seconda guerra mondiale il Parlamento è diventato unicamerale.

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Nel Salone dei magnati si trova il più grande tappeto fatto a mano d’Europa, centomila nodi al metro quadro, 21 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza. Tutte le  152 statue che si trovano nell’edificio rappresentano il popolo. Il Paramento offre la seconda più grande biblioteca del paese. Gli ungheresi possono andare a consultare tutti i libri e andare a vedere le sedute che sono pubbliche. Il Parlamento è uno dei palazzi più moderni del mondo, dopo i romani anche l’Ungheria ha inserito il riscaldamento a distanza, prima all’opera di Budapest e dopo al Parlamento, poi l’ascensore e elettricità, già al l’inizio del ‘900.

Una cosa interessante sono i poggiasigari. Fuori dalla sala di incontro comune si trovano i poggiasigari numerati, dove i parlamentari appoggiavano il sigaro prima di entrare a votare e discutere, questo a causa di un enorme incendio che si era sviluppano a inizio ‘900.

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Una menzione va fatta di sicura sulla Sala della Corna, dove è impossibile fotografare alcunché. La Sala della Cupola è la sala che custodisce la Corona di re Santo Stefano che è per gli Ungheresi simbolo della identità nazionale, della loro storia e della cultura millenaria. Insieme alla Sacra Corona sono esposti lo Scettro, il Globo crucigero e la Spada che insieme compongono le insegne regali.

Qui si trovano due guardie 24 ore su 24 che sorvegliano la corona giorno e notte. Alle 8 della mattina tutte le guardie qui si ritrovano in contemplazione davanti alla corona, in piedi, per circa un’ora, poi inizia la guardia vera e propria. Cinque minuti di guardia e poi un cambio di posizione per le due guardie in piedi, ogni quindici minuti le due guardie vengono sostituite da altre due.

Foto di János BalázsFelix MontinoDieter MeyerCord Rodefeld

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Informazioni sull'autore
Federica è autrice e fondatrice del magazine Viaggi low Cost. Viaggiatrice incallita ha iniziato il suo diario di viaggio nel 2008. Per Viaggi Low Cost scrive ogni giorno tutto quello che trova di economico nei suoi numerosi viaggi.
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